Problemi di coppia

Ho da circa un anno e mezzo una relazione con una donna la quale è già legata ad una persona che fa parte di una setta pseudoreligiosa

Marco

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Salve mi chiamo Marco Valentini, ho da circa un anno e mezzo una relazione con una donna la quale è già legata ad una persona che fa parte di una setta pseudoreligiosa chiamata “opera“ la quale fa capo ad una persona un certo giorgio Dibitonto. Il suo compagno insieme al gran capo hanno assistito la mia compagna (dietro compenso) all'inizio della loro storia, così si sono conosciuti salvandola da una grave forma depressiva, da allora lei è rimasta legata al suo compagno da un rapporto di dipendenza non riesce ad uscirne, nonostante questa persona si sia dimostrata totalmente inaffidabile ( l'ha lasciata 4 volte senza preavviso, la tratta male si comporta da padrone a casa sua senza partecipare alle spese del quotidiano e altro ancora senza considerare i particolari dei loro rapporti intimi. E' completamente incapace di affrontarlo rendendo impossibile la nostra storia, deve tornare a casa perchè lui si annoia o per preparargli la cena, è servito e riverito, lei vive costantemente con i sensi di colpa. Nonostante i nostri sentimenti siano molto forti non riesce ad uscirne. Che posso fare Amo molto questa donna e vedo il loro futuro già tristemente scritto se resterà con lui . Perchè poi queste persone scelgono ricchi o benestanti? La ringrazio anticipatamente

14 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve Marco,

posso comprendere il suo vissuto di impotenza di fronte a tale situazione.

Da quello che leggo posso estrapolare, tralasciando il problema “setta” che meriterebbe un approfondimento in separata sede, la difficoltà che la sua compagna ha di “separarsi” e quindi tutto il vissuto collegato a questo rapporto di dipendenza affettiva che la tiene “legata” a quest’uomo.

L’unica soluzione che posso consigliarle, qualora questa donna voglia realmente affrontare il problema per trovare una soluzione definitiva, è quella di suggerirle un percorso psicoterapeutico in grado di comprendere le dinamiche che impediscono la possibilità di separasi definitivamente, e dunque superare il problema della dipendenza.

Allo stesso modo, mi sento in dovere di suggerirle una psicoterapia, anche a lei, in modo da comprendere aspetti profondi legati al legame con questa donna.

Salve Marco

si trova in una brutta situazione di dipendenza psicologica della sua compagna da un partner e da un'ideologia. Se questa donna non riesce a fare un passo verso la seprazione neppure con una motivazione così forte, quale un amore, direi che ci sono, per ora, poche possibilità che riesca a prendere una posizione. Faccia i conti con questo rispetto a quelli che sono le sue aspettative ed i suoi progetti. Mi faccia sapere se le occore un aiuto o un confronto più esaustivo

Gentile Marco

Non so dare una risposta alla sua domanda, forse la sua compagna in realtà'  non e' veramente uscita dalla depressione, ma credo che il punto sia un altro, forse la vera domanda da porsi e' perché' lei si è' legato ad una donna con una vita così' complessa da rendere il vostro rapporto carico di sofferenza e frustrazione? ovvero potrebbe essere per lei possibile rivolgere a se stesso la sua stessa riflessione?

Buona riflessione

Salve Marco, non sono stupita per quello che riporta.

Oggi, le sette religiose o pseudo religiose come da lei chiamate sono sempre più frequenti.

Esse possiedo due facciate: una esplicita, trasparente con la quale esprimono l’intenzione di aiutare le persone che soffrono e l’altra implicita dove il vero e unico obiettivo è quello del denaro, del guadagno utilizzando la fragilità e la solitudine delle persone stesse.

Ecco perché queste persone scelgono i ricchi e i benestanti.

