Depressione

Perchè non riesco a mettere fine alla mia esistenza?

Nicole

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Non riesco a suicidarmi e non riesco a capire il perchè, a volte sono ad un passo dal compiere quel gesto orribile e poi mi fermo e penso.
Pur avendo la determinazione ogni volta che ci provo mi fermo e dico "devo trovare un altro modo".
Lo scorso agosto ero quasi riuscita e finirla una volta per tutte.
Invece che prendere 5 gocce per dormire ne presi 15, mi stragliai sul letto e aspettai...
Nulla ho solo dormito troppo, potrebbe scaturire una risata questo mio tentativo mal riuscito ma ad oggi penso che io incosciamente non volessi davvero arrivare all'inevitabile.
Non prendo farmaci e non vado dallo psicologo, spesso penso che questo mio sentimento sia inventato o finto, mi sento ogni giorno vuota, come se la mia esistenza non avesse un senso.
Ho provato a parlarne con tante persone per sentirmi solo dire che mi sto inventando tutto per attenzione.
Quasi ogni sera dico a i miei genitori i miei piani di suicidio, come ho intenzione di farlo e quando..
Mi rispondo che devo essere una persona serie e che non devo parlare di queste cose davanti a loro.
Quando prendo il coltello e chiamo la loro attenzione dicendo testuali parole "non lo farò davanti a voi per non crearvi dispiaceri inutili, ma aspettatevelo" loro mi dicono solo di mettere giù il coltello e di sparecchiare o lavare i piatti.
Io non so più come fare capire a tutti che io voglio vivere, ho 18 anni e ho questa enorme voglia di vivere, ma non ho le forze.
Sono sempre stanca, mi addormento verso le 3 e mi sveglio alle 10:20, prima che arrivi mia mamma.
Se dovessi dormire anche un ora in più mia mamma scatena l'inferno..
Non vado a scuola perchè mia mamma invece che iscrivermi in una scuola pubblica mi mise in una privata, pur sapendo che non potevamo permettercelo, infatti non potemmo pagare l'esame nello stesso anno mio papà ebbe un infarto e io finì come sono ora, ormai da 5 anni.
I miei genitori non aiutano, mi fanno pesare tutti i soldi che hanno speso per me, mi fanno pesare quello che mi comprano da mangiare, mi dicono di trovarmi un lavoro e di andarmene.
Ma io ci provo con tutta me stessa ma nessuno prende in considerazione una ragazza di 18 anni con solo la terza medie e in più senza nessuna esperienza lavorativa.
Mia mamma mi ricorda sempre che vita di merda le ho causato e che se potesse ritornare indietro nel tempo abortirebbe.
Non ho nessun tipo di sostegno da parte dei miei amici visto che sono scappati tutti da quando ho provato a parlare di tutto ciò e con quelli rimasti non provo nemmeno a parlarne.
L'unica cosa che faccio nelle miei giornate è pulire casa, stare con i cani e preparare da mangiare, esco di casa due volte a settimana e gli unici momenti dove sembro serena sono recitati dato che non posso sempre sembrare triste.
Mia mamma è ossessionata dalla pulizia e quando torna a casa se non trova tutto pulito come dice lei mi insulta pesantemente e a volte anche fisicamente.
Ma in tutto questo ci sono i momenti di tranquillità, dove i miei genitori sono gentili e io tranquilla, non durano tanto ma sono quelli dove ho meno pensieri negativi.
Questa era una breve spiegazione del perchè sono finita qui.
Ho solo bisogno di una spinta per tornare a vivere davvero.
Ma non la riceverò mai, per che questò è il mio capolinea, forse è troppo presto ma non posso più continuare.
Io mi sono ritrovata in questo stato mentale senza accorgermene.
Improvvisamente mi sono accorta di vivere gli stessi giorni con lo stesso stato di vuoto come se fosse un loop che ti soffoca giorno per giorno.
Così ho provato a ricordare cosa mi rendeva felice e come ero prima, ma non ho trovato nulla, il mio cervello ha tolto ogni ricordo gioioso.
Prima riuscivo a rimettermi sulla strada e a pensare positivo, ma ora non ci provo più..

Grazie per il vostro tempo e la vostra attenzione

6 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buonasera,


da quello che descrivi pare che ti sia abituata all'idea di vuoto, di suicidio ma non ne sei neanche troppo convinta, tant'è vero hai preferito scrivere qui, quindi vuol dire che stai cercando aiuto.


Io partirei dal senso di consapevolezza che hai di te e da quella parte che cerca con tutta se stessa ancora di lottare.


Non conosco bene la tua storia, però posso dirti che il modo migliore per cambiare le cose è spezzare questo loop che si è creato.


Dovresti cominciare a fare tutte quelle cose che ti fanno o ti hanno fatto paura in passato ma che allo stesso tempo ti rimettano in carreggiata e mettere da parte quel senso di nullità che ti affligge e che è diventata la tua normalità.


Scrivi pure se pensi che possa esserti di aiuto


 

Cara Nicole,


mi dispiace molto leggere nelle tue parole di ragazza di 19 anni questa enorme tristezza. Capisco benissimo come sia per te difficilissimo andare avanti nel momento in cui non sei ascoltata quando provi ad esporre le tue difficoltà nonostante tu arrivi a mostrare il coltello con il quale saresti pronta a mettere la parola fine alla tua vita.


