Separazione

Come devo comportarmi con le mie figlie, sono completamente soggiogate dal padre

katj

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mio marito se ne è andato di casa 3 anni fa, dopo poco viveva con un'altra donna, mi ha rubato tutti i miei oggetti d'oro, anche quelli appartenuti alla mia famiglia di origine - tutti morti -, con una scusa ha fatto andare via di casa le mie figlie, 25 anni e 20 anni, ora vivono nella casa che era dei miei genitori, ed a poco a poco me le ha messe contro, le ha trasformate in due “cani rabbiosi“ lui si nasconde dietro loro,mi fa parlare dalle figlie di questioni nostre personali ed io non riesco più a gestire questa questione. mi fa stalking, mi ha fatto staccare la corrente (a mio nome e pagata da me) mi ruba le bollette dalla cassetta per poi farmi dire dalle ragazze che io sono una che non paga,ha preso a martellate una moto di un amico, che mi aveva chiesto il favore di tenerla nel mio box in quanto pioveva..ecc. a parte la procedura legale, sono in mano a degli avvocati che stanno seguento la pratica sia nel civile che nel penale, quello che mi interessa è come devo comportarmi con le mie figlie, sono completamente soggiogate dal padre, mi hanno spiegato dei psichiatri che è possibile: stessa tecnica dei leader delle sette, ma io cosa posso fare per loro?? ci sarà un tempo per la chiarezza?? capiranno?? e nel frattempo che danni avranno per quanto riguarda la loro personalità??? vi prego datemi dei consigli sono esasperata e non ho più energie. grazie

13 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentilissima, si capiranno solo se ti comporti in modo coerente con valori tuoi, che non siano il botta e risposta nè le ripicche. attenzione agli avvocati che non fanno altro, purtroppo che fomentare quanta rabbia tra coniugi anzichè mettere acqua sul fuoco. se le tue ragazze sono andate col padre e ti fanno la guerra un pò fa parte dell'età, ma non solo. capisci allora in cosa tu hai alimentato questo loro comportamento e evita di dare loro spunti di rabbia o rancore verso di te. mostra loro una visione della vita costruttiva, insegna loro il perdono e la pazienza. alla lunga capiranno. se invece tramite avvocato o te stessa gli insegni ad attaccare il loro babbo, che comunque è parte di voi tutte, capiranno solo la tua rabbia. so che ti sto dicendo delle cose crude ma meglio una sana riflessione su cose utili, che mille parole inutili di consolazione. e ultima ma prima cosa, cerca di parlare con le tue figlie di tutto, rispettando loro padre e spiegando ciò che fai. al tuo avvocato sii tu a dire cosa fare e non il contrario. nel bene dei figli vale la pena rinunciare a sè stessi. nel bene dei figli. pensaci. la scelta l'hai fatta quando hai avuto le figlie. tutto il resto è secondario. ciò che succede ora nella loro vita rimarrà per sempre con loro e nei rapporti che loro instaureranno con uomini e donne. Tu i tuoi li hai già impostati, loro invece stanno imparando ora, anche da te. degli altri non curarti perchè la mamma sei tu.

Salve Katy mi dispiace per la sua situazione, capisco la sua preoccupazione di madre. Ma cosa significa che le sue figlie sono soggiogate dal padre e dal meccanismo delle sette? Signifa che che sono plagiate? Mi sembra difficile. le sue ragazze hanno già una loro personalità strutturata e delle loro idee, ed anche 3 anni fa era così. Hanno vissuto nella vostra famiglia e conoscono la vostra storia coniugale, forse lei le sta considerando infantili e destrutturate. Avranno le loro motivazioni, magari sono condizionate dal padre ma sicuranebte se chiede alle sue figlie la loro idea sulla separazione sapranno darle il toto punto di vista. Nessuna violenza è giustificata, faccia in modo da dare alle sue figlie un modello di donna che non subisce e non si lascia maltrattare. Saluti

Cara Kati,

mi rendo conto che si trova ad affrontare una terribile situazione pericolosa.

Riguardo alle sue figlie, cerchi di capire in quale modo e da quando esattamente suo marito le sta soggiogando, manipolando contro di lei: da sempre o da quando se ne è andato da casa?

Scopra il vero motivo e la causa del rancore  manifestato dalle sue figlie nei suoi confronti: da quando e il perché!

