Dubbi sull'orientamento sessuale

Gemma

Ciao, sono una ragazza di 25 anni fidanzata da 7 con un ragazzo. Sono sempre stata insicura sul mio aspetto fisico, si tratta di miei complessi di inferiorità che il mio fidanzato cerca di contrastare riempiendomi di complimenti genuini e sinceri. Ho sempre avuto invidia verso le altre donne, quelle che secondo me, sono più in forma di me e hanno un fisico più snello e asciutto. Questo mio guardare le donne si è sempre basato sulla mia invidia genuina nei loro confronti, ma la questione è un'altra. Premetto che per quanto riguarda autoerotismo mostro una preferenza per immagini in cui le donne hanno dei fisici e proporzioni simili ai miei, fino ad adesso ho giustificato questa mia scelta sulla base del concetto di immedesimazione ma a questo punto non so nemmeno più darmi una risposta. Il sesso con il mio ragazzo è ok, sebbene abbia ultimamente notato di più rispetto alle volte passate la mia difficoltà nel raggiungere l'apice del piacere, sicuramente dovuto al mio essere clitoridea più che vaginale e spesso presi dalla foga si va direttamente al dunque senza preliminari. Da quando ho presentato questo problema al mio ragazzo sono stata avvolta da una nube grigia, questo ha inevitabilmente influenzato il mio modo e il mio rapportarmi a chi mi sta intorno ed è da un paio di giorni che mi sorprendo a guardare corpi delle donne, come non avessi mai fatto prima di ora. Mi soffermo sulle natiche e sui seni ma non provo attrazione sessuale da voler andare con le donne o interesse amoroso nei loro confronti. Sto vivendo inoltre un forte periodo di stress e mi stanno sorgendo dubbi sulla mia sessualità, non so cosa pensare o se sono soggezionata da tutto quello che mi sta accadendo

14 risposte degli esperti per questa domanda

Cara Gemma, ti ringrazio per aver espresso i tuoi dubbi e le tue paure ed esserti aperta alla possibilità di un confronto.

Mi dispiace per il momento incerto che stai vivendo ma personalmente lo vedrei come un’opportunità di ascolto di quello che il tuo corpo ti sta rimandando.

Da quello che descrivi, a mio avviso, quello che stai vivendo è un segnale che  stai attraversando un momento di forte stress e insicurezza e quando ci sentiamo fragili nel corpo, è normale osservare di più quello degli altri, confrontarsi, cercare rassicurazioni.

Non è attrazione, è vulnerabilità. Il tuo corpo non sta parlando di orientamento, sta parlando di stanchezza, paura di non essere abbastanza, giudizio verso se stessi, bisogno di tempo e delicatezza.

Sono tutti temi che meriterebbero una spazio di ascolto per capire bene che cosa ci stanno raccontando. 

Se vuoi resto a disposizione per un primo colloquio. Un caro saluto. 

Dott.ssa Glenda Frassi 

Dott.ssa Glenda Frassi

Dott.ssa Glenda Frassi

Cremona

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Buongiorno Gemma,

mi sembra di sentire un po’ di confusione e agitazione generali, perfettamente comprensibili dal quadro che stai portando. Sicuramente questo spazio non è esaustivo per rispondere ad ogni dubbio che una persona può avere nell’ambito della propria sessualità, in tutti i sensi possibili.

Quello che mi sento di portarti è che è perfettamente normale domandarsi sul proprio orientamento o su cosa può piacere a livello di pratiche sessuali, aspetti che possono variare nel tempo, proprio perché noi esseri umani siamo complessi e mai statici. Allo stesso tempo, un interesse verso qualcuno non ci definisce automaticamente in qualche modo, e sicuramente non spetta a qualcuno di esterno dare questa definizione.

Forse partirei dal domandarmi se è per me importante indagare questo e altri aspetti della sessualità e come mi sto approcciando a questa indagine.

Potrebbe sicuramente essere un viaggio molto molto interessante e ricco di colori.

