Depressione

Quando torno giù tutto mi sta stretto

Manuela

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Buonasera, Sono una ragazza di 30 anni che da qualche anno attraversa un periodo davvero difficile. Sono sempre vissuta senza particolari difficoltà in un paesino del sud Italia dove, a quasi 18 anni, ho conosciuto un ragazzo fantastico innamorandomene. Tutto è andato bene per anni ma, dopo un po' di tempo dalla mia laurea, ho cominciato a sentirmi insoddisfatta del paese in cui vivo. Ho anche svolto alcune attività lavorative ma mi son dovuta licenziare perché avevo sempre l'esigenza di piangere, stavo troppo male. Ho avuto l'occasione di lavorare per un po' in una grande città del nord e sono rinata. Quando torno giù tutto mi sta stretto, non sopporto nè i luoghi nè la gente. Lì mi sento gratificata, adoro lavorare. Col mio ragazzo sto benissimo nei primi giorni dal mio rientro ma se resto a casa per mesi inizio ad andare in crisi e neanche la sua presenza mi aiuta. L'altro giorno lui mi ha detto di essersi stancato di questa mia apatia e ha preferito allontanarmi. So quanto mi ama e quanto sta soffrendo. A me è crollato il mondo addosso. Non ho più nulla. Mi manca da morire. Ma allo stesso tempo non posso continuare a vivere senza far nulla, nell'apatia e nella monotonia lacerante di questo paese. Oggi so di non poter rinunciare alla mia realizzazione, alla mia serenità restando qui anche volendolo per lui. Qui la mia vita è inutile ma non voglio perderlo! Spero qualcuno possa darmi consigli o possa aiutarmi a capire qualcosa di più di quest'assurda situazione. Grazie.

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve Manuela,

comprendo la sua difficoltà ed il suo dolore per questo particolare momento della sua vita. Tuttavia occorrerebbe raccogliere altre informazioni per poter comprendere meglio la sua situazione e poterci lavorare. Se dovesse sentire la necessità di comprendere cosa sta succedendo e mettere ordine, sarò disponibile e lieto di poter lavorare insieme a lei su questa difficoltà.

Salve Manuela

certo che lei deve fare qualcosa per se che la faccia stare bene indipendetemente dal suo fidanzat. Mi dispiace di questo allontanameno ma non è questo il punto.

Mi chiedo come mai non riesce ad allontanarsi in modo costruttivo al luogo che la fa stare male? E come mai la città di Bari la fa stare così male? Questo riguarda la convivenza con la sua famiglia?

Vedo adatto per lei un percorso di life coaching. Ovvero un percorso breve mirato ad un'obiettivo precsio che ovviamente stabilisce lei come prioritario.

www.coachinglatina.it/#filter

Visiti il sito e mi faccia sapere cosa ne pensa. Saluti

Buonasera Manuela,

da quello che scrive traspare il suo senso di frustrazione e tristezza. Per poterla aiutare è necessario conoscere meglio alcuni elementi: per esempio cosa intende per entrare in crisi quando resta a casa per mesi? cosa succede? a cosa pensa e come trascorre le sue giornate? Spesso quando siamo tristi entriamo in un circolo vizioso di passività e pensiamo determinate cose che aumentano la nostra tristezza. Uno psicologo potrebbe aiutarla a spezzare questo circolo vizioso e darle delle strategie per migliorare la sua qualità di vita.

Qualora volesse avere maggiori informazioni, mi contatti pure,

Cordialmente.

Dott.ssa Anna Moscatelli Barletta Andria Trani (BT)

Buonasera Manuela,

non mi è chiaro se la possibilità di un lavoro in una stimolante città del nord sia al momento una realtà o soltanto un sogno che potrebbe concretizzarsi presto. Mi è chiaro invece che continuare a stare nel tuo paese ti crea un'"apatia ed una malinconia lacerante" (cito le tue parole) che ti rende infelice compromettendo anche la tua vita sentimentale.

Capisco il tuo sentirti tra "due fuochi", l'amore da un lato e il desiderio di realizzarti soprattutto sul piano professionale dall'altro, ma non sempre le due cose sono conciliabili. E anche quando si raggiunge un compromesso è perché si è riusciti ad accettare di perdere un qualcosa per guadagnare qualcos'altro.

Prova a prenderti un pò di tempo per guardarti dentro, riflettere per capire quali sono i bisogni prioritari in questo momento della tua vita. Guardare a cosa desideri realmente è il primo passo per capire che fare e in quale direzione muoverti.

Gentilissima,

ha proprio ragione, la realizzazione professionale è importante e lo è ancora di più a fronte degli innumerevoli sacrifici fatti durante il percorso universitario. Da come scrive, tuttavia, ho come la sensazione che si senta di fronte ad un bivio: o l'amore nel suo paesello o il lavoro al Nord. E' davvero sicura di dover rinunciare per forza ad una delle due cose? Non è possibile trovare un compromesso? Un consulto vis a vis con uno psicoterapeuta potrà aiutarla ad avere le idee più chiare in merito.

Resto a disposizione

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