Disturbi dell'eccitazione sessuale

Difficoltà erezione

Stefano

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Buon giorno, sono un uomo di 46 anni e da sempre ho avuto una sessualità molto spiccata. Sono sposato da 20 anni e i rapporti sessuali con mia moglie hanno una frequenza media di circa 2 volte al mese. La qualità dell'intimità è per me, a differenza della mia compagna, insufficiente nonché frustrante. Nonostante tutto la mia efficienza sessuale è stata sempre altamente soddisfacente. Tale insoddisfazione mi ha portato a cercare varie avventure extraconiugale al punto da scoprirmi master. Questo mi ha portato a vivere una forma di risentimento nei confronti di mia moglie per non avermi fatto esprimere pienamente la mia sessualità. E da qui nasce il mio problema.... In questo mese, quando mi unisco con mia moglie non riesco ad avere una erezione dignitosa...a volte è talmente debole che non è possibile un rapporto sessuale completo. Quando mia moglie si avvicina per condividere una intimità, oltre ad essere "segretamente" infastidito per le sue avance, non vedo l'ora che finisca. Tra me e la mia compagna non c'è alcun accenno di crisi matrimoniale (almeno da parte sua) ma nel mio intimo chiaramente sono nati dei disagi mettendo in discussione la mia virilità. Virilità che stenta anche con le amanti. Sono seriamente preoccupato per la mia efficienza erotica. In tutto questo, non ho problemi con l'autoerotismo.

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve Stefano,


Come mai è preoccupato principalmente della sua "efficienza erotica", piuttosto che sulle cause che hanno portato ad una difficoltà di erezione? Il corpo non è una macchina che funziona automaticamente indipendentemente da quello che ci succede. E non può quindi pretendere da se stesso un'erezione lì dove ci sono emozioni di rabbia e risentimento (che lei stesso sottolinea essere presenti con sua moglie). L'eccitazione ha bisogno di ben altre emozioni per esserci.


Mi soffermerei perciò a riflettere sulla frase "la qualità dell'intimità è per me, a differenza della mia compagna, insufficiente nonché frustrante". Dice anche di sentirsi limitato o addirittura punito da sua moglie per la qualità della vostra sessualità.


Perciò, piuttosto che ricercare forzatamente un'erezione a prescindere dalle emozioni che prova, si chieda se vorrebbe cambiare la sessualità con sua moglie, portando magari le idee e i bisogni che sono emersi nelle altre esperienze sessuali. In quest'ottica, sarebbe utile parlare con lei apertamente dei suoi desideri sessuali e vedere se si riesce a instaurare tra voi un clima di apertura e volontà di migliorare, per entrambi, la vostra sessualità. Un percorso sessuologico potrebbe inoltre aiutarla e aiutarvi a esplorare meglio tutto ciò.


Un caro saluto


Silvia Pelagatti 

Gentile Signore,


Non credo sia un problema di efficienza ma di senso di colpa e di rabbia. Se la relazione è di amore ed affetto reciproco, intanto mi domando perché ha aspettato tanto, perché non ha tentato di parlare con sua moglie? Capisco non sia facile, però non sa nessuno può farci ciò che non permettiamo....quindi ci saranno motivazioni magari inconsce da entrambe le parti. Credo che sia meglio se affrontaste il problema in una terapia di coppia. Le auguro ogni bene.

Gentile Stefano,


ha mai provato con sua moglie a parlare dei suoi gusti sessuali, provato a “giocare” nella vostra sessuale, a raccontare magari come sogno cosa le piacerebbe, confrontarsi sui (mi sembra di capire) diversi bisogni d’amore e sessuali?


Se la sua vita di coppia non la appaga a 360° cosa l’ha spinta fino ad oggi a restare “imbrigliato” in questa situazione e non chiedere il divorzio? A parte la sessualità, come definirebbe la vostra storia d’amore?


Sembrerebbe emergere un “blocco” emotivo rispetto alla sessualità. Cosa potrebbe averle creato questa difficoltà? Cosa nota rispetto alla sessualità con sua moglie e le amanti? Potrebbero essere state dette frasi che magari ad oggi non ricorda nitidamente ma che riflettendoci più profondamente potrebbero aver creato in lei una “paura”?


Essendo che l’autoerotismo, invece, non crea problemi, mi sentirei di escludere una visita medica. Eventualmente però ne può parlare col suo medico di base se avesse dei dubbi a riguardo.


Per il suo problema specifico, invece, le consiglio di rivolgersi presso uno psicoterapeuta e/o sessuologo clinico per valutare in un luogo neutro e coperto da segreto professionale cosa ci sia alla base della sua difficoltà, come poter metter fine a questo disturbo e tornare a sorridere a tutto tondo: non solo come marito e/o lavoratore ma anche come uomo.


Una terapia di coppia, altrimenti, le potrebbe sembrare un’altra possibile opzione? Potreste mettervi in gioco, in questo contesto, come coppia, dialogando, confrontandovi e cercando di trovare insieme una soluzione comune non solo come persone ma proprio come coppia.


Se volesse rispondere alle mie domande in privato sarò lieta di darle ulteriori rimandi.


Resto, comunque, disponibile per informazioni o richieste aggiuntive.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Ricevo a Torino, Collegno ed online.

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