Un caro saluto 

 

Dott.ssa Virginia Dusi

Buongiorno Gemma,

Se guardiamo la situazione nel suo insieme, emerge un dato fondamentale: i tuoi dubbi non nascono dal nulla, ma si sono accesi esattamente nel momento in cui è andata in crisi la sfera del piacere nel tuo rapporto di coppia. Tu scrivi che nell'autoerotismo preferisci immagini di donne con fisici e proporzioni simili alle tue, e che fino ad ora hai pensato all'immedesimazione. La tua prima intuizione era assolutamente corretta. Per una persona che soffre di insicurezza cronica legata al proprio aspetto e di complessi di inferiorità, la sessualità solitaria diventa spesso uno spazio in cui si cerca, inconsciamente, di riparare l'immagine di sé. Guardare un corpo simile al tuo che prova piacere, che viene desiderato o che si muove in modo sensuale ti permette di sperimentare, per procura  quell'accettazione e quella desiderabilità che fai fatica a concederti nella vita reale. Non è necessariamente un segnale di attrazione omosessuale; è l'Io che usa lo schermo come uno specchio correttivo per guarire la propria insicurezza. Il sesso con il tuo ragazzo è sempre stato "ok", ma ultimamente hai riscontrato difficoltà a raggiungere l'orgasmo. Hai identificato perfettamente la causa fisica: l'anatomia femminile è prevalentemente clitoridea, e quando la foga porta a "andare direttamente al dunque" saltando i preliminari, il corpo non ha il tempo biologico di sintonizzarsi e prepararsi al piacere. Tuttavia, l'aspetto più pesante è quello psicologico: da quando hai esposto il problema al tuo ragazzo, il sesso ha smesso di essere uno spazio di gioco ed è diventato un terreno di ansia da prestazione.  Questa vigilanza mentale è il più potente anestetico esistente. Blocca il piacere e lascia addosso quel senso di frustrazione e incompletezza che ha dato il via alla tua nube grigia.

Non c'è nulla di sbagliato in te e la tua sessualità non si è capovolta in due giorni. Sei semplicemente una ragazza in ansia che sta vivendo un momento di stanchezza emotiva e relazionale. Accetta il fatto che guarderai le donne. Quando ti sorprendi a osservare un corpo femminile, non spaventarti e non iniziare a fare il "test dell'attrazione". Di' a te stessa con estrema calma: «La sto guardando perché sono stressata e la mia mente sta cercando un focus, ma so che non voglio andarci a letto. È solo un pensiero della nuvola, lo lascio passare». Se smetti di combattere lo sguardo, lo sguardo perderà il suo potere di spaventarti. Il problema dell'apice del piacere si risolve con la pragmatica, non con le crisi esistenziali. Parla con il tuo fidanzato – che si dimostra già dolce e comprensivo con i complimenti – e mettete un nuovo patto nel vostro letto: per un po' di tempo, vietata la penetrazione diretta senza prima aver dedicato ampio spazio ai preliminari e al tuo piacere clitorideo. Rallentate. Togliete l'ansia del "risultato finale". Il sesso deve tornare a essere un luogo in cui esplorare il corpo senza l'obbligo di dover raggiungere per forza l'orgasmo. Quando il corpo si sentirà di nuovo sicuro e non giudicato dalla mente, il piacere tornerà da sé. Hai 25 anni, un compagno che ti ama e ti stima, e una splendida vita davanti. Questa nuvola grigia è solo un momento di nebbia sul sentiero: non definisce chi sei, ti sta solo dicendo che è ora di rallentare, respirare e pretendere un po' più di tempo e delicatezza per il tuo corpo e per la tua mente.

Un cordiale saluto.

Dott. Riccardo Focaccia

Dott. Riccardo Focaccia

Dott. Riccardo Focaccia

Ravenna

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È del tutto normale che in un momento di confusione la mente cerchi risposte ovunque, a volte creando connessioni che generano solo altra ansia. Ecco come stanno davvero le cose, analizzando i fatti punto per punto:

  • Il fattore stress: Quando siamo sotto pressione, il desiderio sessuale e la capacità di raggiungere l'orgasmo sono le prime cose a risentirne. È una reazione biologica comune. In questi momenti, la mente può "fissarsi" su dettagli insoliti (come i corpi delle altre donne) nel tentativo disperato di trovare una spiegazione logica a un blocco che in realtà è solo emotivo.

