Disturbi dell'eccitazione sessuale

Cosa lo spinge a voler andare con una prostituta

Anna

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Buongiorno, mio fratello di anni 24 ha un problema... tre anni fa per la prima volta, si è fermato da una prostituta con la quale ha avuto un rapporto sessuale, di conseguenza, ha sentito il bisogno di raccontare tutto alla propria fidanzata e si sono lasciati. Dopo 6 mesi sono ritornati insieme e dopo 3 anni, la settimana scorsa ha avuto il grandissimo problema che la sua coscienza gli diceva di andare ancora una volta da una prostituta... questa volta non ha fatto niente, si è solo fermato e poi si è accorto di quello che stava facendo e quindi è ripartito. Non riesce a capire cosa lo spinge a fare questo e quindi vuole essere aiutato. Mi potete dire a chi mi devo rivolgere?

10 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara Anna, dal breve racconto esposto si possono ipotizzare alcune considerazioni: la prima è che se necessita o prova desiderio ad andare con una prostituta significa che con la propria ragazza non è che ci sia ne una buona sessualità ne tantomeno una serena comunicazione. La seconda, e qui necessita un approfondimento, può essere una parafilia non altrimenti specificata. Quindi per aiutare suo fratello deve consigliargli di sottoporsi ad una psicoterapia, se lo specialista è anche un sessuologo ancora meglio poichè può meglio aiutarlo sia nel comportamento sessuale sia nel far emergere dall'inconscio cosa lo spinge a fare determinate azioni. Auguri
Salve, provando ad interpretare il comportamento di suo fratello posso dirle che probabilmente le fantasie erotiche di suo fratello non sono soddisfatte dalla sua ragazza, oppure suo fratello non osa chiedere alla sua compagna prestazioni particolari ritenute da lui, diciamo, "osè". Per aiutarlo potrebbe, quindi, chiedere a suo fratello cosa lo spinge a "servirsi" delle prestazioni di una prostituta e se quelle stesse prestazioni non può riceverle o non vuole riceverle dalla ragazza. Saluti
Suo fratello, non lei dovrebbe rivolgersi a una psicologa, il mio studio è a Mantova a soli 30 km da Montichiari, di fronte la stazione ferroviaria comodo sia per il parcheggio di auto, autobus di linea, treni, il mio n° di tel è disponibile sul sito per comodità lo aggiungo qui (3926255541).
Salve Anna, vorrei partire da due considerazioni. Prima considerazione: se suo fratello, così come lei riporta nel suo messaggio, si sta interrogando sulle ragioni che lo spingono a richiedere le prestazioni di una prostituta e, per tale motivo vuole essere aiutato, allora dovrebbe essere lui IN PRIMA PERSONA, a richiedere aiuto. E' Lei invece a scrivere, ed è sempre Lei che chiede aiuto in vece di suo fratello! Il problema allora di chi è? Seconda considerazione: dal suo messaggio traspare il seguente nesso causale "mio fratello va con una prostituta allora vuole chiedere aiuto". Chiederebbe aiuto (Lei, non suo fratello!) se egli andasse con altre donne che non fossero prostitute? Ritengo che se un uomo sente "l'esigenza" di avere rapporti sessuali al di fuori del proprio rapporto di coppia (che si tratti di rapporti con prostitute o con qualsiasi altra donna) allora credo che c'è qualche problema all'interno della coppia e non in suo fratello (di natura sessuale, relazionale ecc.). Quindi è un "problema" che va trattato in una terapia di coppia (sempre che i diretti interessati, e non Lei siano d'accordo). La saluto cordialmente.
La preoccupazione per tuo fratello è comprensibile, perché di solito chi ama cerca una soluzione prima della stessa persona. Ma è lui che deve fare qualcosa. Tuo fratello ha un rapporto che non lo soddisfa, ma con questo non vuol dire che più a profondo potrebbe esserci un disturbo più specifico denominato parafilia. E’ difficile dover dare un aiuto così con pochi dati. La cosa che puoi fare è cercare di fargli capire che deve farsi aiutare da qualcuno. Spero che le ho offerto una prima panoramica di quello che può fare al momento.
Cara Anna, il piacere, il godimento della vita sono esigenze primarie che trovano un limite naturale nel non fare del male agli altri e un limite più sottile ma più potente nella coscienza morale, influenzata dall'educazione, dall'ambiente. Quando si forma una coppia il piacere è condiviso, così come i bisogni, gli interessi, i valori... la coppia diventa il luogo delle scelte: è un problema che va quindi affrontato dalla coppia. E' ovviamente necessario che il problema sia sentito dall'interessato, se non altro come rischio di perdita del partner. Quali motivazioni ha l'interessato a farsi carico del problema? Quali timori potrebbero impedirglielo? Tu nomini la coscienza ma sarebbe utile fare chiarezza sui pesi, retaggio del passato, che zavorrano la coscienza impedendole una visione matura e responsabile della vita. Mi rendo disponibile a ulteriori chiarimenti. Lavoro a Brescia e puoi trovare sul sito altre informazioni. Tel. 030 382236
Penso che possa cercare di chiarire meglio se stesso relativamente a queste situazioni con qualche colloquio con una persona con la quale possa potenzialmente avere fiducia. Penso ovviamente ad uno psicologo, ma anche e perché no, se gli facesse piacere con un sacerdote se questo fosse in sintonia con le sue idee. Saluti
Gentile Anna, come sempre credo sia meglio che a chiedere aiuto sia la persona interessata. Se suo fratello sente dei bisogni che non riesce a contenere e che in seguito lo fanno sentire in colpa è chiaro che vive una situazione di disagio. Rivolgersi ad uno specialista potrebbe essere un primo passo per trovare una motivazione a fare un lavoro su di sè. Uno psicologo o uno psicoterapeuta mi sembrano indicati per cominciare, con alcuni colloqui di conoscenza, a definire il problema e a definire il setting terapeutico.
Scusa del ritardo.... penso che tuo fratello debba andare da uno psicoterapeuta per capire cosa vuole. un abbraccio
Caro lettore, se esiste qualche legame tra questo desiderio di evasione e la qualità del rapporto con la fidanzata di suo fratello, è presumibile che sia il rapporto tra di loro che valga la pena di approfondire. E' sempre azzardato fare ipotesi e abbozzare interpretazioni dei fatti dalle poche righe di una email, quindi prenda queste mie considerazioni "con le pinze". Si potrebbe partire dall'esaminare gli aspetti legati all'espressione della sessualità e degli impulsi naturali che danno alla vita intima quella necessaria dose di DISINIBIZIONE. Tali aspetti potrebbero essere SEPARATI, nella mente dei partners, dagli altri ingredienti della relazione di coppia, al punto da portare suo fratello a dedicare ad una certa categoria di partner sessuale (la prostituta) le espressioni più istintive o legate ai propri bisogni di piacere, lasciando alla fidanzata un'immagine più "pulita" e IDEALE, non integrata con altre qualità di complicità e coinvolgimento erotico. In tale modo, all'interno della coppia rimangono altre modalità di espressione dell'amore che però potrebbero essere ARRICCHITE da ciò che cerca suo fratello altrove. Il fatto che i due siano tornati insieme è un buon presupposto per aiutarli a chiarire e sperimentare ciò che possono vivere in coppia, e questo potrebbe richiedere un'indagine psicologica a partire dalla relazione con i propri genitori e del modo in cui si è creati la concezione del sesso.

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