Soprattutto si rifiuti di accettare di parlare con le sue figlie di questioni personali che riguardano lei e il padre, inizi,  cerchi di lasciarle fuori ad ogni costo sottolineando che sono argomenti che appartengono a voi due e non a loro.

Posso pensare che l’espressione “sono due cani rabbiosi”  significhi che il loro comportamento sia molto aggressivo, violento e dispregiativo  nei suoi confronti: chieda, pretenda ed esiga  in modo deciso, affermativo una relazione e una comunicazione corretta e perlomeno adeguata nei confronti di una persona che esercita il ruolo di genitrice, madre.

Si comporti in modo affettuoso quando il loro comportamento è adeguato e si rifiuti di relazionarsi quando  non lo è.

Solamente con queste modalità riusciranno, riuscirete  a trovare “ un tempo per la chiarezza”, per esplicitare insieme la realtà di un padre che utilizza  le proprie figlie per raggiungere i propri obiettivi persecutori nei confronti della partner.

Certamente, Kati, la rabbia vissuta ed espressa  per lungo tempo non fa bene al corpo e alla mente,  né tantomeno favorisce un  equilibrio della  personalità nella  modalità  serena di  interagire con se stessi, le persone e le situazioni della vita.

Tuttavia, riguardo alle sue figlie, tenga presente che sono  ancora giovani e che il tempo  può favorire l’ acquisizione di un modo di essere più  sereno ed equilibrato nell’espressione della loro personalità, modificando i comportamenti affettivi nei suoi confronti..

Soprattutto, mantenga la fiducia in se stessa  e nelle sue figlie !

 Cordiali saluti  

Gentile utente,

esistono tecniche psicoterapeutiche come quelle usate dalla Terapia della Gestalt, che sono particolarmente efficaci e veloci nel modificare la comunicazione e conseguentemente le relazioni. Le consiglio pertanto di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta che preferibilmente utilizzi questo indirizzo terapeutico. E' il modo più sicuro e veloce per cercare di cambiare la situazione, inoltre una psicoterapia potrebbe anche aiutarla a gestire la separazione e i rapporti con il suo ex coniuge e migliorerebbe  in generale la sua capacità di fare fronte alle difficoltà. Si rivolga pertanto ad uno psicologo psicoterapeuta di sua fiducia o all'ASL; tenga anche presente che esistono le Psicoterapie Brevi che richiedono un numero molto limitato di sedute per produrre risultati.

Cordiali saluti  

Cara Katj

le dinamiche innescate nel suo nucleo familiare purtroppo non sono insolite, gli elementi che fornisce non sono però sufficienti per asserire che sia in atto una manipolazione, fascinazione o addirittura plagio sulle due ragazze.

Non è possibile neanche parlare di possibile sindrome da alienazione genitoriale in quanto le ragazze sono ormai grandi, ma è evidente che le alleanze che si sono costituite sono distruttive.

Credo che sia opportuno che vi rivolgiate a dei mediatori familiari per gli aspetti più pratici e a dei colleghi per un percorso di terapia familiare, nel frattempo  forse un supporto a livello individuale potrebbe aiutarla ad affrontare  questo periodo difficile.

Cordiali saluti

Gentile sig.ra Katj, la Sua situazione affettivo-relazionale non è di facile soluzione poiché le figlie sono maggiorenni e capaci di intendere e volere. Il fatto che possano essere “completamente soggiogate dal padre” va comprovato  e perseguito sotto gli aspetti legali e – mi sembra di capire – che Lei abbia  già a avviato le relative pratiche. Le dico subito che capire se i comportamenti delle ragazze in effetti siano o no indotti dal padre e con quali metodi non è facile ed è molto difficile poterlo provare. Con i Suoi avvocati può provare a richiedere una  specifica consulenza psicologica  per verificare lo stato psichico delle figlie; tale consulenza  deve essere disposta da un Giudice che -  dopo aver esaminato i relativi documenti - può ritenerlo necessario ma, ripeto, trattandosi di figlie maggiorenni è molto più difficile. Nel frattempo ritengo utile che Lei  sospenda per un po’ di tempo i rapporti con le ragazze e soprattutto con l’ex marito. Provi a contattare un Centro che si interessi di stalking e di problematiche relazionali in famiglia dove personale esperto possa  sostenerla, con incontri almeno settimanali,  e possa fornirLe – di volta in volta - le  indicazioni utili ed efficaci per una adeguata normalizzazione della Sua problematica. Per trovare il Centro  Specializzato è meglio che Lei si  rechi personalmente  presso l’ASL del Suo territorio per averne dettagliate informazioni  e  relativi indirizzi. Le faccio i miei auguri e La saluto cordialmente