  • Confronto, non attrazione: Osservare il seno o il lato B di un'altra donna non significa necessariamente desiderarla. Molto più spesso si tratta di un meccanismo di confronto, alimentato da insicurezze personali e dalla ricerca di un ideale di perfezione. È una dinamica legata all'autostima, non all'orientamento sessuale.

  • Il gioco dell'immedesimazione: Eccitarsi guardando corpi femminili durante l'autoerotismo è un fenomeno diffuso e sanissimo. Molte donne usano l'immedesimazione come "interruttore" per il piacere: proiettano se stesse in quell'immagine per stimolare la propria fantasia. Non c'è alcun cambio di rotta nei tuoi gusti.

  • La fisiologia del piacere: Per chi ha una sensibilità prevalentemente clitoridea, i preliminari non sono un dettaglio di contorno, ma una colonna portante. Senza il giusto tempo e la giusta stimolazione, raggiungere l'orgasmo diventa difficile, se non impossibile.

La sua mente sta cercando di canalizzare la frustrazione per un piacere che in questo momento fatica ad arrivare, ma questo non mette minimamente in discussione l'amore e l'attrazione che lei prova per il suo fidanzato. Se le va di esplorare meglio queste dinamiche per ritrovare la sua serenità, potremmo valutarle insieme.

Dott. Davide Cornia

Dott. Davide Cornia

Monza e della Brianza

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Buon pomeriggio Gemma, dal suo racconto emerge una sofferenza che si protrae nel tempo e credo meriti attenzione. Dal vissuto di insoddisfazione rispetto all'aspetto fisico, il confronto con altre donne con caratteristiche desiderate si aprono interrogativi, processi di riflessione.

Curiosità e interesse vengono accese da immagini femminili che accendono interesse e alimentano dubbi e stimola ricerca che portano al desiderio di comprendere cosa accade, perché si innescano emozioni cosi forti, tanto da generare confusione e domandarsi quanto e in che modo possono ancora influire sulla relazione oppure se è un aspetto per cui è necessario lavorarci per comprendere a fondo di cosa ho bisogno? 

Anche i momenti di esplorazione del prorio orientamento sessuale è considerata una possibile esperienza dello sviluppo, della conoscenza di sé. La sessualità umana è un'esperienza complessa. L'obiettivo clinico non è stabilire un' etichetta ma favorire e integrare una maggiore comprensione della propria esperienza. È sicuramente opportuno quando dubbi generano sofferenza e impattano sulla relazione, approfondire e lavorarci assieme ad un esperto, per ritrovare maggiore consapevolezza e lucidità rispetto a decisioni o scelte future.

Sperando di esserle stata utile, la invito a contattarmi se desidera un confronto, lavoro online e qui in piattaforma può richiedere un primo colloquio liberamente. Le auguro il meglio.

Dott.ssa Ursula Fortunato

Dott.ssa Ursula Fortunato

Dott.ssa Ursula Fortunato

Roma

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Ciao,

le donne sono molto meno sessuofobe degli uomini, rispetto a rapporti omosessuali. Da un lato è una cosa positiva, da un altro negativa, in quanto possono confondersi e coltivare dubbi sulla loro sessualità. Un dato positivo, mi pare di capire, è un buon livello di disinibizione sessuale, da parte tua. Un altro elemento molto importante da approfondire è la tua invidia per alcune tipologie fisiche di altre donne. Se vuoi ne possiamo parlare. Fabio Fagnani - Psicologo psicoterapeuta.