La donna che ama e che ricambia il suo amore è stata certamente condizionata ed influenzata da un potere che la rende dipendente non di per sè dal soggetto uomo inaffidabile  ma molto probabilmente dalla paura di tornare alle sofferenze  della depressione, una depressione che nasce molto spesso dalle carenze affettive, dalla solitudine e dalla percezione di non possedere le risorse personali da mettere in atto per superarle.   

Ed è per questi motivi che, il senso di gratitudine per essere stati aiutati si può trasformare in dipendenza emotiva ed esistenziale all’interno della quale vige il senso di colpa quando non si esaudiscono i desideri richiesti.

In tale modo, il solo modo per uscire da questo circolo vizioso con riferimento alla donna che ama, è di trovare il valore di se stessa come persona, un valore che emerge dal riconoscere, accettare e comprendere l’origine della dipendenza prima dalla depressione e poi dal bisogno di continuare a dipendere dalle azioni delle altre persone.

Il futuro per la donna che ama può ancora cambiare in meglio se accetta di essere sostenuta nel fare emergere e nell’esercitare le proprie capacità di scelta per acquisire quel benessere psicofisico che le consente di esercitare quella libertà di scegliere, necessaria per  stare bene con se stessa e il mondo che la circonda.

Cordiali saluti

Salve Marco, mi sembre di percepire dalle sue parole, una infelicità nel rapporto che lei sta vivendo. Chiede di capire perchè la sua compagna, sia dipendente affettivamente da un'altra persona che da un lato l'ha aiutata a superare la depressione, ma dall'altro non la tratta bene; il meccanismo è complesso, sembra che si tratti di una  dipendenza affettiva, ma una volta che lei lo sa, risolve il vostro problema? Mi chiedo inoltre, come mai lei continua  a stare in una situazione simile, dove può godere di un rapporto a metà? Provi a guardarsi dentro e a capire cosa vuole realmente da un rapporto, forse ha bisogno di un aiuto anche per se stesso, che le permetta di fare luce sulle modalità che la incastrano in una relazione di questo tipo. Resto a disposizione per ulteriori chiarmineti, buona giornata,

Gentile  sig. Marco, 

da quello che scrive mi sembra comprendere che questa relazione e questa donna siano molto importanti nella sua vita e che desidererebbe poter  fare progetti per il futuro , immaginare una vita insieme  serena e libera da vincoli ma che ad oggi tutto questo non sia i facile da realizzare. 

non conosco i motivi della passata depressione della sua compagna ne quali siano stati i sostegni che le sono stati offerti, quello che è chiaro però è la estrema riconoscenza, quasi una forma di dipendenza, che lei mostra nei confronti della  setta e dei suoi appartenenti compreso il suo compagno e quanto tutto questo sia un "patto" difficile da sciogliere.

ma la cosa che più mi ha colpito è la sofferenza di cui lei Marco è portatore. una sofferenza profonda ma anche silenziosa che sembra non riuscire a trovare spazio all'interno della vostra relazione. è su questo aspetto che è possibile sostenerlla e lavorare in termini psicologici, legittimando il suo dolore lei riuscirà a trovare spazio e forza anche per legittimare e vivere il suo amore con questa donna. 

mi  contatti per un appuntamento, sapremo trovare insieme modalità e strategie per farla stare meglio. 

buon giorno marco,

sicuramente dal suo racconto emergono diversi livelli problematici legati alla dipendenza, innanzi tutto, dal senso di colpa, dall'incapacità di distaccarsi, ecc.

la mia domanda potrebbe essere la sua "compagna" vuole essere aiutata, ne avete parlato? perchè diversamente sarebbe meglio lavorare sulle sue motivazioni al fine di uscire da questo vortice infinito!!!

spero di averle dato un piccolo imput per modificare la sua realtà!!

a presto

Salve, la sua compagna probabilmente ha una personalità molto fragile e suggestionabile. Le sette attirano le persone di questo tipo perché forniscono loro un'identità forte, che è data dal capo della setta. Tra il capo della setta ed i suoi seguaci si stabilisce un legame di totale dipendenza dei seguaci nei confronti del capo, i seguaci vengono plagiati, il loro Io e le loro volontà scompaiono del tutto. I capi delle sette cercano persone ricche perché ne traggono un notevole vantaggio economico.

