Autostima

Ansia e autostima: L’influenza delle autovalutazioni sulla scelta degli obiettivi

Dott.ssa Elisa Zocchi contattami

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L'autostima è la valutazione che una persona dà di se stessa, vale a dire l’immagine che nel corso della crescita la persona costruisce rispetto alle proprie capacità e alle proprie caratteristiche. Tale valutazione è un continuum che varia tra due estremi: quello positivo e quello negativo. Chi ha bassa autostima, per esempio, mostra scarsa fiducia nella propria persona e nelle proprie capacità; si sente spesso insicuro, non è in grado di contare su se stesso e manifesta diverse paure, legate soprattutto alla propria percezione di inadeguatezza e di incapacità. Al contrario chi sviluppa una buona stima di sé, ha fiducia nelle proprie capacità e si sente in grado di affrontare le esperienze positive e negative con relativa serenità, contando sulle proprie abilità e mostrandosi capace di chiedere aiuto, quando necessario.

Una sana autostima si manifesta nella capacità di percepirsi e di rapportarsi a se stessi in modo realistico, rilevando i punti forti e quelli deboli. Significa anche essere in grado di ammettere che c'è qualcosa che non va, quando le circostanze lo richiedono. Una persona con una sana autostima non è infatti perfetta, ma sa come valorizzare le proprie abilità e capacità e come tenere sotto controllo i difetti e le parti del proprio carattere meno amate. La sana autostima è indipendente dal giudizio degli altri, è caratterizzata da una profonda conoscenza di se stessi, promuove obiettivi stimolanti, ma non eccessivi, spinge la persona al confronto con se stessa e con gli altri.

Coloro che soffrono di bassa autostima sono i più vulnerabili ai problemi d'ansia. La bassa autostima nasce generalmente da una discrepanza tra il sé ideale ed il sé percepito. Il sé ideale è rappresentato da ciò che si vorrebbe essere, dalle qualità che si desidererebbe possedere, dal carattere e dalle capacità, che si vorrebbero come parte costituente della propria persona; spesso queste aspettative si irrigidiscono e portano a valutare le esperienze personali in una modalità tutto-nulla: se la persona non riesce a portare a termine il compito in modo perfetto, allora tutto il lavoro diviene inutile. Il sé percepito è dato invece dall'insieme delle percezioni e delle conoscenze che possediamo su noi stessi. Si tratta in sostanza di come ci vediamo, di come crediamo di essere.

 
Migliorare l'autostima è possibile e richiede un impegno costante nel tempo: poiché nei primi tentativi si avrà la forte percezione di essere inadeguati e  che tutti gli sforzi saranno inutili, è fondamentale ricordarsi di pensare che lo si fa per se stessi e che un giorno, dopo un allenamento adeguato, non si proveranno più quelle spiacevoli sensazioni di inadeguatezza e finalmente sarà possibile prendere decisioni in modo autonomo, portarle avanti senza ripensamenti, né il timore di aver commesso un tragico errore.


La prima cosa da fare per iniziare un percorso di miglioramento dell'autostima, consiste nel lavorare sulle proprie percezioni; si tratta di imparare a conoscersi meglio con curiosità e gentilezza verso se stessi, focalizzando l'attenzione non solo sugli aspetti negativi, ma anche su quelli positivi. Nel farlo si deve essere obiettivi, e può essere utile farsi aiutare da una persona fidata, in grado quindi di vedere determinati aspetti del nostro carattere che possono sfuggirci. Non accaniamoci nel tentare di fare qualcosa che in questo momento va oltre le nostre possibilità, ma focalizziamoci su un piccolo obiettivo raggiungibile: non Tutti noi sappiamo fare qualcosa,  il bello sta anche nella diversità, ossia nel fatto che non tutti sappiamo fare le stesse, c'è chi è bravo in un'attività, chi in un'altra. Ammetterlo è un inizio. Questo primo passo riguarda il sé percepito, il quale, deve nel tempo, divenire il più possibile realistico.


Il secondo passo riguarda il sé ideale. Si tratta ora di rivedere i propri ideali, le proprie ambizioni, le proprie aspirazioni. Non è giusto nei confronti di noi stessi porci obiettivi e traguardi troppo lontani o difficili da raggiungere. Essi vanno calibrati in funzione delle proprie caratteristiche e capacità reali, evitando soprattutto di imporsi le cose, come fossero un obbligo al quale non ci si può sottrarre. Il modo migliore per ottenere questa abilità consiste nel prendere atto dei propri limiti e focalizzarsi sugli aspetti positivi del nostro carattere, in modo da svilupparli e concretizzarli, ed in seguito anche su quelli percepiti come negativi.

È inutile e dannoso volere a tutti i costi qualcosa che al momento non siamo in grado di avere. Molto meglio prendere una nostra qualità positiva, seppur piccola, e cercare di sfruttarla al massimo, pensando a tutte le cose che potremmo ottenere sviluppandola a fondo.

Ognuno di noi può impegnarsi negli obiettivi che si è prefissato, a patto che siano realistici e scaturiscano dalla consapevolezza delle proprie potenzialità, non da desideri altrui o scelte ideali; inizialmente si potrà avere a che fare con obiettivi piccoli, in seguito si realizzeranno anche quelli più complessi: l'autostima crescerà con l'aumentare degli obiettivi raggiunti.

La scalata è lunga e faticosa, ma raggiunta la vetta il panorama è mozzafiato! 

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