Dott. Fabio Fagnani

Dott. Fabio Fagnani

Milano

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Gentile Gemma,

quello che stai vivendo non parla di orientamento sessuale. Parla di un momento in cui il tuo corpo, la tua mente e la tua autostima stanno attraversando una fase delicata, e tutto ciò che riguarda il desiderio diventa più confuso, più fragile, più esposto. Quando una donna non si sente bene con se stessa, lo sguardo sugli altri cambia: diventa più attento, più critico, più carico di confronto. E il confronto, soprattutto tra donne, non ha nulla a che fare con l’attrazione. Ha a che fare con la paura di non essere abbastanza.

Tu guardi i corpi femminili da anni, ma lo hai sempre fatto con quella lente severa che usiamo quando ci sentiamo inferiori. Non è mai stato desiderio, è sempre stato paragone. E ora che sei più stressata, più vulnerabile, più preoccupata per la tua sessualità, quello stesso sguardo ti sembra improvvisamente sospetto, come se fosse la prova di qualcosa che non sai nominare. In realtà è solo la stessa insicurezza che si è fatta più forte.

Anche l’autoerotismo non dice nulla sul tuo orientamento. Moltissime donne eterosessuali usano immagini femminili perché il corpo di un’altra donna permette di immedesimarsi, di sentirsi più vicine al piacere, di non vivere la scena come qualcosa di distante. Il cervello, quando si eccita, cerca ciò che gli permette di sentirsi dentro l’esperienza, non ciò che definisce l’identità. E tu questo lo hai sempre saputo, solo che ora la tua mente è così affaticata che ogni dettaglio diventa un dubbio.

La difficoltà a raggiungere l’orgasmo non è un segnale di omosessualità. È un segnale di stanchezza, di ansia, di mancanza di stimolazione adeguata, di preliminari troppo brevi, di un corpo che ha bisogno di tempo e di presenza. Quando una donna è clitoridea, come la maggior parte, saltare i preliminari significa togliere al corpo ciò di cui ha bisogno per aprirsi. E quando il corpo non si apre, la mente inizia a cercare spiegazioni. La più immediata è: “Forse non sono attratta dagli uomini”. Ma non è così che funziona il desiderio. Il desiderio non cambia in due giorni. Cambia la percezione che hai di te.

Tu non descrivi attrazione verso le donne. Non descrivi desiderio, fantasia, coinvolgimento emotivo. Descrivi paura. Descrivi stress. Descrivi un corpo che si sente giudicato e una mente che cerca risposte rapide a un disagio più profondo. Quando dici che non proveresti mai interesse amoroso o sessuale verso una donna, stai già rispondendo alla tua domanda. Il resto è solo rumore generato dall’insicurezza.

Gemma, non stai cambiando orientamento. Stai cambiando modo di guardarti. E questo sì, merita attenzione e delicatezza. Il tuo ragazzo non è il problema. Il problema è la pressione che ti sei messa addosso dopo avergli confidato la tua difficoltà. Hai paura di deluderlo, paura di non essere abbastanza, paura che il tuo corpo non risponda come dovrebbe. E quando la paura entra nella sessualità, tutto si confonde.

Se vuoi, posso aiutarti a capire come ritrovare un rapporto più sereno con il tuo corpo e come parlare con lui senza sentirti sbagliata. Possiamo anche esplorare insieme come distinguere i dubbi reali da quelli che nascono dall’ansia, così che tu possa tornare a sentirti te stessa.

Un caro saluto,
Dottoressa Arianna Bagnini
Psicologa Clinica e del Lavoro
Ricevo anche Online

Dott.ssa Arianna Bagnini

Dott.ssa Arianna Bagnini

Perugia

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Ciao Gemma,
quello che stai vivendo può essere molto confondente, soprattutto in un periodo di stress.

Da quello che descrivi, l’attenzione verso i corpi delle altre donne sembra intrecciarsi con il confronto e le insicurezze sul tuo aspetto, più che con un desiderio chiaro verso di loro.

Anche le difficoltà che riporti nella sfera sessuale possono essere influenzate da questi pensieri e dal modo in cui state vivendo l’intimità.

Se vuoi possiamo approfondire con calma questi aspetti per capire meglio cosa sta succedendo.

