Dolore per la perdita del cane

ALESSIA

Buongiorno, ho 46 anni e da qualche giorno sto soffrendo molto per la morte della mia cagnolina di 10 anni e mezzo per una malattia tumorale che non aveva dato sintomi, se non alla fine, quando ormai era troppo tardi. Fino a due giorni prima stava bene ed è questo pensiero che mi fa stare male, il fatto che le sia stata tolta questa parte di vita dove ancora poteva stare bene, essere felice, ancora troppo presto. Nemmeno 2 anni fa ho perso altri animali domestici e sto ancora faticando ad elaborare il lutto... Chiedo consigli su come affrontare questa cosa e il fatto che per gli animali io stia sempre così male... grazie.

13 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Alessia, da ciò che racconta emerge un legame molto profondo con la sua cagnolina, un legame fatto di presenza quotidiana, di cura, di affetto reciproco. Quando si perde una relazione di questo tipo, il dolore che ne deriva non è “minore” rispetto a quello sperimentato per la perdita di una persona: è un vero e proprio lutto, e come tale sempre doloroso.
Il pensiero che la fa soffrire di più, il fatto che fino a poco prima stesse bene e che la malattia abbia “tolto” un tempo di vita che avrebbe potuto essere ancora felice, è molto comprensibile. Spesso, nel lutto, la mente torna ossessivamente su ciò che “avrebbe potuto essere”, come se cercasse un senso o una possibilità di riparazione. Questo movimento, per quanto doloroso, è parte del tentativo psichico di confrontarsi con una perdita improvvisa e sentita come ingiusta.
La invito però a considerare anche un altro aspetto: la sua cagnolina ha vissuto dieci anni e mezzo all’interno di una relazione affettiva stabile, accudente, amorevole. La qualità della vita che le è stata offerta non viene cancellata dalla malattia né dalla sua rapidità. Il dolore che sente oggi è anche la misura di quanto quell’amore sia stato reale e significativo.
Lei accenna inoltre a lutti precedenti, non ancora del tutto elaborati. È possibile che questa nuova perdita abbia riattivato ferite più antiche, rendendo il dolore attuale ancora più intenso. I lutti tendono a sommarsi, soprattutto quando non trovano uno spazio e un tempo per essere mentalizzati.  
Il fatto che lei “stia sempre così male” per gli animali non è un difetto o una debolezza: può indicare una grande capacità di attaccamento, empatia e investimento affettivo. Talvolta, però, queste relazioni diventano anche luoghi in cui si concentrano bisogni emotivi profondi, e la loro perdita può lasciare un senso di vuoto molto difficile da tollerare da soli.
Il consiglio che posso darle è di non forzarsi a stare meglio in fretta, né di svalutare il suo dolore. Al contrario, potrebbe essere utile concedersi uno spazio – anche con un professionista – in cui poter parlare non solo di questa perdita, ma di ciò che rappresentano per lei questi legami e di come vive le separazioni. Il lutto, per potersi trasformare, ha bisogno di essere pensato e condiviso, non semplicemente sopportato.
Il dolore, per quanto possa sembrare a volte eccessivo e ingestibile, ha una funzione importante e con il tempo e il giusto accompagnamento, può diventare qualcosa di meno lacerante e più integrabile nella sua storia.

Un caro saluto

Dott.ssa Beatrice Conca

Dott.ssa Beatrice Conca

Dott.ssa Beatrice Conca

Milano

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Buongiorno Alessia,

comprendo che sia un momento difficile. Per questo la invito a ritagliarsi un suo spazio protetto e non giudicante per affrontare questo momento delicato.

Sono psicologa, psicoterapeuta e posso accompagnarla in un breve viaggio di consapevolezza dove attraversare il dolore in modo sicuro.

Ricevo in presenza a Milano, Monza e Brianza e on line.

