Buongiorno Melissa,
Grazie per aver condiviso con così tanta sincerità un blocco che porta con sé sofferenza e senso di colpa. Sentire di amare immensamente il proprio partner e contemporaneamente sperimentare un calo o una scomparsa del desiderio è un'esperienza molto più comune di quanto si pensi, ma allo stesso modo è fonte di grande smarrimento.
Dal punto di vista delle dinamiche psicologiche e relazionali, è importante rassicurarla su un punto fondamentale: l'amore affettivo e il desiderio derivano da parti diverse di noi. L'amore cerca sicurezza, vicinanza e stabilità; il desiderio ha bisogno di uno spazio di mistero, di gioco, di novità e talvolta anche di un pizzico di "distanza".
Le propongo alcuni spunti di riflessione:
- Dopo un paio d'anni, quando una relazione diventa solida e rassicurante, si rischia involontariamente di scivolare in una dinamica di abitudine. Ci si vuole un bene profondo, ma la carica sessuale si spegne/riduce perché l'altro viene percepito più come una figura di protezione che come un partner da desiderare. Il desiderio ha bisogno che l'altro rimanga un'entità distinta da noi, con i suoi spazi e le sue sfumature di mistero.
- Lei scrive: "Mi sento sbagliata perché so che lui sta male". Questo senso di colpa è oggi il principale ostacolo alla ripresa dell'intimità. Quando l'atto sessuale o la passione diventano un "dovere" o un modo per rassicurare il partner ed evitare di farlo soffrire, il corpo e la mente si difendono bloccandosi ancora di più. Il desiderio nasce solo dalla spontaneità e dal piacere.
- Aver parlato del problema è una dimostrazione di cura e trasparenza, ma a lungo andare analizzare continuamente il "blocco" trasforma l'intimità in un campo di prova da monitorare.
Sarà importante lavorare sulla costruzione personale del permesso di non doversi per forza "sbloccare" per salvare la serenità del partner. Questo le permetterà di riconoscere che il suo calo di desiderio non è una colpa, né una mancanza d'affetto, ma un segnale che la dinamica di coppia ha bisogno di un'evoluzione.
Oltre che parlare, riscoprite il contatto fisico (un abbraccio, una coccola, un massaggio) senza la premessa o la pretesa che debba per forza sfociare in un rapporto sessuale. Questo aiuta a togliere l'ansia da prestazione e a far sentire il corpo di nuovo sicuro e rilassato.
Potete valutare un breve percorso di coppia o individuale se sente che questo stallo continua a creare sofferenza a Lei e/o ad entrambi.
Lei non è "sbagliata": sta semplicemente attraversando una fase di transizione della vostra storia che richiede di rimodulare l'equilibrio tra la sicurezza dell'affetto e la libertà del desiderio.
Un caro saluto,
Dott.ssa Ilaria Pennacchi