Mi sento persa e in una situazione senza uscita

Sara

Buongiorno gentili dottori, sto vivendo un periodo molto pesante in questo momento: qualche mese fa ho tradito il mio compagno e lui è venuto a saperlo tramite delle mie chat con un'amica. Ci siamo immediatamente lasciati (convivevamo), ma nelle settimane successive ci siamo cercati costantemente. Pensavo che da parte sua ci fosse ancora il desiderio di stare con me, visto che neanche lui voleva lasciarmi andare. Ora passati dei mesi, in cui ci siamo trovati di nuovo a convivere, ma a suo dire senza "stare insieme di nuovo", lui non riesce a superare il tradimento: mi ha detto che non ha più alcuna fiducia nei miei confronti e che devo lasciare il mio lavoro per rimanere sempre a vista, devo cancellarmi dai social network e soprattutto linkedin perché non devo lavorare mai più. Mi dice che lui mi sta accettando nuovamente, ma mi chiede qualcosa in cambio: altrimenti sarei un'egoista che ha ottenuto di nuovo lui e non perde niente in cambio. Io mi ritengo una persona ragionevole, ma non riesco a lasciarlo andare: ho creduto e credo di voler stare con lui tutta la vita, e in questo momento sto mettendo in dubbio me stessa: davvero il mio lavoro vale più di noi? Sono troppo testarda? Mi sento persa, a un passo dalla felicità, che non riesco ad avere per colpa mia. Non vedo più alcun futuro felice per me stessa, ne con lui (ma rinchiusa a casa) ne senza di lui (non riesco ad immaginare un'altra persona o una famiglia che potrei avere senza di lui) - sento che vorrei solo dormire per sempre o cadere in coma. Ho fatto dei pensieri negativi in questi giorni, penso continuamente a come poterei farla finita in fretta e senza dolore. Mi sento persa. Dovrei semplicemente accettare le conseguenze del mio gesto e vivere la nuova vita chiusa in casa? Sto molto male.

11 risposte degli esperti per questa domanda

Sembra sia iniziata fra di voi una escalation. Senza dire che dei 2 "ha cominciato" e cedere a un'ottica di condanna spesso superficialmente individuale e superficiale. Non vi deve interessare chi dei due a ha tradito o ingiusto all'altro di non lavorare più. Sono due forme di violenza ma nella coppia non si deve fare a gara a chi è più o meno bravo. Tutti e 2 separatamente e/o nella coppia dovete elaborare il lutto di coppia che state vivendo in quella che sembrerebbe essere solo una fase, una fase o un momento di chiusura più definitivo. Elaborate entrambi, non agite impulsivamente o emettendo ultimatum che a lungo termine, specie senza una buona elaborazione, sono puerili

Salve 

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Cercheremo di capire meglio il da farsi

Grazie per avermi scritto

Una buona giornata e a presto

Antonio Petracca 

Dott. Antonio Petracca

Dott. Antonio Petracca

Roma

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Guardi, credo che lei colga che quest'uomo le sta proponendo di rinunciare alla sua indipendenza, alla sua autenticità, alle sue potenzialità, di donna e di essere umano. Detta così non la chiamerei una proposta d'amore ma di controllo e possesso nel vano tentativo di pareggiare i conti e di sedare la difficoltá a superare un tradimento che certamente non necessita di questo tipo di strategia. Forse val la pena chiedersi se è questo il tipo di relazione che considera sana e, a monte, mi soffermerei su come mai abbia scelto il tradimento se lo considerava l'uomo della sua vita. 

Quindi senza dubbio alcuno mi sento di proporle di intraprendere un percorso di psicoterapia, considerati i suoi attuali vissuti e i rischi connessi.

Buongiorno Sara,

Quello che ti sta chiedendo il tuo compagno non è il prezzo di un errore, non è giustizia e non è amore. Un rapporto basato sul ricatto, sull'annullamento della tua persona, sulla richiesta di isolarti dal mondo, di cancellare la tua identità professionale tagliando i ponti con il lavoro e persino con LinkedIn e di rinunciare alla tua libertà non è una riconciliazione: è una dinamica di controllo e di sopraffazione. Il senso di colpa per il tradimento ti sta facendo credere di meritare una punizione infinita, di doverti annullare per "riparare" qualcosa. Ma nessun errore commesso giustifica la distruzione della tua libertà, della tua dignità e della tua incolumità. Non sei tu la causa di questa richiesta distruttiva: nessuno ha il diritto di chiederti di rinchiuderti in casa per essere perdonato. Hai espresso pensieri molto gravi, il desiderio di dormire per sempre e di farla finita. Questo significa che il tuo dolore ha superato ogni soglia di sopportazione e che la tua mente è sfinita, intrappolata in un vicolo cieco da cui in questo momento ti sembra impossibile uscire da sola. Non devi e non puoi rimanere sola con questo peso un secondo di più. Poiché stai attraversando un momento di crisi acuta e disperazione profonda, è vitale aggrapparsi a un supporto professionale immediato e sicuro. La tua vita non è finita, e questo buio che senti non è per sempre, anche se adesso fa così male da toglierti il respiro. Per favore, fai una telefonata, chiedi aiuto a un professionista o a una persona di cui ti fidi fuori da questa dinamica. Non rimanere sola.

