Dott. Daniele Coluzzi

Psicologo, psicoterapeuta, neuropsicologo, e.m.d.r.

Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Lazio col n.17240 dal 10/09/2009

Nello scrivere questa presentazione, ho immaginato quale potrebbe essere la prima domanda che una persona potrebbe farsi: “Esiste anche l’esperto che fa valutazioni neuropsicologiche?” “e poi che cosa è questa neuropsicologia?”

Eh sì, proprio così, esiste anche questo tipo di esperto.

Ma cosa differenzia lo psicologo/psicoterapeuta dall’esperto in valutazioni neuropsicologiche?

Fondamentalmente sono entrambi psicologi, ma l'esperto si concentra sulla valutazione delle funzioni cognitive superiori, stabilendo se queste sono adeguate o meno all'età e al grado d'istruzione della persona.

Lo so, la spiegazione può risultare troppo specifica, ma permettetemi di farvi un esempio.

Poniamo il caso che una persona abbia avuto un ictus. Ci sono ottime probabilità che alcune delle sue funzioni cognitive siano deficitarie, come ad esempio il linguaggio. La persona in questione potrebbe avere difficoltà di comprensione, difficoltà nell'elaborazione del linguaggio o nell'eloquio. Ecco che entra in campo la valutazione neuropsicologica, la quale dà la possibilità di valutare quali funzioni e con quale grado queste siano state compromesse, per poi costruire un progetto riabilitativo sulla persona.

La valutazione neuropsicologica viene richiesta dall'adulto in diversi ambiti, in riferimento a patologie legate alle demenze, in casi di traumi fisici, neoplasie, e in tutte quelle patologie o traumi che possono aver intaccato le funzioni cognitive della persona, come il linguaggio, la memoria, ecc.

Ma la valutazione può essere effettuata anche in età evolutiva, nel caso di disturbi specifici dell'apprendimento, di sindromi genetiche infantili che si accompagnano a ritardi cognitivi, e nel caso di tutte quelle patologie che derivano da alterazioni delle funzioni cognitive.

Mi sono avvicinato alla neuropsicologia perché la ritengo una scienza fondamentale ed irrinunciabile per chi come me svolge una prestazione sanitaria come quella della psicoterapia.

Talvolta le richieste dei pazienti prevedono un approccio che va oltre la psicoterapia. Utilizzare un atteggiamento olistico di fronte a tali richieste permette di avere una visione più chiara del comportamento e delle funzioni cognitive della persona.

Vi faccio un esempio. Non è raro che alcuni sintomi, legati a funzioni cognitive compromesse, possano essere confusi con patologie psichiche che hanno caratteristiche analoghe: è il caso della sintomatologia legata alle lesioni del lobo frontale che possono manifestarsi con apatia, perdita di iniziativa e riduzione dell’efficienza lavorativa, tutti sintomi che ad un occhio non esperto potrebbero essere confusi con una forma depressiva.

Ciò che facciamo nel nostro studio è quello di valutare la richiesta della persona ed utilizzare l'approccio più conforme alle sue esigenze, cercando di costruire su di essa un progetto che possa prevedere la psicoterapia e la valutazione neuropsicologica.  Da tempo collaboro con medici e psichiatri in modo da poter offrire un servizio più ampio che va dalla presa in carico del singolo a quello dell'intera famiglia.

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le mie aree di competenza

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Psicodiagnostica clinica

Deficit d'iperattività e d'attenzione

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