Problemi di coppia

Terapia di coppia o separazione

Alessandra

Condividi su:

Ho 32 anni sono sposata da quasi 2 anni con mio marito dopo un fidanzamento di 3 e abbiamo un bambino di un anno, ma ormai siamo arrivati ad un punto in cui non riusciamo più a rivolgerci la parola senza dirci cose terribili, una battaglia di potere continua. 
Di base i nostri problemi sono gli stessi dei primi mesi ma ormai arrivati all’esasperazione da parte di entrambi, ossia l’enorme differenza di educazione e di livello sociale ed economico che abbiamo. 
I primi due anni sono stati pieni d’amore ma sopratutto di sacrificio mio nei suo confronti sia economico che di “dedica” di tempo e cure, nonostante venivo da un tenore di vita più alto facevo di tutto per sopperire a quello che lui non poteva fare e non mi pesava, finché si faceva i fidanzatini mi andava bene anche un panino a casa, ho cercato il più possibile di entrare nella sua dimensione, ma purtroppo dopo la proposta di matrimonio sono iniziati gli scontri. Quando si è iniziato a parlare di vita vera di preparativi di matrimoni di casa ecc, sono ritornate le mie abitudini, volevo e aspiravo al tenore di vita che avevo avuto con la mia famiglia e che mio padre poteva permettermi. Il primo scontro grave lo abbiamo avuto con la scelta della casa e del quartiere, nonostante vivevo da sola a casa di mio padre che era sempre assente, passavamo i weekend a dormire a casa della madre (divorziata e single), una persona che purtroppo non stimo perché priva di empatia e troppo chioccia verso i suoi figli maschi. Pur di sottrarmi a questa mancanza di intimità abbiamo scelto una casa che ho odiato dal primo giorno, odiavo la casa e la zona ero lontana dalla mia famiglia e dalle mie amicizie. Le organizzazioni del matrimonio sono andate anche peggio, lui metteva bocca su tutto nonostante era pagato dalla mia famiglia, qualsiasi scelta dai fiori al bicchiere era un continuo contrasto con me, invece di volermi vedere felice faceva di tutto pur di contrastarmi, alla fine sono riuscita ad avere il matrimonio dei miei sogni dopo 16 mesi di lotte, ma già arrivata esausta. Incinta subito fortunatamente la gravidanza è stato per me un momento molto felice, anche se vivevo in una casa che odiavo e lontano da mia madre, però mi sentivo appagata in quella vita che cresceva dentro di me. Mio marito all’epoca lavorava a Roma e andava avanti e indietro con il treno, diceva che non riusciva a fare quella vita e che il suo lavoro era troppo sacrificato(consulenza), mio padre che lo ha sempre trattato come un figlio gli propone di venire in azienda di famiglia ad aiutarci. La sua venuta è stata in contemporanea con la nascita del figlio e la pandemia mondiale. Da quel momento non si è capito più nulla, tornava dal lavoro, io ancora con i punti e un neonato in braccio, senza neanche guardare il figlio urlava e inveiva con me contro mio padre, mi portava tutti i problemi del lavoro a casa e non faceva altro che insultarlo e sminuirlo, senza mai aiutarmi con il piccolo, tanto che a volte mi venivano le crisi di Pianto dalla stanchezza. Da lì sono incominciate le mancanze di rispetto prima lui contro me e la mia famiglia e poi io contro la sua, che mentre la mia ci ha sempre aiutato e a supportato, la sua non ha mai fatto nulla! Mio padre ha sempre fatto di tutto per noi e lo ha trattato come un figlio, lo ha fatto venire in azienda con stipendio alto benefit e potere decisionale, e lui non fa altro che sminuirlo ai miei occhi e criticarlo, dicendo che dopo un anno l’azienda di 50 anni è in piedi grazie a lui. Va in competizione con il figlio, geloso tanto da dirmi di desiderare la figlia femmina. Ad oggi siamo arrivati ad odiarci a mancarci di rispetto, le famiglie dietro si odiano perché la madre si è scagliata con la mia. Non riusciamo a goderci più nulla e una competizione di tutto, compete su quanto mia mamma vede nostro figlio rispetto alla sua, è diventata una gara a chi sta più con il bambino. Ogni volta che propongo di fare qualcosa sabato o domenica mi dice che il padre o la madre vogliono vedere il piccolo. io purtroppo non sopporto più nulla. Non sopporto la mamma che viene a casa e si comporta come un carabiniere a come io apro bocca e mi rivolgo a mio marito. Sempre in perenne difesa sua. E lui sempre scagliato contro la mia che ci ha supportato e dato tutto, dal matrimonio al lavoro a poi anche una casa nuova. Mi sminuisce sempre e mi critica, mi dice che io non valgo nulla e non ho fatto niente della vita. Critica me, la mia famiglia con offese molto gravi. Mentre lui Si autoelogia sempre. Ormai è come vivere in due fazioni che si fanno guerra. Gli ho proposto la terapia di coppia o la separazione, ma lui non vuole farla (la terapia) perché dice che io non sarei in grado. Da solo tutta la colpa a me. Ormai per il bene di nostro figlio non so più che fare. Ma effettivamente la terapia di coppia può salvare una situazione già così grave?