Un cordiale saluto.

Dott. Riccardo Focaccia

Dott. Riccardo Focaccia

Dott. Riccardo Focaccia

Ravenna

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Buongiorno, dalle sue parole emerge una sofferenza molto intensa, accompagnata da un profondo senso di colpa e dalla paura di perdere una relazione per lei importante. Vorrei però sottolineare un aspetto fondamentale: assumersi la responsabilità di un tradimento non significa dover rinunciare alla propria libertà, al lavoro o alla propria autonomia. La fiducia, quando viene compromessa, richiede tempo per essere ricostruita, ma non può essere ristabilita attraverso il controllo, l’isolamento o la rinuncia alla propria identità. In un’ottica di Control-Mastery Theory, sarebbe importante comprendere se il senso di colpa la stia portando a considerare la sofferenza e la rinuncia a sé stessa come una forma di riparazione necessaria per meritare nuovamente l’amore del suo compagno. Una relazione può essere riparata, ma non attraverso una punizione. La sua sofferenza esige un aiuto professionale immediato. Non deve decidere oggi il futuro della sua relazione. In questo momento la priorità è proteggere sé stessa e ritrovare uno spazio emotivo nel quale poter distinguere il desiderio di riparare un errore dalla convinzione di dover essere punita per esso.Può riconoscere di aver sbagliato senza perdere il diritto di essere rispettata, amata e libera.

Un caro saluto

dr.ssa G. Bolzoni

Gentile donna,

Credo che si dovrebbe porre la domanda sul perché lei abbia abbia tradito . Cosa le mancava? Poi potreste fare psicoterapia di coppia ed individuale per approfondire meglio la situazione. A volte è difficile soli superare la ferita del tradimento ma anche da parte sua  la fatica di dover dimostrare di meritare la fiducia. Vi auguro che possiate richiedere un adeguato aiuto.

Dr.ssa Iolanda Lo Bue

 

Dott.ssa Iolanda Lo Bue

Dott.ssa Iolanda Lo Bue

Roma

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Buongiorno, credo che in questo momento il senso di colpa per il tradimento la stia portando a pensare di dover pagare un prezzo molto alto per essere nuovamente amata. Ma assumersi la responsabilità di un errore non significa rinunciare alla propria libertà, al lavoro e alla propria autonomia. Il dolore del suo compagno è comprensibile, ma non giustifica richieste di controllo e isolamento.

Mi colpisce soprattutto che lei sembri identificare la possibilità di essere felice esclusivamente con il recupero di questa relazione. Mi chiederei: quanto spazio resta, oggi, per il suo desiderio, al di là del desiderio di essere perdonata e nuovamente scelta?

Vorrei però prendere molto sul serio i pensieri suicidari che riferisce: non rimanga sola e chieda subito aiuto a una persona fidata e a un professionista. Se teme di poter agire questi pensieri, chiami il 112 o si rechi al Pronto Soccorso.

Un errore può richiedere responsabilità, ma non una condanna a rinunciare a se stessi. La sua vita e il suo futuro non si esauriscono in questa relazione.

Cordialmente,

dott.ssa Veronica Ruffato 

Il tradimento mette a dura prova una relazione e, se si sceglie di riavvicinarsi, è necessario un reset da parte di entrambi: un nuovo inizio che permetta di comprendere insieme ciò che è accaduto e di progettare un futuro diverso.

Questo, però, non dovrebbe significare rinunciare a se stessi, sacrificarsi o perdere la propria identità di individui.

Sarebbe auspicabile trovare un nuovo accordo attraverso l'amore, non attraverso la rivendicazione; attraverso il desiderio di comprendersi, non la pretesa di avere ragione.

Per incontrarsi nuovamente è necessario scegliersi ancora, liberamente e consapevolmente, nel rispetto dei valori, dei bisogni e dei desideri di ciascuno.

