Separazione

Separazione in gravidanza

Margherita

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Salve il mio compagno non ha voluto mai avere figli ma cresce i miei avuti da una relazione precedente oggi sono incinta di sei mesi appena l'abbiamo saputo mi ha lasciato ma non vuole andar via perché vuole prendersi le sue responsabilità, però mi tratta male perché ho scelto di portare avanti la gravidanza che devo fare?!!?? Anche se gli dico di andarsene

7 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara Margherita, della sua lettera mi ha colpito in particolare la sua affermazione: “Mi ha lasciato ma non vuole andare via perché vuole prendersi le sue responsabilità”.


Inoltre Lei dichiara di essere trattata male! Mi sembra evidente la forte contraddizione tra quello che il suo attuale compagno esprime a parole e il modo in cui agisce. Prendersi la responsabilità di un figlio concepito insieme implica una scelta condivisa, fatta di attenzioni, parole, cure e non soltanto intenzioni! Credo che lei abbia bisogno di un ambiente sereno e armonico nell’attesa di mettere al mondo la sua creatura e non di una presenza esclusivamente fisica, in nome di una presunta responsabilità che però non trova corrispondenza in comportamenti rispettosi della sua persona. Sia ferma e determinata nel chiedere coerenza ed accettazione in toto della maternità, diversamente procura disagio e malessere a se stessa ed al futuro nascituro. Credo che l’esperienza che sta attraversando le possa essere utile per comprendere  più a fondo la persona che le sta accanto. Valuti anche la possibilità di fare un percorso di sostegno psicologico che la aiuti a fare la scelta migliore! Le faccio tanti auguri e resto a disposizione se volesse approfondire scrivendo privatamente.


La saluto cordialmente.

Gentile signora,


mi sembra ingiusto che il suo compagno la accusi di portare avanti la gravidanza; riconosce infatti di avere delle responsabilità in quanto è accaduto e presumibilmente di aver voluto rischiare che la gravidanza avesse luogo, perciò colpevolizzare lei di volerla portare avanti è ingiusto e innaturale. 
Non è infrequente tuttavia che ad esempio dei genitori contrari ad una gravidanza, diventano nonni amorevoli una volta che il bambino è nato; pertanto lo stesso e tanto più, potrebbe avvenire con il suo compagno.


Inoltre il suo compagno ha un comportamento molto contraddittorio: infatti non se ne è andato, anche se "l'ha lasciata". Penso pertanto che lei, magari con l'aiuto di uno psicologo psicoterapeuta se non riesce da sola, dovrebbe indurlo ad un atteggiamento più razionale, più coerente e più rispettoso della donna con cui convive. Per ottenere ciò non è indispensabile una terapia di coppia, può essere sufficiente che si rechi lei da sola da uno psicologo e se vuole, sono disponibile per una consulenza on line.


Cordiali saluti

Gent.le Sig.ra Margherita,


ritengo che sia necessario in questo momento che possa vivere la sua gravidanza serenamente. Se il suo compagno non è pronto a diventare padre, deve imparare a superare questa difficoltà attraverso un percorso di coppia attraverso uno psicoterapeuta o attraverso un accompagnamento nell’essere genitori. Vi auguro possiate riscoprire il valore dell’essere genitori e dell’essere non solo coppia. 


 

Buongiorno Margherita,


Avere in casa qualcuno che rende l’area famigliare non serena non è una scelta ottimale durante l’attesa di una nuovo membro della famiglia. I bambini respirano le emozioni di chiunque sia intorno a loro e vedere il suo compagno che la tratta male potrebbe portare squilibri durante la conduzione della vita quotidiana. Il fatto che voglia prendersi le sue responsabilità è un buon punto di partenza, ma non è necessario che lo faccia per forza vivendo nella sua stessa casa: a volte è meglio vivere separati e non far respirare aria di conflitto ai figli piuttosto che obbligarsi a vivere non sereni sotto lo stesso tetto. Le consigliamo di iniziare un percorso terapeutico che la sostenga e la aiuti a fare chiarezza nella situazione e che le consigli un modo per parlare con il suo compagno e trovare assieme una soluzione più ottimale.


Cordialmente

Buonasera,


La invito a soffermarsi su cosa vuole Lei, sulla possibilità di stare o meno in una relazione, in cui si sente trattata male, sulla possibilità di scegliere per quello che SENTE positivo per Lei e per la sua famiglia.


Immagino le sia difficile prendere decisioni in merito, soprattutto adesso, ma è un dato di fatto che non possiamo cambiare l'altro, nè capire i motivi del suo comportamento.


Le suggerisco di leggere alcuni scritti, inseriti sul sito www.saradelgaudio.it/fbk: Sara Del Gaudio Psicologa-Psicoterapeuta, augurandomi che possano essere per Lei degli spunti di riflessione.


Cari saluti


 

Gentile Marherita,


Per rispondere meglio a quanto chiede mi sento di suggerirle un percorso tramite Azienda sanitaria, di solito forniscono un supporto completo di assistenza in base alle sue necessità. Se desidera riferirsi ad un privato, è necessario un incontro di persona di solito su appuntamento, per avere un quadro più specifico alla sua richiesta.Tenga presente che quello che stà affrontando è un percorso che richiede molto coraggio, ed ho motivo di pensare che con il giusto sostegno lei può riuscire ad avere una vita serena e al di là delle vostre scelte individuali, ognuno dovrà necessariamente far la sua parte come genitore, impegnandosi nei confronti del nascituro. Quello che può eventualmente provare a fare in prima battuta e provare a proporre anche a lui un percorso di sostegno alla genitorialità insieme, e nell'eventualità di un suo rifiuto, senza obbligarlo contatti lei un professionista di sua scelta e valuti le strade percorribili assieme a quest'ultimo al di la delle decisioni del padre del bambino. Si ricordi che prima di tutto conta la tutela dei minori.


I miei auguri.


 

Buongiorno Margherita,


Lei spiega che il suo compagno non ha mai desiderato un figlio. Domanda: come siete giunti quindi a tale  gravidanza, se non era un progetto di coppia condiviso? Le domando,in questo senso, avete preso delle precauzioni condivise (accordate tra di voi) perché ciò non accadesse?                                                                            


 Resto a disposizione 

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