7 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Carissima,


mi sembra evidente dalle sue parole il livello altissimo di tensione tra voi due...


Aldilà di ogni cosa, sembra che suo marito sia in una posizione molto differente dalla sua e, forse, è una posizione sì alla quale ambiva, ma magari, ora che l'ha raggiunta (perlopiù grazie a lei ed al sostegno della sua famiglia d'origine) se la vive un po' male (l'orgoglio maschile è qualcosa di molto forte in alcuni uomini, rispetto all'autorealizzazione e non solo).


Inoltre, da quello che racconta, sembra che non sia ancora calato nella dimensione matrimoniale della relazione, e le mancanze di rispetto che ha nei suoi riguardi e della sua famiglia ne sono la prova.


La terapia di coppia può aiutare se entrambi i partners vogliono davvero intraprendere un percorso: lei gli ha proposto la terapia e/o la separazione, che sono due cose agli estremi opposti...


Le consiglio di valutare innanzitutto da sé i pro e i contro di questa relazione e poi, se è il caso, di consultarsi con qualcuno di fidato.


Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.


Un caro saluto.

Salve Alessandra, 


dalla sua descrizione emerge una forte insofferenza e angoscia rispetto alla sua attuale situazione sentimentale. Tuttavia si intravede anche un bisogno molto forte di mettere ordine e ristabilire un certo equilibrio, che negli ultimi anni sembra venuto a mancare. Dal suo racconto sembra che alcune divergenze caratteriali tra lei e il suo compagno, fossero già presenti prima del matrimonio, differenze che tutto sommato siete riusciti a bilanciare per un certo periodo anche con i primi anni di vita matrimoniale. L'ultimo anno relativo alla crisi pandemica, ha sicuramente accentuato alcune vulnerabilità all'interno della vostra vita di coppia, slatentizzando una fragilità di base che si è manifestata negli ultimi tempi. 


La risposta alla sua domanda ossia se aiuterebbe una terapia di coppia nel vostro caso, è un quesito particolarmente complesso, come è complessa la situazione relazionale di base, che andrebbe approfondita e compresa nel dettaglio.


Un percorso di coppia, ad ogni modo, implica un impegno motivazionale da ambedue i coniugi, nonchè un forte spinta al cambiamento che non sempre è presente in ugual misura in entrambi i partner. La vostra situazione sentimentale inoltre, arricchita dalla presenza del vostro bambino, necessiterebbe sicuramente dello sforzo congiunto di entrambi, per poter ripristinare quell'equilibrio fondamentale e auspicabile per ogni unione, soprattutto nell'interesse del vostro bambino.


In alternativa ad un percorso di coppia, potrebbe pensare di svolgere un percorso di psicoterapia individuale, volto alla comprensione ed elaborazione dei suoi bisogni e dei suoi vissuti emotivi in merito a tale situazione, nonchè alla valorizzazione delle sue risorse personali e potenziamento del suo benessere emotivo.


Cordiali saluti Dottoressa Maria Anna Di Meo


Psicologa-Psicoterapeuta Cognitivo-compotamentale 


Pozzuoli (Na)

Cara Alessandra,


lei a fine testo pone due alternative: o terapia di coppia o separazione. Suo marito sembra non voler intraprendere un tale tipo di percorso né si pone il problema di un'eventuale separazione. 
Dice anche che per il bene di vostro figlio non sa più che fare. E allora le chiedo: per quale motivo vorrebbe intraprendere un percorso di coppia? Perché crede ancora nel vostro rapporto o soprattutto per il bene di suo figlio, per il quale accetterebbe anche di stare in una situazione che, forse, non la fa stare più bene?


Le pongo queste domande per offrirle uno spunto di riflessione, affinché le sia più chiaro cosa desidera e cosa sente. Tali scelte sono molto complesse, perché coinvolgono non solo sé stessi come individui, ma un intero nucleo familiare. Ma sapere cosa si prova e cosa si vuole è un primo passo fondamentale per capire cosa si vuole fare, per avere potere sulla situazione e per evitare di subirla. 

