Violenza sulle donne

Come aiutare vittima di stupro?

Febe

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Salve, avevo scritto tempo fa sulla mia ragazza che a causa di uno stupro subito in adolescenza ha a volte"attacchi" di tristezza e sta male.
Ultimamente mi dice spesso che non si sente all'altezza, che è come se fosse malata o limitata perché non sempre ha la predisposizione e il controllo per fare l'amore, nonostante io ribadisca che non è assolutamente un problema e non mi pesa.
Si sente in colpa per questo, cerco di convincerla che non deve sentirsi un colpa ma qualsiasi cosa le possa dire non ha effetto e non cambia ciò che pensa e le vengono degli attacchi di ansia.
C'è qualcosa che io possa dirle o che mi aiuti a convincerla che non deve sentirsi così perché non ce n'è motivo?

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno gentile utente, le scrivo le mie considerazioni sperando che le possano essere utili. Innanzitutto premetto che uno stupro è un atto di violenza che lascia ferite profonde che hanno bisogno di essere prese in carico.


Detto questo, leggendo il suo messaggio noto un paradosso: la sua ragazza, che ha subito uno stupro, non sta chiedendo aiuto. Mentre lei (utente), che non è stato vittima di quella vicenda, è già la seconda volta che scrive chiedendo aiuto.


La mia sensazione è che tutta la questione ruoti attorno al fatto che la sua ragazza non chiede aiuto.


Sono d'accordo con lei che non c'è alcun motivo per cui la sua ragazza si senta in colpa, malata o limitata ma, da quello che ci scrive, sembrerebbe che per lei (la ragazza) i motivi ci sono.


E ho la sensazione che a lei (utente) questo pesi forse più di quanto pesi alla sua ragazza. E che per lei (utente) sia un problema che la sua ragazza non si faccia aiutare.


E' possibile che sia lei (utente) a non sentirsi all'altezza nel voler aiutare la sua ragazza e non riuscirci? Ipotizzo questo a partire dal fatto che scrive che “non è assolutamente un problema e non mi pesa” però poi ci scrive e chiede aiuto.


Se così fosse, ha bisogno di rendersi conto che “non c'è motivo che si senta così”. Non si può aiutare qualcuno che non chiede aiuto. Ma lei (utente) sembra che stia chiedendo aiuto, e dunque lei, forse, potrebbe fare qualcosa per sé, per aiutarsi e smettere di sentirsi così responsabile.


Un cordiale saluto.

Gentile Febe,


come prima cosa Le faccio i complimenti per interessarsi così a livello profondo e per chiedere costante aiuto per cercare di starLe vicina non solo come compagno ma anche nel modo il più corretto possibile.


Lei sta già facendo tanto, mi sembra di capire che: La ascolta, accetta i suoi bisogni, i suoi rifiuti ma allo stesso tempo si chiede anche cosa poter fare.


Sembrerebbe emergere una importante sofferenza da parte della sua ragazza. Le consiglio di conseguenza oltre a ciò che state facendo e continuare a comunicare tra di voi, trovando la Vostra "vicinanza/distanza" in alcuni momenti di intimità di consigliarLe di rivolgersi ad un professionista e iniziare una psicoterapia individuale dove pian piano poter superare questo evento. Da questi colloqui oltre alla relazione, all'apertura nel dialogo, ad una riformulazione di questo evento una tecnica scientifica per il superamento di un trauma può essere l'uso dell'EMDR.


Resto a disposizione per eventuali domande, richieste e/o per una consulenza.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta


Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

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