Attacchi di panico

Disturbo da attacchi di panico: consigli pratici su misura in un click.

Dott. Enrico Chelini contattami

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Ogni qualvolta si presenta un problema, l’uso comune ci porta a dire a noi stessi o agli altri: “che cosa vuoi che sia… passerà, non ti preoccupare!”.

Il fatto è che non funziona propriamente così!.

Le rassicurazioni sono quanto di più forviante e doloroso una persona possa fare per se stessa e per gli altri rispetto ai problemi.

Tutte le volte che rassicuriamo qualcuno è come se cercassimo di sollevare parte di un peso che non ci appartiene, che ricadrà più pesante di prima sul diretto interessato.

Spieghiamoci meglio:

Prendiamo, per esempio, gli Attacchi di Panico:

Se andiamo a cercare su internet che cosa sono gli attacchi di panico troverò una serie di risposte esaustive del tipo: prova questo farmaco, prova questa tipo di terapia, prova a fare questo o quello… in realtà non possiamo rassicurare nessuno perché i problemi di ordine psicologico hanno una propria originalità che non possiamo non prendere in considerazione.

Se una cosa ha funzionato con noi non è detto che funzioni, allo stesso modo, con gli altri.

Il fatto di aver sofferto del medesimo problema non ci certifica come esperti del settore né esperti farmacisti.

Questo è solo un esempio pratico di come con i propositi migliori si ottengono effetti peggiori ma vediamone altri:

  • Se una persona soffre di attacchi di panico, l’uso comune è quello di parlarne. Errore! La paura si alimenta con la paura, non c’è errore più grande! Parlare della paura con gli altri ha un effetto paradossale ovvero, utilizzando una metafora ormai nota, parlare della paura è come mettere del fertilizzante speciale su una pianta che crescerà a dismisura sopra di noi, seppelendoci tra le sue radici.
  • Evitare. Tutte le volte che non facciamo qualcosa per paura che possa scatenarsi un attacco di panico alimentiamo il nostro problema. Se soffri di DAP scegliti, tutti i giorni, una piccola cosa da fare e falla!. Più eviti, più alimenti il tuo problema. Pensaci!.
  • Chiedi aiuto? Si! Ma chiedilo ad uno specialista, non ai tuoi amici. Quando deleghi una persona perché non credi di riuscire a fare qualcosa in realtà ricevi due tipi di messaggi: il primo, carino e superficiale, è: “Certo ti aiuto, non preoccuparti… ti voglio bene!”; l’altro, più subdolo e screditante, è: “Ok, ti aiuto perché so che da solo non ce la puoi fare” e questo è abbastanza negativo non trovi?.
  • Utilizzi farmaci?! Stai solo aggravando il tuo problema! Quando mi parlano di farmaci per la cura dei DAP m’immagino un carcerato che sta murando le sbarre della propria cella dall’interno. Il farmaco ha la funzione di calmare la persona, tenerla stabile, un po’ intontita, e se all’inizio la pillola della felicità o le gocce miracolose hanno effetti concreti, con il passare del tempo, per ottenere gli stessi effetti dovremo aumentare i dosaggi fino a diventarne  schiavi come dei veri e propri tossici.

Se leggendo questo articolo condividi con me quello che ho scritto, non aspettare che la fortuna ti venga a bussare alla porta; rimboccati le maniche e datti da fare per risolvere il problema che ti attanaglia da tempo… la soluzione non la troverai su un blog o in un farmaco. La vita è troppo breve per stare male! I medicinali sono solo un supporto da utilizzare solo in casi estremi e ti garantisco che la maggior parte delle persone che ne fa uso…  non sono casi estremi.

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