Salve

la situazione che descrive è molto complessa ed è difficile darle delle indicazioni sulla base di una descrizione molto sintetica ricevuta via mail, le rispondo andando a sensazione: se è chiaro che suo marito la odia, se le sue figlie si stanno alleando con lui stanno manifestando anche loro rabbia nei suoi confronti. Forse potrebbe esserle utile prendere atto del fatto che le sue  figlie sono furiose con lei, che la stanno attaccando, per capire i motivi e come lei sta gestendo la loro rabbia e i loro attacchi.

In bocca al lupo

Carissima Katj, sono la dottoressa Romani. Ha fatto molto bene a tutelarsi dal punto di vista legale. Per quanto riguarda le sue figlie le consiglio di essere molto decisa a porre dei confini tra lei e le questioni con suo marito, a loro infatti non devono riguardare. L'unica relazione da gestire con quest'uomo è quello da padre e non da intermediarie.

Anche lei forse dovrebbe mettere più efficacemente le distanze da quest'uomo anche pericoloso.

Mi faccia sapere.

Gentile Katj,  Capisco la sua preoccupazione per le sue figlie, per essere così condizionabili e facilmente strumentalizzate dal padre, e anche il suo dispiacere per non poter avere con loro un rapporto sereno, tuttavia la inviterei a riflettere su cosa l'ha resa così poco autoritaria nei confronti delle sue figlie. Immagino che questo le crei molta sofferenza che forse potrebbe costituire la motivazione per mettersi in discussione ed eventualmente modificare alcuni atteggiamenti disfunzionali.  Resto a sua disposizione per eventuali altre info e consulenze. Cordiali saluti

Salve Katj, quello che sta vivendo è molto doloroso, penoso e difficile.

Le sue figlie hanno un'età per la quale possono decidere a chi credere e con chi stare. La manipolazione è qualcosa che avviene anche in ambiti familiari e per il bene delle sue figlie lei può cercare di aiutarle ad uscire da questo vincolo e pensare autonomamente. Intanto non perda la fiducia di ottenere giustizia e protezione. Quello che mi chiedo è il motivo per cui le sue figlie siano così arrabbiate, insieme ad un professionista può capire cosa fare e come cercare di riavvicinarsi alle sue figlie. Quello che secondo me le serve al momento è un aiuto per sè stessa così da essere forte e preparata per affrontare i problemi con loro.

Buon giorno,

sicuramente la sua è una situazione complicata e molto delicata soprattutto perchè ci sono sia delle cause legali sia 2 figlie che in primis pagano i danni di questa diatriba!!!!

credo però che un problema sia legato alla modalità di relazione e di comunicazione che lei ha con le sue figlie!!

questo genera un rapporto di sfiducia nei suoi confronti che porta a credere a tutto ciò che l'altro ( il padre) dice loro!

io lavorerei in primis su questo per poi affrontare piano piano tutto il resto.

