Cara Antonella, buon pomeriggio. Sento forte e chiaro il tuo dolore e il senso di urgenza che porti. Vorrei prima di tutto farti fare un respiro profondo: quello che stai vivendo non è il segno che qualcosa in te si è "rotto", ma è la risposta fisiologica e psicologica di una donna che sta sostenendo un carico vitale immenso.
Come sessuologa e psicologa, vorrei aiutarti a spostare lo sguardo dal "problema" (la mancanza di desiderio) alla "persona" (chi è Antonella oggi). L'errore più comune e doloroso che facciamo è cercare di recuperare una versione di noi stessi che non esiste più. Tu non sei la donna di tre anni fa. Quella donna aveva un figlio solo e un corpo non ancora attraversato da una gravidanza gemellare.
Non sei rotta, sei trasformata.
Chiederti di desiderare tuo marito esattamente come facevi prima è come chiedere a un atleta che ha appena corso una maratona di mettersi a ballare il tango con la stessa energia: il corpo e la mente sono impegnati a "sopravvivere" e a nutrire la vita.
Nella psicologia sessuale, parliamo spesso di conflitto di ruolo. In questo momento, il ruolo di "Caregiver" (colei che accudisce) è ipertrofico: occupa il 99% del tuo spazio mentale e fisico.
Le gemelle di un anno e mezzo e un bimbo di sei richiedono una vigilanza costante. Il tuo corpo è costantemente "toccato", richiesto, usato per consolare e nutrire. Arrivi a sera con quello che chiamiamo overstimulation (sovrastimolazione sensoriale): l'ultima cosa che il tuo corpo desidera è un altro contatto fisico, anche se d'amore, perché ha bisogno di "tornare a se stesso".
Dici: "Mi impongo di avere rapporti". Antonella, l'imposizione è l'antidoto del desiderio. Il desiderio nasce dalla libertà e dallo spazio vuoto. Se il sesso diventa un compito (una task da spuntare per non far soffrire lui), il tuo cervello lo registrerà come un ulteriore carico di lavoro. Questo crea un corto circuito: più ti sforzi, più il tuo corpo si chiude per autodifesa.
Dimentichiamo per un attimo tuo marito e la sua sofferenza. Vorrei chiederti: Antonella, dove è finito il tuo piacere?
Spesso le donne in questa fase si sentono solo "contenitori di bisogni altrui". Per tornare a desiderare l'altro, devi tornare a sentire te stessa.
Come vedi il tuo corpo oggi, dopo le gemelle? Lo senti ancora "tuo" o è proprietà dei bambini?
Riesci a concederti cinque minuti di piacere , sia esso auto erotico che di godimento del tempo, che non siano finalizzati a far star bene qualcun altro?
Strategie per ripartire (non per tornare indietro)
L'Erotismo non è solo penetrazione: Spiega a tuo marito che l'intimità deve ripartire dalle basi, senza l'obiettivo del rapporto completo. Abbiamo bisogno di "carezze disinteressate": abbracci, baci, massaggi che non debbano per forza finire a letto. Questo toglie l'ansia da prestazione a te e ridà connessione a lui.
La delega è un afrodisiaco: Il desiderio ha bisogno di energia. Se sei esausta, gli ormoni (che sì, giocano un ruolo, ma non sono gli unici colpevoli) non troveranno mai spazio. Tuo marito può aiutarti a "ritrovare l'amante" solita in te sollevandoti dal carico mentale e fisico, non aspettando solo il momento del letto.
Comunicazione Onesta (Grounding di coppia): Siediti con lui. Digli: "Ti amo come il primo giorno, ma il mio corpo è in modalità protezione. Ho bisogno che tu sia mio complice nel ritrovarmi, non il giudice della mia mancanza".
Antonella, la sessualità nelle coppie con figli piccoli è una danza che cambia ritmo. Non forzare il passo veloce se la musica ora è lenta. Il "guasto" non è in te, è nelle aspettative irrealistiche che state nutrendo entrambi.
Ti senti di poter condividere con lui l'idea che non si può tornare al passato, ma si deve costruire un "nuovo modo" di stare insieme che rispetti la tua stanchezza attuale?
Se vuoi sono in ascolto ed una terapia di coppia potrebbe essere utile in questo caso.
Un caro saluto dottoressa Giusi Vicino