Nessuno merita di dover perdere se stesso per non perdere l'altro. Amarsi significa anche riconoscersi il diritto di restare integri, di essere ascoltati e di continuare a essere se stessi. Perché una relazione può rinascere soltanto se entrambi hanno spazio per esistere, non se uno dei due deve scomparire affinché l'altro possa restare.

In questo momento non devi decidere se "vale più il lavoro o la relazione". La priorità è mettere al sicuro te stessa e ritrovare uno spazio in cui poter riflettere con lucidità, senza che la paura di perdere l'altro ti costringa a scegliere contro di te. 

Nessuno può dirti quale scelta fare, ma è importante chiederti se ciò che ti viene richiesto è finalizzato a ricostruire la fiducia oppure a controllare la tua vita. Rinunciare a tutto ciò che ti rende una persona autonoma difficilmente permette di costruire una relazione basata sulla fiducia: spesso alimenta invece paura, dipendenza e risentimento!

Dott.ssa Erika Livia

Dott.ssa Erika Livia

Roma

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Buongiorno Sara,

dalle tue parole emerge una sofferenza profonda, come se in questo momento ti sentissi costretta a scegliere tra la persona che ami e la possibilità di continuare a essere te stessa. Comprendo quanto possa essere doloroso immaginare un futuro senza di lui, soprattutto quando hai investito tanto in questa relazione e continui a desiderare di costruire una vita insieme.

Il tradimento può ferire profondamente e compromettere la fiducia, e comprendo che il tuo compagno possa avere bisogno di tempo per elaborare quanto accaduto. Tuttavia, assumersi la responsabilità di un errore non significa dover rinunciare alla propria autonomia, al lavoro e alla propria identità. La fiducia, se entrambi desiderate ricostruire la relazione, non può nascere dal controllo o dalla rinuncia di uno dei due, ma da un percorso condiviso, nel quale entrambi possiate ritrovare sicurezza e rispetto.

Ti invito anche a soffermarti su una domanda: stai cercando di salvare la vostra relazione perché senti che esistono ancora le condizioni per costruire qualcosa di buono insieme, oppure perché l'idea di perderlo ti sembra insopportabile? Sono due vissuti diversi, che meritano di essere ascoltati senza giudicarti.

Non devi decidere oggi il tuo futuro, né punirti per sempre per un errore commesso. Ma c'è una cosa che mi preoccupa particolarmente: quando scrivi che vorresti dormire per sempre e che stai pensando a come farla finita, mi stai raccontando un dolore che merita attenzione e aiuto immediati. La tua vita vale molto più di questa relazione e di qualsiasi errore tu possa aver commesso. Non devi affrontare tutto questo da sola.

Ti incoraggio a parlarne subito con una persona fidata e a cercare un supporto psicologico. 

Sara, non sei obbligata a scegliere tra l'uomo che ami e la possibilità di avere una vita tua. Prima ancora di capire se e come recuperare questa relazione, è importante che tu possa ritrovare uno spazio in cui ascoltare te stessa, comprendere ciò di cui hai bisogno e tornare a immaginare un futuro che abbia valore, indipendentemente da come andranno le cose con lui.

Un caro abbraccio,

Dott.ssa Maria Rosa Biondo 

Gentile utente, aver tradito non significa dover rinunciare al lavoro, alla libertà e alla propria autonomia per dimostrare di amare qualcuno. Il dolore del suo compagno è comprensibile, ma ricostruire la fiducia non può significare vivere sotto controllo o dover pagare continuamente per ciò che è accaduto.

Dalle sue parole emerge soprattutto quanto le sembri impossibile immaginare una vita senza di lui, anche quando restare comporta condizioni che la fanno soffrire. Questo merita ascolto: quanto del suo desiderio di restare nasce dal sentirsi bene in questa relazione e quanto dalla paura di perderlo, dal senso di colpa o dal bisogno di sentirsi scelta?

Un percorso psicologico individuale potrebbe aiutarla a comprendere i suoi bisogni emotivi e a esplorare una possibile dipendenza affettiva, senza giudicarsi. Non per obbligarla a lasciarlo, ma per aiutarla a scegliere con maggiore libertà, riconoscendo il proprio valore anche al di fuori della coppia. I suoi bisogni non diventano meno importanti perché ha commesso un errore.

Prendo molto sul serio anche i pensieri di farla finita che descrive. È al sicuro in questo momento? Ne parli oggi con una persona fidata e chieda un aiuto professionale, senza restare sola con questa sofferenza. Se sente che potrebbe farsi del male, chiami subito il 112 o si faccia accompagnare al pronto soccorso.

Adesso non deve risolvere tutto il futuro della relazione: il primo passo è prendersi cura di sé e trovare un sostegno per attraversare questo momento.

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