A presto

Dott. Emanuele Santarelli

Dott. Emanuele Santarelli

Dott. Emanuele Santarelli

Milano

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Gentile Gemma,

quello che descrive contiene fili diversi che in questo momento sembrano tutti tirare nella stessa direzione di allarme, e forse vale la pena distinguerli.

Guardare i corpi femminili, soffermarsi su seni e natiche, immedesimarsi nell'autoerotismo in donne con un fisico simile al proprio: nulla di tutto questo è di per sé indice di orientamento sessuale. Lei stessa scrive di non provare né attrazione né interesse amoroso verso le donne. Quello che descrive ci parla di un confronto con il proprio corpo, che si intensifica nei momenti di stress e dell'apertura ad un interrogativo su ciò che le piace o che potrebbe piacerle. È comprensibile come l'intreccio di questi fili possa metterla in una posizione scomoda, nuova. 

Sulla difficoltà a raggiungere il piacere: la distinzione "clitoridea o vaginale" che usa è molto diffusa ma anatomicamente più semplicistica rispetto alla complessità legata alla scoperta e all'esplorazione del piacere. Andare direttamente al dunque senza preliminari è prima di tutto una questione di tempo e di contesto, non necessariamente un dato su che tipo di donna lei sia.

Quello che mi colpisce è che la "nube grigia" è arrivata dopo aver portato questa difficoltà al suo ragazzo. Mi chiedo se non sia, oltre una possibile apertura su un segnale identitario, un disorientamento che sta cercando un nome, e che si è posato sull'orientamento sessuale in quanto categoria forte e nominabile.

Le suggerirei un primo colloquio con un* collega del suo territorio. Per avere uno spazio in cui questi fili possano essere distinti con calma, senza la pressione di arrivare a una risposta. A 25 anni, in un periodo di stress, sentirsi confusi sul proprio desiderio può essere forse un'occasione da ascoltare ed interrogare, con un affiancamento professionale e attento a restituirle tutta la complessità che lei, come donna ed essere umano, mette in campo. 

Un caro saluto e buon cammino a lei. 

Dr.ssa Adriana Dell'Arte

Dott.ssa Adriana Dell'Arte

Dott.ssa Adriana Dell'Arte

Milano

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Descrivi una "nube grigia" che sembra aver avvolto non solo la tua sessualità, ma anche il modo in cui guardi te stessa e il mondo che ti circonda.

Non è affatto raro che in periodi di forte stress o in concomitanza con una frustrazione legata al piacere personale, la mente inizi a sollevare dubbi, proiettando il disagio verso direzioni che ci sembrano estranee o inaspettate.

Quando viviamo una difficoltà nel raggiungere l'apice — che tu stessa identifichi correttamente come legata a una specifica modalità di stimolazione (clitoridea) — è naturale che si crei una pressione psicologica. Se questa pressione non viene scaricata tramite un'intimità soddisfacente, il cervello cerca di "spostare" l'attenzione altrove.

Osservare i corpi delle altre donne in questo momento, soffermandosi su particolari anatomici, non equivale necessariamente a provare attrazione sessuale. Spesso, in una condizione di insicurezza, quello sguardo diventa un "confronto ossessivo": è il tuo modo di misurarti, di cercare conferme o di alimentare quel complesso di inferiorità che già ti accompagna. È un meccanismo di controllo, non di desiderio.

La preferenza per immagini che riflettono le tue proporzioni non è un segnale di confusione sessuale, ma può essere interpretata come un tentativo (inconscio) di "auto-riparazione". Spesso cerchiamo nei corpi altrui una sorta di rispecchiamento che possa validare la nostra fisicità, che in questo momento senti di non riuscire ad accettare appieno. È una dinamica che tende a placare l'ansia legata al proprio aspetto, anziché stimolare un orientamento verso l'altro sesso.

Il fatto che abbiate una foga che vi porta a saltare i preliminari — pur essendo una dinamica comune — sta diventando per te un ostacolo insormontabile. La tua difficoltà orgasmica non è un "guasto" nel tuo orientamento, ma una richiesta del tuo corpo di essere ascoltato in modo diverso.

