Depressione

Crisi di pianto, tristezza, insoddisfazione

Emilia

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Salve,
Vorrei chiedervi delucidazioni in merito alla problematica che mi affligge da un po’. Intanto inizio dicendo che sono una studentessa universitaria alle prese con gli ultimi esami, mi sono trasferita in questa nuova città da due anni e desideravo tanto farlo, infatti superare il test è stata una conquista.

A gennaio ho interrotto la mia storia di sette anni, in quanto ritenevo di non essere piu soddisfatta e innamorata e non lo vedevo più come la persona che desideravo al mio fianco anche in futuro.

Tuttora, nonostante vi sia ugualmente un forte legame, sono convinta di ciò. Il mio problema è però di altra natura: da circa un anno/un anno e mezzo avverto un senso di malessere diffuso, non capisco da dove provenga, mi sento debole, insoddisfatta e sola.

Spesso ho attacchi di pianto improvvisi, prima più rari ma da 6 mesi a questa parte più frequenti. Mi è capitato anche in treno e questo mi ha molto spaventata perché dovevo fare un grande sforzo per trattenermi e per non farmi vedere, mi vergognavo.

Sento di non essere soddisfatta da cio che mi circonda, dalle relazioni che ho, poche e non troppo forti.. l’altro giorno nonostante la forte ansia che avevo e il desiderio di rinunciare mi sono opposta e sono andata a fare un esame.

Il risultato è stato positivissimo, mi sarei dovuta sentire felice e orgogliosa, invece la cosa mi ha lasciata indifferente e subito sono ricaduta nello sconforto..sono andata nello sportello di ascolto del comune dove vivo ora e mi ha consigliato una psicoterapia in quanto con i pochi incontri proposti da loro non sarebbero potuti essermi d’aiuto.

Anche in quell’occasione ho avuto una forte crisi di pianto, difficile da interrompere e questa mattina la stessa cosa: ho passato due ore stesa nel letto, stanca, piangendo e con le braccia “molli”..anche ora scrivendo di questo mi sento tristissima e allo stesso tempo stupida.

Non riesco a parlarne con nessuno, per questo cerco persone competenti che possano aiutarmi perché ho paura di non controllare più la cosa.

È per me fonte di grande disagio tutto questo periodo e tutto quello che mi accade, l’unica ad essersi forse accorta di qualcosa è mia sorella perchè vive con me, ma nessun altro. Anche perché sono sempre stata quella forte cui tutta la famiglia in realtà fa riferimento, con un carattere che mi ha sempre permesso bene o male di rispondere a tutto. Non ci riesco più però, comincia a mancarmi la voglia di fare, di uscire, di parlare.

Non capisco da cosa origini, so che è difficile perché avendo interrotto io la storia che dicevo mi ritrovo fondamentalmente catapultata in una realtà diversa, senza punti di riferimento e senza molte persone che prima frequentavo molto spesso. Ho un’amica molto stretta, ma anche questa relazione mi sta molto deludendo ed è anzi per me fonte di ansia e insoddisfazione per molte cose.

Aggiungo che mi è capitato ultimamente anche di perdere il senso dell’appetito o di nn voler mangiare. Ci sono giorni tuttavia in cui mi sento felice, ma basta poco per ricadere in questo stato. Vorrei capire di cosa si tratti, cosa potrei fare, cosa mi consigliate soprattutto perché mi sento davvero molto stanca e non riesco più a reagire e a capire cosa sta accadendo.
Vi ringrazio e mi scuso per essermi dilungata cosi tanto.

7 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Carissima,


Le tue crisi di pianto sono la tua salvezza, "sono sempre stata forte" riscoprirti fragile spaventa, è una cosa diversa a come ti sei sempre dovuta mostrare.  Va indagata la storia della crescita affettiva in un contesto di terapia che possa riabilitarti a vivere appagata di tè stessa.


i consigli non sono utili, intraprendi un processo terapeutico, quello lo è.


Auguri 


 

Cara Emilia, chiaramente è periodo per lei di forte disagio e sofferenza. Questo è legato a più problematiche che sono venute a sommarsi nell'arco di breve tempo. Ovviamente non c'è una ricetta per superare al meglio tale condizione  se non quella di mettere in campo le sue risorse più profonde che sicuramente lei ha ma probabilmente deve riconoscere e potenziare. Io le consiglio di intraprendere un percorso psicoterapeutico e di supporto.