Dott.ssa Francesca Villa

Dott.ssa Francesca Ilaria Beatrice Villa

Dott.ssa Francesca Ilaria Beatrice Villa

Milano

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Buongiorno,

il legame con un animale domestico può essere intenso, il dolore per la perdita è reale, da un punto di vista psicologico è un lutto che va rispettato.

Le consiglierei di concentrarsi su quanto di buono e affettivamente prezioso rimane per lei, sempre, dopo i tanti anni vissuti con la sua cagnolina. Sul modo in cui anche la compagnia di altri animali ha contribuito a rendere più felice la sua vita, anche attraverso i distacchi.

Alcuni colloqui di supporto psicologico potrebbero poi aiutarla a capire meglio il significato degli "addio" nella sua vita, in modo da renderli nel complesso più sostenibili.

Un cordiale saluto,

EC

 

Dott. Enrico Cazzolino

Dott. Enrico Cazzolino

Varese

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Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso il suo vissuto emotivo in relazione a quanto accaduto alla sua cagnolina. Desidero innanzitutto rassicurarla: ciò che sta provando è una reazione profondamente umana e comprensibile. Il dolore per la perdita di un animale domestico è a tutti gli effetti un lutto. Molte persone instaurano con i propri animali un legame puro, profondo e incondizionato, e la loro perdita rappresenta un evento estremamente doloroso proprio perché viene a mancare una presenza affettiva significativa. La sofferenza che sta vivendo può avere diverse origini. In primo luogo, il forte legame affettivo costruito nel tempo con il suo animale, che probabilmente rappresentava una presenza quotidiana, rassicurante e costante. A questo si aggiunge la natura improvvisa della perdita, che può lasciare un impatto emotivo particolarmente intenso. Vi è poi il pensiero del “tempo che le è stato tolto”, del fatto che la sua cagnolina avrebbe potuto ancora stare bene ed essere felice: un pensiero doloroso che la mette in contatto con un senso di impotenza, pur essendo importante ricordare che non avrebbe potuto prevedere né prevenire quanto accaduto. Infine, è possibile che questa perdita abbia riattivato lutti precedenti non ancora completamente elaborati.

In questo momento, ciò che può fare è concedersi il diritto di soffrire. Il lutto non segue tempi prestabiliti e ognuno ha bisogno del proprio tempo per elaborare una perdita. Provi ad osservare i pensieri e le emozioni che emergono, senza contrastarli o giudicarli. Inoltre, non affronti tutto da sola: se sente che le emozioni diventano troppo intense o difficili da gestire, potrebbe essere di aiuto intraprendere un percorso di supporto psicologico.

Resto a disposizione.

Un caro saluto,

Chiara Torchia 

Buongiorno Alessia,

Inanzitutto ci tengo a farle le mie condoglianze per il suo lutto, comprendo bene come la perdita di un animale domestico possa essere importante per lei come ben traspare dalle sue parole.

Purtroppo, in questa situazione ha dovuto vivere un lutto improvviso che in quanto tale non le ha dato il tempo necessario di realizzare e elaborare la perdita. Tuttavia, provi a guardare la cosa da un'altra prospettiva: la sua cagnolina è stata bene, felice e amata fino a due giorni prima della fine. Non ha vissuto il lungo calvario della malattia; ha vissuto una vita piena fino a quasi l'ultimo istante possibile grazie alle sue cure.

Inoltre non sottovaluti i lutti che ha dovuto vivere in precedenza: il dolore non si somma semplicemente, si stratifica. È naturale che questa perdita abbia riaperto ferite ancora aperte, rendendo il carico emotivo attuale molto pesante da sostenere da sola.

È normale, profondamente umano e legittimo stare così male. Si conceda in questa fase il permesso di soffrire, senza cercare di scavalcare il dolore o razionalizzarlo troppo presto. Se dovesse sentire che questo carico di addii accumulati negli ultimi due anni diventasse troppo pesante, potrebbe essere utile affidarsi a un percorso psicologico per dare un nome a queste emozioni e un senso a queste esperienze.

Le mando un pensiero di vicinanza e comprensione.