Emerge dalle tue parole il forte senso di solitudine e di impotenza di una ragazza che vorrebbe farcela, ma al momento non le sono stati forniti gli strumenti per riuscire da andare avanti. Il fato che tu non li abbai adesso non significa che tu non te li possa ancora costruire.


Comprendo pienamente la tua difficoltà e comprendo che con ciò che stai passando gli aspetti gioiosi della tua vita stiano pian piano scomparendo dalla tua memoria, ma sento anche che una parte di te, per fortuna, non si è ancora arresa e continua a desiderare di andare avanti, che magari avrebbe desiderio e bisogno di una spinta dall'esterno per ripartire e fare in modo che quei momenti di finta serenità, che hai quando esci, diventino di serenità piena, senza dover più recitarli.


Anche se tu dici che c'è in te un bisogno di spinta dall'esterno mi piacerebbe che tu vedessi che intanto una spinta dall'interno c'è ancora, come scrivi, e che va coltivata e fatta crescere in modo che tu possa prenderti cura di te e uscire da questa situazione così dolorosa.


Spero tu possa in aggiunta trovare un aiuto esterno che ti possa accompagnare in questo periodo, anche magari attraverso istituzioni o associazioni che ti sostengano a basso o nullo costo, visto che purtroppo tu non hai una disponibilità economica per poter richiedere un aiuto psicologico privatamente. Purtroppo non conosco il tuo territorio, ma forse qualche collega di Varese può ben indirizzarti.


Ti auguro di trovare le forze per tirare fuori tutto il tuo potenziale e la tua forza interna.


Un caro saluto

Cara Nicole, come hai già capito per conto tuo, i pensieri e i propositi di suicidio di cui parli non sono un qualcosa di banale e tantomeno di insignificante: sono il tuo modo di esprimere la disperazione che hai dentro di te, ma contemporaneamente di affermare il tuo desiderio di esistere, di agire e di far capire tutto questo agli altri, in particolare ai tuoi genitori. Però loro, i tuoi genitori, non possono né capirti né aiutarti perché, pur senza volerlo, ti hanno “fornito” loro stessi i modelli, le basi del tuo malessere. Per capire come e perché succede tutto questo, puoi provare a immaginare le sofferenze che probabilmente ha attraversato tua mamma per potersi permettere di raccontarti che “vita di merda” le hai causato e, ancor di più, per dirti che le dispiace di averti messa al mondo e di non averti abortito? Può mai tua mamma, che come per tutti i bambini è stata per te la base e il modello su cui hai costruito la tua identità, averti fornito una spinta a vivere con entusiasmo la tua vita dicendoti quello che ti ha detto? E questo è solo una premessa: gli altri eventi negativi della tua vita sembrano essere una conseguenza e un seguito anche di questa brutta base di partenza. Cosa dirti allora? Non so se possa servirti a qualcosa, ma posso dirti che gli psicologi si trovano spesso di fronte a persone che vivono situazioni come la tua e che altrettanto spesso riescono a fare qualcosa di utile per loro. Quindi, anche se tu non ne fossi tanto convinta, prova lo stesso a parlare con uno di loro. Se hai difficoltà economiche puoi rivolgerti ai Servizi Socio-sanitari o a molte associazioni che si occupano di situazioni di disagio, nelle quali spesso operano psicoterapeuti di valore. Inoltre, molti bravi professionisti offrono consulenze a titolo gratuito o chiedono compensi molto contenuti a chi non può permettersi di pagarli. Un affettuoso saluto.


 

Ciao Nicol, sono il Dr Tarasi.  L'unica cosa che mi sento di dirle dopo quello che ho letto e che deve provare a  lasciarsi aiutare. Deve provare a parlare con uno psicologo perché solo parlando e farsi ascoltare può essere d'aiuto. Non bastano poche righe come queste a farla smettere di soffrire ma serve un percorso lungo e a volte molto doloroso. Ma solo lei può decidere di affrontare. Se vuole possiamo vederci per un colloquio e cercare di capire come posso fare per aiutarla. Il primo colloquio è gratuito. Mi faccia sapere. 

Buon giorno Nicole. Le consiglio di provare a  farsi fare l'esame del profilo uditivo da un rieducatore uditivo Ait Berard. Molte volte problemi come il suo sono causati da un'anomalia della percezione uditiva, chiamata curva 2-8. Un percorso di dieci giorni di rieducazione uditiva la potrebbe aiutare molto. In Lombardia ci siamo io a Salò e una rieducatrice a Pavia 


Buona serata  

Sebbene una lunga risposta alla sua domanda potrebbe forse chiarirle dei dubbi sul come si sente in questo momento, probabilmente potrebbe essere utile avvalorare anche la sua successiva e chiara intenzione... "Dove riesco a trovare la motivazione per vivere meglio?"


A volte la troviamo nelle poche cose che amiamo, come il tempo che lei trascorre con i suoi animali, a volte in altre piccole isole che riserviamo per noi, fossero anche le pulizie di casa. Già desiderare di fare qualcosa per sé, come semplicemente" poter essere felice", seppure con difficoltà e con tempi lunghi, potrebbe essere uno di questi modi. Un consultorio familiare forse potrebbe essere la soluzione giusta, è lì che si accolgono i cuori e le anime di chi come lei in questo momento sta cercando la sua strada verso la felicità, che seppur lunga, vale la pena di percorrere...


Buon lavoro allora


 


 

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