Che fare? La sua compagna dovrebbe per così dire "disintossicarsi" da questa dipendenza patologica, che la renderà sempe più debole e dipendente.

Come fare? Sarebbe certamente utillissimo un percorso psicoterapeutico che la aiuterebbe a rinforzare il suo Io e a liberarsi da questo legame negativo, ma è la sua compagna che deve volerlo. Sappia inoltre che le persone che vivono in una setta sono un tutt'uno col gruppo della setta, e quando ne escono il gruppo taglia in ponti con loro, e le persone che erano abituate a vivere per così dire in simbiosi col gruppo potrebbero inizialmente stare male, sentirsi soli.

Gentile Marco, comprendo la difficoltà di quello che sta vivendo, la frustrazione e l'impotenza che scaturiscono dal dover affrontare una situazione del genere: vedere la donna che si ama procedere lungo una strada che, probabilmente, le produrrà solo sofferenza.

Mi sono occupata del Plagio e delle pseudo sette, scrivendo anche un capitolo a riguardo, che trovano la loro forza nel controllo dell' adepto, un controllo del pensiero, delle emozioni e del comportamento. Solitamente questo viene attuato perseguendo due obiettivi: da una parte l’allontanamento della persona dal proprio contesto di appartenenza (famiglia, amici, lavoro e società in genere) e dall’altra parte l’adesione totale alle regole e ai valori del “nuovo” gruppo. Da ciò deriva una completa dipendenza dell'individuo plagiato al nuovo contesto che difficilmente può essere "rotta", a meno che la persona non decida in prima persona di farlo e, anche in questo caso, è necessario un intervento psicoterapeutico. La sua compagna si rende conto della situazione in cui si trova e ha la volontà di uscirne? in questo caso potrebbe consigliarle di rivolgersi a qualcuno in grado di aiutarla.

Le persone che si trovano vicino ad un individuo "plagiato" inizialmente vivono in uno stato di confusione e di sgomento: non possono credere (e comprendere) che un parente, un amico o un partner possa lasciarsi controllare in questo modo. Con il passare del tempo arriva la frustrazione, l'impotenza e la rabbia...

Il consiglio che posso darle è quello di rivolgersi lei in prima persona ad un esperto che possa accogliere le sue emozioni e darle uno spazio di riflessione in modo tale da comprendere ciò che può fare e, soprattutto, ciò che vuole veramente: se continuare a combattere questa battaglia in nome del suo profondo amore oppure comprendere che in certi casi è meglio abbandonare la nave e dedicarsi a noi stessi, cercando un partner che possa darci (e a cui poter dare) ciò di cui si ha bisogno.

Resto a sua disposizione

Marco, nelle esperienze delle ‘sette’ si riscontra quasi sempre una connessione con la manipolazione mentale che può verificarsi attraverso condizionamenti e suggestioni psicologiche. I soggetti esposti a questo tipo di relazioni spesso vivono sensi di colpa che li portano ad instaurare relazioni affettive patologiche (dipendenza e sottomissione). Viene a mancare la loro ‘autostima’ che si affievolisce sempre di più fino a convincersi che  non possono fare a meno della persona (manipolatrice) che hanno accanto e che non riescono a lasciare poiché provano un’affettività  alterata dalla manipolazione psicologica (inopportuni sensi di colpa e/o di  riconoscenza; si sottovalutano, si sentono sempre inadeguati e altro).  . Se le cose stanno in questo modo, per poter aiutare la donna che Lei ama l’unica indicazione che posso fornirLe e la seguente: renderla consapevole che ha bisogno di essere aiutata da un professionista. Il lavoro da fare su certe persone è piuttosto lungo. Si deve procede lentamente per un recupero e  crescita dell’autostima della signora affinché si renda – gradatamente - consapevole della situazione in cui si trova (si trova in una trappola) dalla quale però - se veramente lo vuole - ne può uscire!! Per questa tipologia di dipendenza ci sono dei Centri Specializzati anche presso le ASL a cui potrete rivolgervi. A disposizione per qualsiasi chiarimento porgo un cordiale saluto.