Dott. Marco Fusar Poli

Dott. Marco Fusar Poli

Dott. Marco Fusar Poli

Milano

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Buongiorno Alessia,
mi dispiace molto per la perdita della sua cagnolina. Da quello che scrive emerge un dolore profondo, autentico, e del tutto comprensibile. Il legame con un animale non è “meno” di altri legami: è fatto di presenza quotidiana, di accudimento, di affetto silenzioso e costante. Quando si perde, il vuoto è reale. Il pensiero che la fa soffrire di più -“stava bene fino a poco prima” – è molto frequente nei lutti improvvisi. La mente cerca un punto in cui fermarsi, qualcosa da comprendere o da controllare, perché accettare che una perdita avvenga senza preavviso è estremamente difficile. Non è tanto la durata della vita che fa male, ma la sensazione di ingiustizia e di interruzione, come se qualcosa fosse stato tolto troppo presto.
È importante dirle una cosa: lei non ha tolto nulla alla sua cagnolina. Una malattia che non dà segnali non è qualcosa che poteva prevedere o evitare. E il fatto che sia rimasta “bene” fino a poco prima significa anche che non ha vissuto una lunga sofferenza, ma una vita piena fino all’ultimo tratto. Questo non cancella il dolore, ma può aiutare a ridimensionare il senso di colpa che spesso accompagna questi pensieri.
Il fatto che lei stia ancora elaborando lutti precedenti rende questa perdita ancora più pesante. I lutti non elaborati del tutto si riattivano, e il dolore si somma. Non significa che lei sia “troppo sensibile”, ma che ama profondamente e che i legami per lei hanno un grande valore emotivo.

Per affrontare questo momento, alcune indicazioni possono aiutarla:

si permetta di soffrire, senza giudicarsi: il dolore per un animale è un lutto vero

eviti di forzarsi a “stare meglio” o a razionalizzare troppo presto

parli della sua cagnolina, la ricordi, le dia uno spazio anche simbolico nella sua vita

se sente che il dolore diventa travolgente o persistente, un supporto psicologico può essere molto utile, proprio per elaborare i lutti passati e quello attuale

Infine, il fatto che lei stia così male per gli animali non è un difetto: parla della sua capacità di attaccamento, di cura, di amore. Il lavoro non è smettere di sentire così intensamente, ma imparare a reggere e trasformare questo dolore, senza che la schiacci.
Non è sola in quello che sta vivendo, e il suo dolore merita rispetto e ascolto.
Un caro saluto

Dott. Fabiano Foschini

Dott. Fabiano Foschini

Milano

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Buongiorno Alessia,
mi dispiace davvero molto per la tua perdita. Il modo in cui ne parli trasmette quanto fosse importante per te la tua cagnolina e quanto improvviso e ingiusto sia sembrato quello che è successo. Quando un animale sta bene fino all’ultimo e poi qualcosa precipita all’improvviso, è normale che rimangano pensieri dolorosi come “poteva vivere ancora”, “era troppo presto”, “non me ne sono accorta in tempo”. Questi pensieri non nascono perché hai sbagliato qualcosa, ma perché il legame era profondo e il distacco è arrivato senza la possibilità di prepararti.
In più stai affrontando questo lutto mentre quelli precedenti sono ancora vivi dentro di te. Quando si perdono più animali nel giro di poco tempo, il dolore tende a sommarsi: non si riparte da zero, si va avanti con un peso che si accumula. E questo può far sembrare il lutto attuale ancora più intenso e difficile da elaborare.
Molte persone si chiedono come mai soffrono così tanto per gli animali, come se fosse una reazione “troppo”. In realtà chi reagisce così spesso ha due qualità molto importanti: empatia e capacità di legame. Gli animali ci regalano una forma di amore e presenza che non giudica, che non pretende, che accompagna. Per molti non sono “solo animali”, ma compagni di vita, parte della famiglia, presenze costanti nella quotidianità. Perdere questo significa perdere una relazione, non un oggetto.
In questo momento può esserti utile dare forma ai sentimenti che provi — tristezza, ingiustizia, senso di vuoto, magari anche senso di colpa. Raccontare la sua storia, parlarne o scriverne, può aiutare a sciogliere il nodo che ora è molto stretto. E soprattutto è importante concederti tempo, senza misurarti con l’idea che “dovrei già stare meglio”. I lutti non hanno una scadenza e non seguono un ritmo uguale per tutti.