Resto a sua disposizione 


Cordiali saluti 


 

Care Emilia


la situazione emotiva che hai descritto e i sintomi da te riferiti come il pianto, l'inappetenza ecc. sono chiari indicatori che stai vivendo una fase depressiva, non conosco te e la tua storia personale, né familiare per poterti dire da cosa dipende, fatto sta che probabilmente stai attraversando un cambiamento interiore che poi si traduce anche in un cambiamento di vita, infatti hai lasciato il tuo fidanzato, ti accingi a laurearti e quindi a fare un cambiamento di vita. Come ti ha consigliato il dottore del servizio pubblico, è utile che tu intraprenda un percorso di psicoterapia, per essere aiutata ad affrontare questa fase della tua vita in maniera positiva.



Ti saluto cordialmente

Gentile Emilia, è sempre stata una ragazza forte e decisa, alla quale tutti si appoggiano e che trova risposte per tutti, ora si ritrova ad essere abbattuta, inerme, esausta e con le bracca molli, e piange anche in treno. E quel treno, chissà dove la porta... Nel senso, sta per completare il ciclo di studi, ce l'ha fatta, è stata brava ancora una volta, ma che cosa sarà e come orienterà il suo futuro...Mi pare che ci sia una difficoltà a continuare a essere quello che è sempre stata, forse vorrebbe un cambiamento, o anche una nuova identità. Si è stancata di essere forte? Vorrebbe ricevere e non piu' solo dare? Sente di non aver avuto abbastanza? Sono tutte domande che possono essere elaborate all'interno di un setting psicoterapeutico, con un/una professionista che le ispiri fiducia. La saluto.

Purtroppo, nel corso del tuo vissuto ai accumulato eventi frustranti impregnati di tanto dispiacere che rubano spazio al Patos del piacere, pertanto anche quando ottieni il successo scolastico non provi piacere perchè vi è poco spazio per contenerlo. Il pianto immotivato è un meccanismo che tende ad espellere il dispiacere. Personalmente utilizzo La Psicoterapia Analogica coadiuvata dall'Ipnosi Vigile al fine di " resettare il vissuto frustrane " per " consumarne ( e non spostare ) i dispiaceri, rabbia trattenuta, sensi di colpa, paure e timori ". Se desider ricevere ulteriori delucidazioni mi puoi telefonare.

Gentile ragazza,


parlerei del problema sia con un medico di base, che possa valutare se sia il caso di effettuare degli esami clinici o altro, sia con uno/a psicologo psicoterapeuta che valuti il suo stato psicologico, in relazione alla sua storia.


Il suo sembrerebbe uno stato depressivo. Certamente il trasferimento in una nuova città, la fine di un rapporto di lunga durata, l'avere poche amicizie sono fattori che possono favorire una tale condizione.


Gli stati depressivi, anche di una certa gravità, si risolvono bene con l'ausilio della psicoterapia che va sempre affiancata agli eventuali farmaci. La terapia breve, in particolare, ha elaborato strategie rapide ed efficaci. 


Cordiali saluti


 

Salve Emilia, indubbiamente, è evidente la sua grande tenacia e voglia di uscire dalle sue difficoltà. Nonostante la vergogna e il disagio psicologico chiede aiuto e lo fa anche in questo spazio. Potrebbe esserle utile, secondo quanto valutato allo sportello di ascolto, consultare un professionista psicologo prendendosi il tempo e lo spazio per esplorare e comprendere le ragioni della sua tristezza, ansia e insoddisfazione che vive. Ha molte risorse psichiche e grazie queste potrà fare un buon percorso di psicoterapia. Di cambiamenti c' è ne sono stati nella sua vita, l' Universitá, il cambio cittá, la rottura di un legame lungo con il suo fidanzato, e poi dice di non sentirsi più la persona forte della famiglia. Non dice molto su questo ma è sicuramente in contrasto con quello che sta vivendo ora, poichè dice di aver perso la voglia di fare, di uscire, di parlare. Forse è arrivato il momento di fare per lei, di aiutarsi per il miglioramento del suo benessere psicologico. Questo potrebbe darle  quella marcia in più per fare ancora meglio ció che comunque sta facendo, mi riferisco all' esame che non voleva fare ma che ha superato in modo soddisfacente. Ci rifletta e scriva ulteriormente, in questo spazio, se vuole.


 

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