Quando non ci sentiamo pienamente appagati, la nostra mente vaga per cercare colpe o spiegazioni alternative, e il dubbio sull'orientamento sessuale è una delle "scuse" più frequenti che la mente usa per gestire l'ansia di una prestazione che non ci soddisfa o che non ci rispecchia.

Per affrontare questo momento, ti suggerirei di lavorare su due binari paralleli:

Per qualche giorno, prova a essere molto gentile con te stessa. Quando ti sorprendi a osservare i corpi altrui, ricorda a te stessa: "Questo è il mio complesso che cerca conferme, non è il mio desiderio che parla". Non punirti per questo, è solo un segnale di stress.

Il tuo piacere è un tuo diritto. La tua consapevolezza di essere "clitoridea" è una risorsa preziosa. Prova a trasformare la "nube" in una conversazione: comunicare al tuo partner, in un momento di calma (non durante l'atto), che la tua sessualità ha bisogno di tempi e modalità diverse per accendersi, non è una critica a lui, ma un invito a conoscerti meglio.

Quello che stai vivendo sembra molto più legato a un momento critico di autostima e di espressione dei propri bisogni che a una reale messa in discussione della tua identità. Sei in una fase di transizione, in cui il corpo chiede di essere ascoltato e non solo "usato" per arrivare a una meta.

Ti chiedo, se ti va di approfondire: come ti senti quando immagini di condividere con il tuo ragazzo questa tua esigenza di "lentezza" e di focus diverso? Quale timore emerge, se ne emerge uno, al solo pensiero di questa conversazione?

Dott.ssa Micol Loppo

Dott.ssa Micol Loppo

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Buongiorno Gemma, quello che mi arriva leggendo il tuo messaggio è tanta preoccupazione per questi dubbi che si sono affacciati negli ultimi giorni. Ti direi innanzitutto di non spaventarti per il fatto che stai osservando di più il corpo di altre donne. Da quello che racconti, il tema del confronto con le altre è presente da molto tempo nella tua vita. La differenza è che oggi lo stai guardando attraverso una lente diversa, perché sei in un momento delicato e sei diventata molto più attenta a quello che pensi, senti e osservi. Mi ha colpito anche un'altra cosa: fino a quando non sono emerse le difficoltà che descrivi nella sfera sessuale, questi interrogativi sembrano non averti creato particolare disagio. A volte capita che una preoccupazione ci porti a guardarci dentro continuamente, e ogni dettaglio finisca per assumere un peso che prima non aveva. Non credo che tu debba correre a trovare una definizione o una risposta immediata. Mi sembra più utile provare a capire come stai tu, in questo periodo. Mi pare che tu stia vivendo una fase di forte stress, con tante insicurezze che si sono riattivate e che inevitabilmente influenzano il modo in cui guardi te stessa e gli altri. Prova a fare un passo alla volta. Osserva quello che senti senza metterti continuamente alla prova e senza cercare conferme o smentite ad ogni pensiero che passa per la mente. I dubbi, quando fanno paura, tendono ad allargarsi sempre di più. Le emozioni, invece, hanno bisogno soprattutto di essere ascoltate.
Abbi un po' di fiducia in te stessa. Non sei obbligata a capire tutto subito.

Un saluto

Dott. Fabiano Foschini

Dott. Fabiano Foschini

Milano

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Buongiorno Gemma, 

ciò che ti preoccupa e ti stessa può essere letto sia in chiave di giudizio sociale, ma anche in relazione all’angoscia che può comportare esplorare parti di sè "fluide" ed orientamento sessuale variabile e sfaccettato. Anche se sei preoccupata e spaventata ti consiglio di approfondire con un esperto le emozioni che provi nell’intimità in modo da poter vivere la sessualità con il tuo ragazzo senza blocchi emotivi e condizionamenti. Sono a disposizione per supportarti ed offrirti uno spazio di ascolto sicuro. Un caro Saluto Dott.ssa Anna Verrino 