Un caro saluto, 

Dott.ssa Maria Rosa Biondo 

Buongiorno,
quello che stai vivendo è un lutto vero, non “un’esagerazione” e non qualcosa da sbrigare in fretta. La morte di un animale con cui hai condiviso dieci anni e mezzo di vita colpisce zone profondissime: routine, attaccamento, senso di casa, continuità affettiva. Prima di tutto voglio dirti questo, con chiarezza: non c’è niente di sbagliato nel soffrire così tanto. Anzi, la tua sofferenza parla della qualità del legame.
Ci sono vari fattori che rendono il dolore particolarmente intenso. Il fatto che fino a due giorni prima stesse bene crea un elevato senso di impotenza, poichè è qualcosa che va oltre le nostre possibilità di accudimento. Qui non stai solo piangendo la sua assenza, ma il futuro che avevi ancora immaginato con lei. Questo rende il dolore più acuto. Il pensiero: “Le è stata tolta una parte di vita che meritava” è tipico di chi ha un fortissimo senso di protezione e responsabilità affettiva. Non è colpa, è amore che non ha potuto fare di più.
Probabilmente il tuo sistema emotivo non ha ancora chiuso le ferite precedenti, quindi questa perdita non è una ferita nuova: è una ferita che riapre le altre. È come se il dolore si fosse accumulato, non risolto.

Quando ti chiedi perchè soffri tanto per gli animali forse può esserci utile comprendere come significa per te quel legame che si instaura con loro. Spesso il legame con gli animali è non giudicante, costante, sicuro, privo di ambiguità. Per molte persone, gli animali rappresentano una forma di attaccamento puro, dove non si deve essere forti, bravi, adeguati. Quando muoiono, non perdi solo loro, ma perdi un luogo emotivo sicuro. Questo non significa che ami più gli animali delle persone. Significa che con loro l’amore non era difeso.

Credo che in questa situazione possa essere importante per te affrontare ciò che hai vissuto, dare dignità e parlarne come di una perdita reale.
Da qui pian piano si può entrare in contatto con la consapevolezza che non le è stata tolta la felicità che ha vissuto, ma ha avuto una vita piena fino alla fine. Questo non cancella il dolore, ma riduce la tortura mentale del “poteva esserci di più”.
E soprattutto riconoscere che probabilmente non stai soffrendo solo per lei, ma stai soffrendo per tutte le perdite che non hanno avuto spazio. 

Il fatto che tu soffra così tanto non è una fragilità da correggere. È una capacità di amare profonda che in questo momento non ha contenimento. Il lavoro non è “sentire meno”, ma imparare ad entrare in contatto con il dolore senza esserne travolta.

Se vuoi, mi rendo disponibile per accompagnarti in un percorso di elaborazione di ciò che hai vissuto, in cui poter entrare contatto con le proprie emozioni, capire insieme come starci in relazione, e lavorare sul senso di colpa implicito che sento tra le righe.
E soprattutto, sappi che non sei sola in questo dolore e non stai esagerando.

Dott.ssa Chiara Sberna

Dott.ssa Chiara Sberna

Milano

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Gentile Alessia,

mi dispiace molto per la perdita della sua cagnolina. Il dolore che sta vivendo è comprensibile: il legame con un animale è spesso profondo e quotidiano, e quando la perdita avviene in modo improvviso, come nel caso di una malattia senza segnali evidenti, può emergere un forte senso di ingiustizia e di tempo “tolto”.