spero di averle dato uno spunto di riflessione

a presto

Gentile Signora, 

la situazione che descrive e che sta vivendo è molto difficile e  comprendo quanto questo rapporto con le sue figliole possa addolorarla e avvilirla, tanto da farle cercare risposte, consigli ed indicazioni su cosa poter fare per cambiarla. Nella sua mail lei riferisce che suo marito ha fatto in modo che le vostre due figlie assumessero un atteggiamento ostile nei suoi confronti, che con una scusa le ha spinte ad andare a vivere lontano da lei e che fa in modo che siano loro a trasmettere a lei informazioni che riguardano il rapporto tra lei e suo marito. Mi colpisce quest'ultima cosa e fa riflettere su quanto possa essere difficile e doloroso il vissuto di queste due ragazze, che hanno assistito alla rottura della coppia genitoriale, hanno perduto punti di riferimento affettivi e concreti: hanno visto disgregarsi  certezze e abitudini. La loro casa non è più la stessa e i loro genitori sono "impegnati" (a ragione e a torto) in questa guerra senza regole. Ci sarebbero molte cose da conoscere e da approfondire su questa vicenda, che purtroppo in una mail non possono essere racchiuse. Mi colpisce la definizione  "cani rabbiosi" riferita alle sue figlie e penso che in effetti sia comprensibile una reazione di rabbia e di rifiuto a tutta questa situazione da parte delle due ragazze. Inoltre, in una fase di separazione o di problemi coniugali può accadere che i figli in un primo momento, specie quando chiamati in causa e quindi costretti in un ruolo che non gli appartiene e non gli spetta, si schierino da una parte piuttosto che da un’altra. Questa reazione è talvolta anche una difesa rispetto all’esperienza della divisione e della scelta tra due parti; il tentativo di ritrovare dentro si sé un elemento unico con il quale identificarsi. Quello che intendo dire è che questo comportamento assunto dalle sue ragazze, è un probabile espediente di emergenza per non crollare e credo che in questo momento qualunque forzatura al cambiamento possa essere considerata come una minaccia a questo equilibrio precario che hanno raggiunto e, non possa far altro che incrementare la loro chiusura e distacco. Non dimentichiamo inoltre, che sebbene siano grandi, 20 e 25 anni, in questa situazione e nel relazionarsi con lei, sono “figlie” e come tali, si aspettano solidità, accoglienza e disponibilità affettiva. E si “aspettano” risposte/soluzioni ai loro problemi di figlie. Certamente in una situazione così difficile la genitorialità, intesa come la possibilità di offrire efficacemente queste risposte è alterata, perché il genitore, in quanto persona, sta soffrendo. Credo che il punto di partenza sia questa sofferenza da affrontare magari con un supporto psicologico per poter ripristinare un maggior benessere, equilibrio e sicurezza personali. Per quanto riguarda il rapporto con le sue figliole, sappia aspettare, comprendere che anche loro hanno una sofferenza ed un dolore da elaborare. Conceda loro il tempo, lo spazio e il diritto di essere ciò che sentono dentro, poiché sono già state travolte bruscamente da una serie di eventi molto dolorosi. Se posso permettermi di darle un consiglio, proceda a piccoli passi, ritrovi un maggior serenità per sé stessa e quando se ne presenti l’occasione  agisca nei confronti delle sue figlie ripristinando con fermezza l’ordine dei ruoli. Potrebbe essere un esempio dire serenamente loro che non è disposta ad ascoltare i messaggi di suoi marito da parte loro e chiudere questo canale comunicativo.

Con i migliori auguri, la saluto e resto a disposizione.

Gentile signora, non ci sono risposte semplici ad una situazione complessa, e le manifesto tutta la solidarietà nei confronti di suo marito, che ha spianato tutte le sue peggiori armi per toglierle tutto.

Le ragazze col tempo capiranno, se è questo che desiderava sapere posso confortarla; ma leggendo bene la sua richiesta, lei si preoccupa per loro prima ancora di se stessa, per la loro salute mentale. Allora se vuole proteggerle può farlo attraverso l'esempio, e cioè proteggendo se stessa.

E' difficile mantenersi saldi di fronte a tutti gli attacchi che le provengono direttamente da suo marito e indirettamente tramite le ragazze, che sicuramente le fanno ancora più male, ma è quello che la aiuterà di più, col tempo. Il mio consiglio è di mantenersi salda, di adottare la chiarezza come arma principale, e di mettere dei paletti, per potersi proteggere il più possibile. Ad esempio, se le ragazze trattano una questione che non riguarda loro, lei può semplicemente dirglielo, invece di rispondere alle accuse. Lei può spiegare che non vuole più dover rispondere a loro di questioni personali.

Infatti in tutti i questi attacchi c'è una cosa che è molto evidente: la vicinanza; finchè la attaccano, le sono vicini. Se lei mette dei paletti, rimette la distanza giusta che potrebbe permettere alle ragazze di riflettere, di calmarsi e al dialogo di rinascere.  Quando si è troppo vicini, la distanza può essere abissale.

In più, si prenda cura di ste stessa, le ragazze sono disorientate e hanno bisogno di un punto di riferimento, in questo modo, lei glielo offre.

Cordiali saluti, se ha bisogno mi contatti pure

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