Depressione

È un momento transitorio o dovrei cercare di parlarne con qualcuno?

Chiara

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Si sta ripresentando
L'ho già provato in passato, era più forte
Adesso sembra che siamo di nuovo a quel punto. Forse non se n'è mai andato del tutto, ogni tanto ricordo che per qualche giorno, momento c'era.
Non ho mai capito perché fossi qui, in questo momento, proprio ora..e perché poi? Chi lo ha chiesto? Io no di certo.
La vita, il bene più prezioso. Ma se fosse il contrario, se fosse il male? Se la serenità l'avremo solo una volta morti, perché sono ancora qua?
Codardia. Penso di non avere quella forza che hanno quelle persone che riescono a capirlo, riescono a capire che la vita è un male. Noi non capiamo il perché di un atto così estremo, ma è semplicemente il capire che la nostra presunta felicità non ci sarà mai qui. Che loro hanno capito e hanno scelto la strada migliore.
Ormai è un pò di tempo che sul mio telefono è presente ciò che vorrei lasciar scritto dopo quel momento. Così spero capiranno di non dover restarci male, ecco perché è proprio questo molte volte che mi frena. Il pensare che i tuoi cari non capiranno il perché e passeranno una vita infelice pensandoti. E non vorrei questo.
Ma se sono qui a scriverlo forse qualcosa è diverso questa volta? Forse ne voglio parlare, forse non voglio che accada davvero?

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Credo che sia il "parlarne con qualcuno" il nocciolo della questione perché questa sua sensazione ha in gioco la solitudine e il guardarsi continuamente indietro. In termine tecnico si chiama "depressione ciclica" ma non è come l'artrosi cervicale che si ripresenta ogni volta che qualcosa dall' esterno cambia, come il tempo atmosferico. La depressione ciclica è una serie di risposte dell'inconscio sempre uguali a stimoli dolorosi diversi. È una malattia e come tale si cura...riguarda la terapia non l'esistenzialismo.


Dr.ssa Roberta Minacci. 


Le auguro ogni bene.

Gentile Chiara,


dal suo racconto noto particolare sensibilità verso se stessa ma anche profondo giudizio e senso di confusione. Le domande però che già si sta ponendo e per aver scritto su un portale di psicologia potrebbero far emergere, nel suo profondo, una certa voglia di trovare risposte e anche una nuova o alternativa modalità di vita.


Le consiglio pertanto di valutare una psicoterapia personale dove mettersi in gioco, dove cercare le sue risposte grazie ad un cammino indicato e in un luogo dove non è presente il giudizio verso i pensieri, le azioni o le emozioni che si provano.


Il terapeuta potrebbe indicarle una nuova modalità dove sarà lei che cercherà la sua forza e la sua strategia. Dico sempre: "Noi siamo gli esperti della tecnica, del cammino ma solo lei conosce veramente se stessa, cosa la fa star bene e male e quali obiettivi potrebbe mettersi per il suo futuro".


Resto a disposizione per informazioni, dubbi, richieste aggiuntive e/o per una eventuale consulenza.


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta


Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

Gentile Chiara,


un dolore profondo traspare dalle sue parole che una collega ha già definito poetiche.  Questo stato può essere transitorio o meno, in ogni caso, le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta. Avrà così la possibilità di comprendere l’origine del suo stato d’animo e di superarlo. Lei stessa dice che ne vuole parlare, trovi la forza di rivolgersi ad uno psicoterapeuta che possa ascoltarla e costruire insieme a lei nuove prospettive per il futuro.


Dr. Marina Ugolini

Gentile Chiara, io non credo che l’essere umano possa desiderare veramente di lasciare, farla finita, non essere più. Siamo tenacemente attaccati al fluire della vita, affaticati talvolta, sempre speranzosi di poter raggiungere un briciolo di felicità. Le sue parole colpiscono per la carica di poeticità che si portano dietro e lasciano intravedere una persona sensibile, emozionalmente presente e che si è stancata del malessere che si ripresenta ogni tanto, affaticata per non riuscire a venirne fuori, fortemente desiderosa di potersi sentire meno trasparente, in balìa di emozioni e credenze che mischiano il bene con il male. Bisogna lottare, sì, per cercare di venirne fuori. Fare un primo passo, un terapeuta che ispiri fiducia, a cui affidarsi. A 24 anni c’è ancora tutta una vita davanti. Un abbraccio. 

Salve Chiara, mi dispiace per la situazione che sta vivendo.


Comunque, ha mai pensato ad un consulto psicologico? Potrebbe aiutarla a trovare le risposte che cerca, tra cui "il perchè è ancora qua". Il fatto che lei si ponga delle domande è positivo, vuol dire che ha coscienza di ciò che le accade e che sta cercando una soluzione. Ha 24 anni, non demorda.


Rimango a sua disposizione.


Buona giornata.


Dott. Fiori

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