Il lutto per un animale non è un lutto minore, anche se spesso viene poco riconosciuto dall’esterno. Le perdite precedenti possono inoltre rendere questa sofferenza ancora più intensa, perché i lutti tendono a riattivarsi e a sommarsi nel tempo.

Il pensiero che la sua cagnolina potesse ancora stare bene è naturale, ma può diventare molto doloroso se occupa tutto lo spazio. Può essere utile, con gradualità, provare a spostare l’attenzione anche su ciò che è stato: una relazione significativa, fatta di cura e affetto.

Se sente che questo dolore fatica a trovare una forma o resta troppo intenso, un percorso psicoterapeutico può aiutarla a elaborare il lutto e a dare un senso a quanto sta vivendo, in uno spazio di ascolto e comprensione.

Un caro saluto

Antonio Fumagalli

Dott. Antonio Fumagalli

Dott. Antonio Fumagalli

Milano

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Buongiorno,
mi spiace molto sentire queste parole. La perdita di un animale con cui si è condiviso un legame profondo e una quotidianità può essere estremamente dolorosa, soprattutto quando avviene in modo improvviso. È comprensibile che il pensiero che fino a pochi giorni prima stesse bene renda più difficile accettare quanto accaduto e alimenti un senso di ingiustizia o di “tempo tolto”.

Mi colpisce ciò che lei scrive: “per gli animali io stia sempre così male”. In realtà un lutto è un lutto, indipendentemente dal fatto che riguardi una persona, un animale o una situazione di vita significativa. Ciò che fa la differenza è il valore affettivo e il ruolo che quella relazione aveva nella sua vita. Il legame con un animale può essere molto intenso e per questo la sofferenza che ne deriva non può essere giudicata né eccessiva né “sbagliata”.

Il fatto che lei abbia affrontato altre perdite di animali domestici in un periodo relativamente recente può inoltre rendere questo lutto ancora più faticoso da elaborare, poiché le esperienze di perdita tendono a sommarsi e a riattivare dolori precedenti non completamente integrati.

In questa fase può essere utile concedersi il tempo e lo spazio per vivere il dolore senza giudicarsi, mantenere eventualmente piccoli rituali di ricordo e cercare il confronto con persone che riconoscano e comprendano il valore del legame con gli animali. Considerato che lei stessa riferisce una difficoltà persistente nell’elaborazione dei lutti, le ricordo la possibilità di rivolgersi ad uno specialista di questo tema (psicologo o psicoterapeuta), per poter affrontare in modo più approfondito la tematica e prendersi cura di ciò che queste perdite stanno muovendo emotivamente.

Le auguro il meglio.

Buongiorno. Mi siedo idealmente accanto a te in questo momento di dolore, accogliendo ogni tua lacrima e ogni tuo "perché". Ho due cani ed un gatto e mo capita di pensare al dopo.....Perdere un compagno di vita a quattro zampe non è mai "solo la perdita di un animale", ma la rottura di un legame fatto di amore puro, presenza silenziosa e fedeltà assoluta

Il fatto che tu soffra così tanto a 46 anni, e che questa sofferenza si sommi ai lutti non ancora elaborati di due anni fa, non è un segno di debolezza, ma la testimonianza della tua capacità di amare

Condivido con te alcune riflessioni per aiutarti , ed aiutare me stessa, a guardare questo dolore sotto una luce diversa:

Il pensiero che ti tormenta — quel "le è stata tolta una parte di vita in cui poteva ancora stare bene" — è un inganno del nostro cuore ferito. La vita non si misura in centimetri o in anni, ma in intensità di benessere. La tua cagnolina non ha vissuto il declino, la sofferenza cronica o la perdita della sua dignità. Ha corso, ha amato, ha mangiato con gusto, ha ricevuto le tue carezze senza l'ombra della malattia. Questo è il dono più grande che un essere vivente possa ricevere: l'esserci !

Dici che la malattia non ha dato sintomi se non alla fine. Da un punto di vista clinico è un trauma, ma da un punto di vista emotivo è stato un atto di protezione reciproca. Lei non ha avuto paura del futuro perché gli animali vivono nel presente. E nel suo presente, fino a 48 ore dalla fine, c’eri tu e c’era la felicità. Tu le hai garantito una vita senza la consapevolezza della morte.

Ti chiedi perché "per gli animali stai sempre così male". Succede perché il rapporto con loro è privo di filtri. Non colpevolizzarti per questa tua "iper-sensibilità". È la stessa sensibilità che ti ha permesso di rendere felici queste creature. Non è un errore da correggere, ma una parte preziosa della tua identità che va accudita.

Hai perso altri amici meno di due anni fa. Il tuo "serbatoio emotivo" è svuotato. Quando i lutti si sovrappongono, l'ultimo evento funge da amplificatore per tutti quelli precedenti. È normale sentirsi esausti.

Non darti tempi: Non esiste un "dovrei aver già superato"

Crea un piccolo rituale: Per questa cagnolina e per gli altri. Una pianta, un album, una lettera. Qualcosa che trasformi il dolore statico in un atto creativo di memoria.

Un piccolo esercizio per te

Prova a spostare il focus: invece di guardare ai mesi o agli anni "perduti", guarda ai 3.800 giorni (circa 10 anni e mezzo) guadagnati. In ognuno di quei giorni, lei ha mangiato, ha dormito al sicuro e ha saputo di essere la tua bambina. Lei non sa di essere morta "presto"; lei sa solo di essere stata amata sempre.

Ti andrebbe di raccontarmi qual è il ricordo più felice che hai di lei, un momento in cui l'hai vista davvero serena? Se vuoi ti ascolto.

Con cura . Dottoressa Giusi Vicino 

Dott.ssa Giusi Vicino

Dott.ssa Giusi Vicino

Enna

La Dott.ssa Giusi Vicino offre supporto psicologico anche online

Buonasera Alessia, 

il suo dolore è comprensibile, gli animali domestici entrano a far parte della famiglia e il legame che si crea con loro diventa spesso profondo, tanto più se passiamo insieme molto tempo. 

La loro perdita rappresenta comunque un lutto ed è importante poterlo elaborare, eventualmente anche con un aiuto professionale se c'è bisogno. 

Se lo desidera rimango a sua disposizione per un supporto, online o in presenza. 

Un cordiale saluto 

Drs Lucia Mantovani 

Alessia, quello che stai vivendo è un dolore vero, profondo, e non c’è nulla di sbagliato in come ti senti. Perdere una cagnolina dopo dieci anni di vita insieme significa perdere una presenza quotidiana, un affetto costante, una parte della tua casa e di te. Il fatto che stesse bene fino a poco prima rende tutto più ingiusto e più difficile da accettare: la mente continua a tornare lì, a quella “vita che avrebbe potuto avere ancora”. È normale, succede quando l’amore è stato grande.

Dal punto di vista psicologico, non sei “troppo sensibile”: sei una persona che ama davvero, senza riserve. Chi ama così soffre di più quando perde, ma vive anche relazioni molto piene. Il dolore che senti ora probabilmente non riguarda solo lei, ma riattiva anche le perdite degli altri animali che non hai ancora del tutto elaborato. È come se il cuore fosse stanco di dire addio.

Da coach ti direi questo: non cercare di farti passare il dolore in fretta, né di ridimensionarlo. Concediti di stare male senza giudicarti. Quando arriva il pensiero che “le sia stata tolta una parte di vita”, prova piano piano a dirti che lei ha vissuto una vita piena finché c’eri tu, ed è questo che per un animale conta davvero. Non le hai tolto nulla: le hai dato tutto quello che potevi.

Se senti che questo dolore rimane bloccato o troppo pesante, parlare con un professionista può aiutarti a mettere ordine e a non portarti addosso ogni perdita come un peso irrisolto. Amare così tanto non è un problema: hai solo bisogno di imparare a proteggerti mentre ami.

Se vuoi, sono qui. 💙 Dr.ssa antonella Socrate