Separazione e famiglia

Irene

Buongiorno da diversi anni sono separata e divorziata, ma per volere del mio ex marito, non abbiamo fatto presente la situazione alla mia famiglia, fingendo di andare insieme a trovarli. Purtroppo gli anni sono trascorsi tra malattie di mio padre e varie vicende. Ora sia io sia il mio ex abbiamo nuovi compagni di vita e diventa sempre più complicato gestire la situazione. Purtroppo non riesco a comunicarlo alla mia famiglia, temo un giudizio perchè per loro era il marito perfetto. Non vorrei deluderli ed essendo i genitori anziani vorrei evitargli uno shock, di educazione molto rigida, patirebbero e forse potrebbero allontanarmi ritenendomi unica responsabile della rottura. Già da ragazza si erano opposti ad una relazione che era di sicuro sbagliata, ma avevano reagito malamente (soprattutto mio padre che era un po padre padrone, ma ora anziano e molto fragile). Dovrei perlomeno dirlo ai miei fratelli e sorella, più giovani e di vedute più ampie ma fatico molto e vado in ansia. Ora il mio compagno mi chiede da un po di conoscerli e non sa di questa situazione....... a ciò si aggiunga che più giovane di me di otto anni e nella cultura meridionale è già un fatto negativo. Mi piacerebbe risolvere almeno con i miei fratelli e sorella, per viverli di più, non nascondermi e soprattutto per una questione di rispetto per loro e il mio compagno. L'unica persona della mia famiglia che conosce ogni situazione è la mia cuginetta con cui ho un legame stretto. Ho 57 anni e sembra impossibile che non riesca a fare questo passo importante. E' una brutta situazione dove ho assecondato un volere del mio ex e forse per anni mi ha fatto comodo per rimandare il problema, ora non vedo la via d'uscita per essere serena e felice. Ringrazio anticipatamente

4 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Irene,

Cosa le faceva paura? Da come scrive mi sembra che la difficoltà stia nella comunicazione. Il giudizio di cui parla, sembrerebbe molto presente nella sua vita e le consiglierei di ragionarci e di magari anche "lavorarci" sulla libertà che potrebbe acquisire ed imparare. Non sempre c'è un giusto o uno sbagliato, talvolta è anche bene pensare e stare su cosa fa stare bene noi come persone singole.

Come è stata la sua infanzia e la sua vita da figlia? Perché in alcune righe mi sembra che si intraveda, come dice lei stessa, paura del giudizio e di delusione ma in altre forse emerge anche protezione. Talvolta, è vero, la mentalità può essere "chiusa" ma cosa potrebbe averla spinta a non dirlo? E' solo paura o potrebbe esserci altro? (Provi a darsi una risposta senza riflessione, subito e valuti cosa si dà come prima risposta).

Come mai anche agli altri parenti non ha mai detto niente? Come mai proprio ora sente e sentite la necessità di questo cambiamento?

Da cosa si potrebbe partire? Dirlo prima ai famigliari o trovare una modalità per questa "novità" nelle vostre vite?

Se la confusione persiste le consiglio un supporto psicologico dove essere accolta a 360°, potersi mettere in gioco, stare in un luogo senza giudizio e coperto da segreto professionale e pian piano trovare una soluzione al suo dubbio e alle sue paure.

Resto disponibile per informazioni, domande aggiuntive, se volesse rispondere in privato alle domande poste e/o per eventuale consulenza o supporto.

Le auguro di trovare presto una soluzione al suo problema.

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta

Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

Dott.ssa Federica Ciocca

Dott.ssa Federica Ciocca

Torino

La Dott.ssa Federica Ciocca offre supporto psicologico anche online

Carissima Irene,

da quanto scrive si percepisce la Sua sofferenza, ma anche il suo attaccamento alla "famiglia di origine". Il processo di separazione emotiva dalle figure genitoriali è un percorso molto più lungo rispetto alla separazione biologica che avviene con il taglio del cordone ombelicale: in altre parole se non tagliamo il cordone psichico rimaniamo intrappolati in alcune dinamiche che continuano a ripetersi non consentendoci di essere pienamente autonomi nel legittimare e far accettare le nostre scelte.

Le indicherei di rivolgersi a un professionista della sua zona per comprendere meglio la Sua situazione approfondendo la Sua storia personale e famigliare e ricevere un sostegno rispetto alle sue decisioni.

Saluti.

Dr. Cisternino 

Gentile Signora

dice di trovarsi in difficoltà a rendere esplicita e comunicare alla  famiglia la sua situazione relazionale. Se finora le ha "fatto comodo" rimandare le comunicazioni ora prenda il coraggio e incominci a parlarne con fratelli e sorelle e consigliarsi magari anche con loro come affrontare il papà e la mamma, se lo riterrà opportuno. Alla sua età direi che può ben decidere senza aver bisogno di psicologi ed esperti vari.

Coraggio e faccia da sola!

Cara Irene,

resistere alle pressioni più o meno implicite di famiglia, compagni ed ex-compagni è sempre un lavoro complesso. Ascolti quello di cui ha bisogno e lo segua con coraggio. Rimandare la difficoltà del confronto non farà altro che ingigantire il problema e renderlo sempre più faticoso da affrontare. Vale sempre la pena vivere nel modo più autentico possibile, nonostante il prezzo da pagare.

Olivia Marchese