Buongiorno. Mi siedo idealmente accanto a te in questo momento di dolore, accogliendo ogni tua lacrima e ogni tuo "perché". Ho due cani ed un gatto e mo capita di pensare al dopo.....Perdere un compagno di vita a quattro zampe non è mai "solo la perdita di un animale", ma la rottura di un legame fatto di amore puro, presenza silenziosa e fedeltà assoluta
Il fatto che tu soffra così tanto a 46 anni, e che questa sofferenza si sommi ai lutti non ancora elaborati di due anni fa, non è un segno di debolezza, ma la testimonianza della tua capacità di amare
Condivido con te alcune riflessioni per aiutarti , ed aiutare me stessa, a guardare questo dolore sotto una luce diversa:
Il pensiero che ti tormenta — quel "le è stata tolta una parte di vita in cui poteva ancora stare bene" — è un inganno del nostro cuore ferito. La vita non si misura in centimetri o in anni, ma in intensità di benessere. La tua cagnolina non ha vissuto il declino, la sofferenza cronica o la perdita della sua dignità. Ha corso, ha amato, ha mangiato con gusto, ha ricevuto le tue carezze senza l'ombra della malattia. Questo è il dono più grande che un essere vivente possa ricevere: l'esserci !
Dici che la malattia non ha dato sintomi se non alla fine. Da un punto di vista clinico è un trauma, ma da un punto di vista emotivo è stato un atto di protezione reciproca. Lei non ha avuto paura del futuro perché gli animali vivono nel presente. E nel suo presente, fino a 48 ore dalla fine, c’eri tu e c’era la felicità. Tu le hai garantito una vita senza la consapevolezza della morte.
Ti chiedi perché "per gli animali stai sempre così male". Succede perché il rapporto con loro è privo di filtri. Non colpevolizzarti per questa tua "iper-sensibilità". È la stessa sensibilità che ti ha permesso di rendere felici queste creature. Non è un errore da correggere, ma una parte preziosa della tua identità che va accudita.
Hai perso altri amici meno di due anni fa. Il tuo "serbatoio emotivo" è svuotato. Quando i lutti si sovrappongono, l'ultimo evento funge da amplificatore per tutti quelli precedenti. È normale sentirsi esausti.
Non darti tempi: Non esiste un "dovrei aver già superato"
Crea un piccolo rituale: Per questa cagnolina e per gli altri. Una pianta, un album, una lettera. Qualcosa che trasformi il dolore statico in un atto creativo di memoria.
Un piccolo esercizio per te
Prova a spostare il focus: invece di guardare ai mesi o agli anni "perduti", guarda ai 3.800 giorni (circa 10 anni e mezzo) guadagnati. In ognuno di quei giorni, lei ha mangiato, ha dormito al sicuro e ha saputo di essere la tua bambina. Lei non sa di essere morta "presto"; lei sa solo di essere stata amata sempre.
Ti andrebbe di raccontarmi qual è il ricordo più felice che hai di lei, un momento in cui l'hai vista davvero serena? Se vuoi ti ascolto.
Con cura . Dottoressa Giusi Vicino