Papà vedovo e social

Daniela

Buonasera Mio papà di 75 anni, è rimasto vedovo da 5 mesi...la mia mamma è morta a fine febbraio. Da un paio di mesi si è sempre più attaccato ai social...chiedendo amicizie a chiunque gli esca come suggerimento di amicizia...ma a me e altre 2/3 parenti che conoscevano bene mia mamma, l'amicizia sta bene attento a non richiedermela. Nelle ultime settimane guarda spessissimo il cellulare, anche in mia presenza o in presenza del mio bambino (prima mai si era interessato a guardare il cellulare in nostra presenza). Per noi è sempre comunque presente...però noto questa ossessione per Facebook e il cellulare. Ho un po’ paura che chissà chi abbia conosciuto e che si butti troppo nel virtuale per evitare di ricordare mia mamma...ho paura di perdere anche lui. Io non faccio domande...però dentro me mi faccio 1000 domande in realtà Lui è molto indipendente, autonomo e non chiede mai aiuto a nessuno..non si apre mai sul suo profondo. Da giovane era uno molto libertino, poi ha conosciuto mia mamma e ha messo la testa a posto..penso non l abbia mai tradita, e soprattutto nell ultimo anno, si è dedicato totalmente a lei Ma ora che non ha più controlli e ha tutta la libertà del mondo, non vorrei che voglia riassaporare troppo questa libertà..la mia paura più grande è che preferisca quella realtà leggera e libera, a quella con me, ovviamente seria. Lui per ora qualunque richiesta c è sempre..però è molto attratto dal social..sembra quasi un ragazzino che richiede amicizie a destra e manca. Forse sono io che non riesco a vivere questo lutto con la sua leggerezza..che non ho reagito così..e quindi mi sembra diversa e surreale per me.

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Daniela, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.

Ritengo altresì utile un approccio EMDR al fine di favorire la rielaborazione del materiale connesso con la genesi della sofferenza in atto.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL