Elaborazione del lutto

Rimorsi e sensi di colpa verso una persona cara che non c'è più

Chiara

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Buongiorno
Avrei bisogno di un vostro consiglio. Un mese fa ho perso mio padre in una maniera del tutto inaspettata e oltre alla perdita sto cercando di elaborare anche lo shock del fatto di averlo trovato io il babbo.. Ogni notte lo sogno e sempre il solito sogno. Come se fosse stato solo un brutto incubo, che è ancora vivo, che facciamo le solite cose, che sta bene e che mi dico per fortuna è stato solo un brutto sogno.. Poi ovviamente nel risveglio ne soffro perché capisco che stavo sognando e che la realtà purtroppo è tutt'altra. Il fatto è che è capitato tutto in maniera così inaspettata che non ci siamo salutati, non l'ho "accompagnato" verso un'altra vita, tutto lasciato lì così come se una strada si interrompesse da un momento all'altro.. Difficile capire, accettare.. E così sto vivendo anche momenti di sensi di colpa, rimorsi per tante cose..
E questo è la mia domanda.. Come si fa ad accettare e vivere con questi sentimenti quando non si può più chiarire? Chiedere scusa, perdono o semplicemente parlarsi?
Grazie mille a chiunque mi risponderà
Chiara

7 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Chiara,


l’elaborazione del lutto di una persona cara può essere complicata, specialmente se la perdita è avvenuta in modo inaspettato e traumatico (essere stata Lei a trovare Suo padre non dev’essere stato per nulla facile). La sua perdita è ancora molto recente, un mese è infatti un periodo di tempo in cui è possibile ancora ritenere le sue manifestazioni come una reazione normale al lutto. La presenza di sogni intrusivi collegati al trauma e di sensi di colpa sono una manifestazione tipica in questo senso. Ciò nonostante, ci sono numerose tecniche diverse molto efficaci per favorire l’elaborazione del lutto e perciò, se i suoi pensieri negativi dovessero perpetrarsi nel tempo, le consiglio vivamente una consultazione da uno psicologo.


Con i miei auguri, la saluto cordialmente.

Buongiorno Chiara,


perdere una persona così fondamentale per la propria vita, senza poterla salutare è davvero traumatico e il tempo di 30g o poco più sono poco tempo per poter assorbire il colpo.


Lei però parlava di rimorsi e voglia di chiudere delle finestre emotive ancora aperte tra lei e il papà. Sicuramente in una psicoterapia, queste finestre si possono chiudere riportando tutto l'impianto emotivo a risuonare e risperimentare quell'energia della relazione che vive ancora dentro di lei, così da poterle rivivere e rielaborare.Purtroppo nessuno le può ridare il tempo con il suo papà e nessuno può fisicamente riportarla indietro nel tempo, ma a livello emotivo questo si può fare, così che lei ritrovi una sorta di serenità e pace interiore, e quei rimorsi si trasformino in ricordi autentici del suo papà.


Un cordiale saluto

Gentile Chiara,


Mi dispiace per la sua perdita. Il lutto è come una ferita, il cui processo di cicatrizzazione e guarigione richiede tempo e fatica, per poter tornare a vivere una vita diversa da quella di prima e che, piano piano con il tempo scopriremo comunque densa di valore, quando avremo interiorizzato la perdita nella trama della nostra vita.


Ciascuno di noi ha personalità, modi di affrontare la vita e storie passate diverse, per cui il dolore e i comportamenti saranno differenti da quelli di qualsiasi altra persona, anche degli altri membri della stessa famiglia.


L'esperienza della perdita di una persona significativa lascia come presenza dentro di noi, oltre che il sentimento dell'assenza, un bagaglio di memorie, affetti, esperienze ed emozioni condivise e l'acquisizione di un patrimonio affettivo che testimonia la continuità della vita. Il suo sogno potrebbe, probabilmente, collegarsi a quest'ultimo discorso.


Riuscire a convivere con il dolore e a superare la sofferenza di una perdita, richiede tempo, energia e desiderio di stare meglio. Può valutare di farsi supportare nel processo di tale elaborazione, da un terapeuta.


Un caro saluto.

Gentile Chiara,  la comprendo e le sono vicina; è veramente difficile accettare una realtà, di per sé  tanto dolorosa, quale la perdita del proprio padre,  avvenuta oltretutto  in maniera così drastica e inaspettata. Quando una persona cara ci lascia, rimane sempre qualcosa che non è stato detto o chiarito e dunque al dolore della perdita si aggiunge quasi sempre  un senso di colpa  che ci  fa soffrire immensamente.  Le consiglio di rivolgersi ad un Terapeuta EMDR  della sua zona, in modo da poter elaborare adeguatamente  questa perdita  e  liberarsi dal vissuto di colpa, cosicché   di suo padre le resti il  ricordo   delle  cose belle  che avete vissuto insieme, dei vostri momenti   felici  che di sicuro ci saranno  stati,  e che di sicuro nessuno, ma proprio nessuno potrà  mai cancellare. Le faccio tantissimi auguri cara!


 

Buon giorno sig.ra Chiara


La sua esperienza è tra le situazioni più difficili da gestire ed elaborare proprio perché la persona si confronta con quella parte di realtà dove domina l'impotenza... Però noi tutti possiamo considerare un diverso modo di contattare le persone che hanno lasciato questo mondo terreno se accettiamo che c'è una parte della persona che continua a esistere ovviamente in maniera diversa da quella che siamo abituati a vivere normalmente....


Un abbraccio Donatella

Buongiorno, Chiara.


Mi dispiace per questo suo lutto improvviso.


Mantenere mentalmente vivo suo padre a livello di sogno, fa parte del percorso di accettazione del fatto che sia morto. 


Ora è senza suo padre, anche se l'amore per lui rimane; non ci può più parlare, forse c'era qualche situazione in sospeso. Sono tante le emozioni ed è importante parlarne apertamente ed approfonditamente in modo da poterlo salutare, chiedergli perdono e trovare in sé nuova speranza nel suo vivere quotidiano.


 

Gent. Chiara, la perdita di un genitore è un evento doloroso che richiede un periodo più o meno lungo di necessaria elaborazione. 


Mi creda, per quanto si possa aver fatto e detto con una persona cara, la sua improvvisa scomparsa fa affiorare quei suoi stessi sensi di colpa e di impotenza per ciò che si sarebbe potuto fare o dire se solo vi fosse stata un'avvisaglia della perdita. Tanto più nel suo caso, dove si aggiungono più motivi di dispiacere che ostacolano questa elaborazione.


Da ciò che scrive si comprende che vi era dell'affetto profondo tra di voi, credo che la ricchezza del vs rapporto padre-figlia sia la strada giusta per elaborare.


Penso che possa trarre sollievo da un supporto di tipo psicologico, perchè il processo di elaborazione sia incanalato nella giusta direzione e non assuma connotati disfunzionali che lo renderebbero ancora più difficile e doloroso.


Mi scriva se crede. Un carissimo saluto

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