Quando essere forti diventa una fatica: il peso di dover farcela sempre

Essere una persona forte, responsabile e capace di affrontare le difficoltà rappresenta una grande risorsa. Ma cosa succede quando sentiamo di non poter mai smettere di esserlo?

Ci sono persone che sembrano avere tutto sotto controllo, sono affidabili, risolvono problemi, non si tirano mai indietro. Continuano a lavorare anche quando sono stanche e nelle situazioni difficili, sono spesso quelle a cui gli altri guardano.

Eppure a un certo punto qualcosa può cambiare.

La stanchezza diventa più difficile da recuperare, la mente continua a lavorare anche quando il corpo avrebbe bisogno di fermarsi, il pensiero torna continuamente sugli stessi problemi, sulle cose da fare, sugli errori possibili e su ciò che potrebbe andare storto.

In questi momenti ci possiamo sentire spaesati, senza direzione e chiederci cosa sta succedendo, “perché se nella mia vita apparentemente tutto funziona, io non mi sento più bene?”

Quando chiedere aiuto sembra quasi una debolezza

Per alcune persone chiedere aiuto non è spontaneo, sono abituate a essere riconosciute come forti, autonome, affidabili. Sono punti di riferimento per gli altri e spesso hanno imparato a trovare soluzioni da sole, a non mostrare le proprie fragilità e a continuare ad andare avanti anche quando sono in difficoltà.

A volte, dietro questa modalità, ci sono standard personali molto elevati e una forte esigenza di essere all'altezza delle aspettative proprie e altrui.

Questo atteggiamento può essere utile durante un periodo particolarmente impegnativo, il problema nasce quando smette di essere una risposta a una situazione contingente e diventa il modo abituale con cui affrontiamo la vita.

Continuare a fare di più può sembrare la soluzione più logica, ma non è sempre la migliore. 

Il bisogno di avere tutto sotto controllo

Dietro il bisogno di farcela sempre può esserci anche un forte bisogno di controllo.

Controllare il lavoro, le proprie reazioni, le relazioni, ciò che potrebbe accadere domani.

Il controllo dà una sensazione immediata di sicurezza, se riesco a prevedere, organizzare e gestire tutto, forse riuscirò anche a evitare gli errori e le conseguenze che temo.

Quando però la necessità di controllo diventa troppo elevata, possono comparire preoccupazione, rimuginio, difficoltà a delegare, irritabilità e incapacità di rilassarsi davvero, ed anche il tempo libero può trasformarsi in un altro compito da riempire di impegni e sfide.

Quando la performance diventa una misura del proprio valore

Un altro aspetto importante riguarda il rapporto tra ciò che facciamo e ciò che pensiamo di essere. È naturale desiderare di essere competenti, ottenere risultati positivi e sentirsi soddisfatti del proprio lavoro.

La difficoltà può emergere quando il risultato diventa una misura del proprio valore personale.

Se il mio valore personale dipende dall'ultimo risultato che abbiamo conseguito, possiamo ritrovarci sulle montagne russe, un successo porta sollievo e conferma, mentre un errore o una difficoltà possono mettere in discussione il modo in cui valutiamo noi stessi.

E allora un errore non è più soltanto un errore, ma diventa la prova di non essere abbastanza capaci, abbastanza preparati o abbastanza affidabili.

Questo meccanismo può alimentare perfezionismo, autocritica e ansia da prestazione.

Quando può essere utile rivolgersi a uno psicologo?

Non è necessario aspettare di stare “malissimo” per chiedere aiuto.

La psicoterapia può offrire uno spazio per fermarsi, comprendere meglio ciò che sta accadendo e dare un significato a ciò che stiamo vivendo.

Non soltanto quando stiamo davvero male, ma anche quando sentiamo che il modo in cui stiamo vivendo non ci rappresenta più e desideriamo comprendere meglio noi stessi, i nostri bisogni e le nostre possibili traiettorie evolutive.

Stefano Tirozzi 

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