Caro Marco, è lodevole quante energie dedica nel tentare di venire a capo della complicata situazione della donna che ama, ma fintanto che la signora non prenderà una decisione per cominciare a fare chiarezza nella sua vita per il proprio bene e per quello della vostra storia, temo che tutti i suoi sforzi cadano nel vuoto. Molto probabilmente la donna in questione ha una forte dipendenza dalla persona con la quale vive e se di dipendenza si tratta è necessario che sia ella stessa a volersi sottoporre ad un percorso " di disintossicazione" emotiva. Non so se tutte e due potreste parlare di come una situazione tanto sofferente potrebbe essere modificata poichè siete  molto coinvolti. Sarebbe auspicabile che rifletteste su cosa è importante per voi e come volete vivere la vostra relazione, tenendo presente che nessuno affetto da dipendenza riesce ad uscirne se mai comincia. Distinti saluti

Gentile Signore M. V., in questa posizione l' aiuto che è possibile darle e solo per se stesso. In quanto questa signora non ha chiesto aiuto psicologico per se. Come mai lei ha accettato questo tipo di relazione e il non essere il centro di interesse per questa donna. Cosa la attrae delle persone sofferenti e in che modo questa relazione ha avuto effetti positivi e negativi nella sua vita. Questi aspetti potrà approfondirli con uno psicologo di persona.

Caro Marco comprendo la preoccupazione per la sua compagna, ma credo che abbia il diritto di chiedersi come mai ha scelto una donna così "complicata" e con un legame pregresso così complesso, dove sentimenti e religione si confondono. In questo momento centrarsi su se stessi è il primo passo per cominciare a capire qualcosa di ciò che le accade. Ad esempio cosa desidera da una relazione di coppia? è davvero questo quello che vuole? nel frattempo purtroppo dovrà mettere in conto che la sua donna possa voler restare in una condizione difficile qualora fosse questo il suo desiderio.

Un saluto

Salve Marco,

ho letto quanto scrive, immagino che il legame che si è venuto a creare tra la sua "amata" e il suo "salvatore" sia molto stretto e che per questa donna sia molto difficile vivere cosi.

La dipendenza e i ganci che si creano sono molto difficili da scardinare, spesso ci vogliono dgeli interventi terapeutici che servono a lavorare sulla dipendenza affettiva, immagino che la sua compagba veda un pò nel suo uomo attuale colui che l'ha salvata e a cui dover essere grata per la vita, anche se non lo ama più.

Non possiamo agire per gli altri, possiamo solo provare a confrontarci, può provare a dire alla sua compagna di agire su se stessa con un percorso terapeutico mirato, sempre che il suo bisogno effettivo sia davvero sciogliere questo legame.

Mi sento anche di consigliarle di non aspettarsi troppo e soprattutto in tempi brevi, sono ganci molto complessi e potrebbe soffrirne lei nel vedere che nonostante il suo amore la sua compagna prosegue in questo legame.

Potrebbe essere utile per lei iniziare a tutelarsi, svolgendo lei un percorso che possa aiutarla a gestire al meglio questa situazione, senza avere troppe aspettative su quello che potrà accadere; solo se vorrà e avrà la capacità di vivere quello che viene ( anche il loro legame) potrà rimanere accanto alla donna che ama.

Se vuole sono a sua disposizione, mi può contattare per qualsiasi cosa, un caro saluto

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