Cara Gemma, comprendo il suo stato di malessere e confusione. Da quanto scrive, mi sembra piuttosto un sintomo ossessivo con ruminazione (sulle donne, sull'identità sessuale...) che sta a coprire problematiche sue esistenziali e relazionali. Perciò le suggerirei di cercare un aiuto psicologico che le consenta proprio di capire cosa sta succedendo dentro di lei e nella sua relazione. In questo modo un vincolo (il malessere e la confusione) può diventare una risorsa evolutiva 

Un caro saluto

Rosanna Schiralli 

Buongiorno Gemma,

leggendo il suo messaggio, ho avuto la sensazione che la domanda che oggi le fa più paura sia: "E se mi fossi sempre sbagliata su chi sono?"

Eppure, mentre racconta i suoi dubbi sull'orientamento sessuale, emerge con forza un altro filo conduttore che sembra accompagnarla da molto più tempo: il rapporto con la sua immagine, il confronto con le altre donne e la difficoltà a sentirsi pienamente a proprio agio con sé stessa.

Mi ha colpito il fatto che lei descriva questi confronti come presenti già da anni, mentre i dubbi sull'orientamento siano comparsi in un momento specifico, cioè quando ha iniziato a vivere con maggiore sofferenza la sua sessualità di coppia. Questo non significa che le due cose siano necessariamente collegate in un modo preciso, ma suggerisce che sia importante osservare il contesto in cui questi interrogativi sono emersi, anziché concentrarsi esclusivamente sul loro contenuto.

Vorrei sottolineare un aspetto che ritengo importante. È comprensibile che, quando qualcosa cambia nella nostra vita affettiva o sessuale, la mente cerchi una spiegazione capace di mettere ordine nella confusione. Tuttavia, il bisogno di trovare rapidamente una risposta può portare a interpretare ogni pensiero, ogni fantasia o ogni confronto come una prova a favore o contro una determinata ipotesi. In queste condizioni, il rischio è che la ricerca di certezze diventi essa stessa fonte di ulteriore sofferenza.

L'orientamento sessuale riguarda un insieme stabile di attrazioni affettive, romantiche e sessuali e non può essere definito sulla base di singole fantasie, confronti corporei o momenti di incertezza. Allo stesso modo, esplorare dubbi o interrogativi non significa automaticamente che esista una risposta già scritta che deve essere scoperta.

Mi sembra, piuttosto, che oggi lei stia cercando di comprendere sé stessa in una fase della vita in cui si intrecciano diversi aspetti: la soddisfazione sessuale, l'autostima, il rapporto con il proprio corpo, il desiderio di sentirsi desiderata e la relazione con il suo partner. Separare questi piani può aiutarla a guardare la situazione con maggiore chiarezza, senza sentirsi costretta a trovare subito un'unica spiegazione.

Per questo motivo, eviterei sia di rassicurarla dicendole che "non c'è nulla di cui preoccuparsi", sia di attribuire un significato definitivo ai suoi dubbi. Credo che lo spazio più utile sia quello in cui possa esplorare queste domande senza la pressione di dover arrivare immediatamente a un'etichetta.

Se questa confusione sta influenzando il suo benessere, la serenità della relazione o il modo in cui vive la propria sessualità, un percorso psicologico può offrirle proprio questo: non una risposta preconfezionata, ma un luogo in cui comprendere il significato che queste domande hanno assunto nella sua storia personale.

Vorrei lasciarle una riflessione finale. A volte, quando stiamo attraversando un periodo di fragilità, sentiamo il bisogno di trovare una definizione che ci faccia sentire finalmente al sicuro. Eppure la conoscenza di sé raramente nasce da una risposta immediata. Più spesso prende forma quando impariamo ad ascoltarci con curiosità, senza trasformare ogni dubbio in un verdetto sulla nostra identità.

Le auguro di concedersi questo tempo e questo spazio di ascolto, con la fiducia che comprendere sé stessi è un percorso, non un esame da superare.

Dott.ssa Claudia Campisi

Dott.ssa Claudia Campisi

Roma

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