Gentile Alessandra,


la coppia non è veramente tale fin quando non si è soli, insieme, ovvero non si riesce a fare quel "passo" fuori dalle rispettive famiglie di origine (che non significa abbandonarle o chiudere i rapporti, ci mancherebbe, ma mettere un confine tra le decisioni della coppia e le rispettive famiglie). Fin quando avrete da dire riguardo alla famiglia dell'altro (rispettivamente) non finiranno i litigi, a meno che uno dei due non si annulli per compiacere l'altro, cosa che forse avete tentato di fare entrambi in diversi periodi ma, come avete sperimentato, non funziona. Come costruire una relazione di coppia matura? La vera domanda è chiedervi intimamente se lo vogliate fare o meno, è sicuramente un percorso che prevede abbandonare la sicurezza e il tepore della famiglia d'origine per intraprendere un'avventura, incerta ma allo stesso tempo salda su un legame nel quale si sceglie di investire.


Ci tengo a sottolineare che la mia risposta vuole essere provocatoria e la rassicuro sul fatto che questa scelta non è una scelta facile per nessuno. Ci sono molte persone che scelgono anche di non affrontare la questione, mi sono permessa di essere così diretta perchè lei mi è sembrata una persona molto coraggiosa.


Un cordiale saluto,


Dott.ssa Chiara Crespi

Buonasera, la risposta alla domanda se può essere utile una terapia di coppia in una situazione che lei sente come "grave"(dalle sue parole sicuramente appare emotivamente molto impegnativa per lei)è "sì, può essere utile". Ma per fare una terapia di coppia bisogna volerlo in due e da quello che scrive la richiesta non viene fatta all'unisono. In alternativa potrebbe provare lei a intraprendere un percorso personale perché oltre ad un malessere relazionale col partner dalle sue parole si avverte un malessere che è diventato individuale. Proverei intanto a limitare le intrusioni da parte di entrambe le famiglie e a costruire degli spazi solo per voi: quando nasce un bambino ridefinire gli spazi di una coppia è sempre difficile.


In bocca al lupo, dott.ssa Silvia Ferrarelli

Buonasera. Circa la sua situazione sembrerebbe che la coppia non si sia mai davvero formata. Più che una terapia di coppia le consiglio di fare alcuni colloqui di consulenza psicologica di coppia per meglio definire la vostra situazione. Successivamente, in base alle indicazioni del professionista si potrà meglio valutare se ci saranno i presupposti per la terapia di coppia, che va sottolineato richiede una forte motivazione da parte di entrambi i partner.


Cordiali saluti


Dr.ssa Maria Chiara Rinaldi

Gentile Alessandra,


la terapia di coppia può aiutare ad aprire un dialogo costruttivo, a relazionarsi (in modo aperto e collaborativo) ma si deve esser in 2 per volerci riprovare e mettersi in gioco. Da sola o da solo (suo marito) non servirebbe. Secondo lei entrambi vi potreste "impegnare" e mettervi di volontà in questo percorso?


Le linko un articolo anche per avere maggiori informazioni: https://www.psicoterapiacioccatorino.it/terapia-di-coppia-torino/


Da quello che leggo mi sembra però di percepire anche importante pensatezza, giudizio, bassa autostima, ecc. per se stessa: non solo come moglie ma anche come donna e madre. Aspetto molto faticoso da accettare e mantenere a lungo andare in una coppia. Secondo lei questi cambiamenti che descrive sono cambiati solo nel tempo? Può essere una nuova percezione da parte vostra l'uno per l'altro?


Le consiglierei di valutare non solo una terapia di coppia, se entrambi siete d'accordo ma anche una psicoterapia individuale dove essere lei per prima, ascoltata, accolta, supportata e aiutata nelle sue decisioni e in una maggiore conoscenza non solo di se stessa anche delle emozioni e dei pensieri associati a questa specifica situazione.


Resto disponibile per informazioni, richieste, eventuale consulenza online o se volesse rispondere in privato alle domande poste per poterle dare maggiori indicazioni.


Le auguro di trovare presto una soluzione al suo problema.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta


Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

Vuoi scoprire tutti i contenuti per "Problemi di coppia"?

Poni la tua domanda agli esperti

Il servizio "Domande allo Psicologo" è attivo. Ogni giorno verranno selezionate le domande da inviare al circuito e da pubblicare sul sito. Non tutte le domande pervenute verranno evase.

invia domanda

Domande e risposte

Senso di colpa ingiustificato nei confronti del partner... come se ne esce?

Buongiorno, cercherò di riassumere la mia storia nel miglior modo possibile, sono una ragazza ...

1 risposta
Confessare o convivere col senso di colpa (o il rischio di essere scoperti)

Buongiorno, sto vivendo un periodo di forte ansia e timore per la mia vita di coppia. Con la mia ...

2 risposte
Consigli

Salve a tutti mi chiamo Riccardo, ormai da quasi un anno ero fidanzato con un ragazzo che soffre di ...

1 risposta

potrebbe interessarti

Questo sito web o le sue componenti di terze parti utilizzano i cookies necessari alle proprie funzionalità. Se vuoi saperne di più puoi verificare la nostra cookie policy.