Bulimia

Arrivo ad abbuffarmi perché tanto dopo vomito tutto

silvia

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Ciao..sono una ragazza di 22 anni..sono alta 1.64 e fino a maggio 2015 pesavo più di 80 kg..poi ho cominciato a mettermi a dieta, mangiavo meno e mi muovevo molto di più (2 ore al giorno ogni giorno di sport). Ho cominciato a perdere peso e ora peso sui 59 kg..il problema è che verso dicembre ho cominciato a mangiare sempre meno e a muovermi ancora di più. Mangiavo molto molto poco. Poi però ho scoperto il vomito. All' inizio erano episodi saltuari e vomitavo solo quando mi capitava di “sgarrare“ e poi perdevo il controllo di ciò che mangiavo. Ma gli episodi sono diventati sempre più frequenti e adesso arrivo anche ad abbuffarmi perché tanto dopo vomito tutto. E questo mi capita ormai ogni giorno. Ho letto un po' in giro e ho visto che potrebbe crearmi molti problemi tra cui l'infarto. Ho molta paura di questo e io non voglio morire ma è più forte di me e ho paura di non riuscire a smettere. E non so cosa fare. è una buona idea parlarne con la mia dietologa? Cosa posso fare?

16 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Le problematiche legate al cibo purtroppo spesso sono sintomo di un disagio interiore. Si tende infatti a colmare tramite il cibo un vuoto emotivo, una carenza di affetto, oppure aspetti legati alla gestione della rabbia o del senso di colpa. Il cibo diventa così una medicina che cura dal malessere interiore. 

Ma questo che sembra un metodo di gestione efficace del conflitto emotivo a breve termine, diventa poco dopo una trappola, una soluzione che a lungo termine ci danneggia o addirittura ci procura, come nel tuo caso, una situazione di pericolo per la tua salute fisica.

Spesso il legame con il cibo, e come modalità di soluzione dei propri conflitti emotivi, ha origine nella nostra infanzia e nel rapporto con le figure importanti per la nostra crescita psicoemotiva.

Se può interessarti io ho scritto un interessante articolo su questa tematica, te lo segnalo:

bolognapsicologo.com/fame-emotiva-come-riconoscerla/

In bocca al lupo

Mi sembra di capire che sei esperta del  tuo ‘problema’ tanto da sapere che influisce sulla salute fisica, quella mentale e sull’equilibrio alimentare. Parli di infarto ( di competenza medica ), progetti di parlarne con la dietologa ma ti rivolgi a noi intuendo che si tratta prevalentemente di competenza ‘psico’.  Quello che puoi fare al momento lo sta già facendo, quando vuoi passare dal controllo dell’alimentazione al controllo del tuo malessere intuisco che sai cosa fare! 

Un caro saluto.

Buongiorno,

da quanto lei dice non ha  rapporto con il cibo che non riesce a gestire, ed è consapevole che questo potrebbe causarle diversi problemi di salute. Le consiglio di sfruttare questa consapevolezza rivolgendosi ad uno psicologo, magari della sua zona, che potrebbe esserle di aiuto a aiutarla a ritrovare un buon rapporto con il cibo e a gestire quelle che sono le sue paure attuali.

In bocca al lupo!

Ciao,

questa tua sintomatologia ti accompagna da molti anni ed ora ti sta sfuggendo di mano e ti stai spaventando, è sicuramente un buon segnale e cioè stai capendo che ti serve aiuto. La tua dietologa è una delle persone a cui puoi chiedere consiglio ma credo sappia anche tu che ti serve un aiuto più mirato; il sostegno di un terapeuta che si prenda cura delle emozioni che nascondi dietro le abbuffate e dietro al bisogno di controllo che questa sintomatologia nasconde. Solo affrontando tutto questo potrai vivere meritatamente e serenamente la tua giovinezza. Se pensi possa essere la persona giusta per te contattami.

Gentile Silvia, nella sua mail scrive soltanto della presa di consapevolezza dell'insopportabilità del peso eccessivo del suo corpo, cui ha fatto seguito la decisione di fare una dieta per sentirsi più accettabile e più accettata dagli altri.

Evidentemente il disturbo alimentare, culminato nell'induzione incoercibile del vomito, è la spia di un malessere e di un disagio da non sottovalutare, in particolare se nota di non poter controllare dieta, abbuffate e vomito al fine di non ingrassare. Cominci pure a parlarne con molta sincerità con la sua dietologa. Con il suo iniziale aiuto deciderete se non sia il caso che lei approfondisca la conoscenza della sua storia affettiva ed evolutiva in modo che riesca in seguito ad acquisire autostima sicurezza e  padronanza di sé. Spero di esserle stato di aiuto. Cordiali saluti.

Gentile utente,

l'idea di parlarne con la tua dietologa mi sembra davvero ottima.

Ti consiglio però di rivolgerti contemporaneamente anche ad un terapeuta esperto nei disturbi alimentari. La ripercussione fisica di questi sintomi dipende anche dalla sua durata, prima si interviene e meno rischi per la salute ci sono...

A disposizione

Un caro saluto

Sicuramente serve parlarne con un medico e poi farsi aiutare da uno psicologo specializzato.

Gli effetti collaterali sono molto gravi ma la vera sofferenza è quella psicologica e la compromissione relazionale.

Se arriva  a capire le ragioni profonde del suo malessere, non da sola, può riuscire a smettere

Più tempo passa, più è difficile, mentre un percorso tempestivo può essere risolutivo

Auguri

Cara Silvia,

si, è una buona cosa parlarne con la dietologa! Probabilmente ti consiglierà di rivolgerti ad uno psicolgo.

Da quanto racconti penso che sia ragionevole dire che la situazione ti sia sfuggita di mano. Come dici: "è più forte di me". In effetti quello che accade in queste situazione è di non riuscire a controllare il proprio comportamento.Sarebbe irresponsabile da parte mia non suggerirti di rivolgerti ad uno psicologo. Per questo tipo di problematiche il miglior approccio terapeutico è la psicologia sistemica. Aggiungo che purtroppo la letteratura scientifica ci dice che difficilmente queste difficoltà si estinguono da sole senza l'intervento terapeutico.

Se desideri ulteriori indicazioni contattami.

Augurandoti il meglio

ti saluto

Buongiorno Silvia,

se sei seguita da una dietologa parlane con lei, sarà utile, inoltre ti inviterei a rivolgerti ad uno/a psicoterapeuta per lavorare su questo tuo atteggiamento non salutare. Non ti devi vergognare o chiederti cosa dirà la tua dietologa , magari lei ti potrà consigliare su come muoverti ( se collabora con qualche psicoterapeuta andrebbe benissimo, un lavoro di equipe sarebbe ottimale), potresti parlarne anche con il tuo medico di base. Se vuoi puoi contattarmi, io lavoro a Padova. Buona giornata . 

Ciao, il tuo problema si chiama bulimia ed è vero che a lungo andare può procurare dei problemi anche di carattere fisico, soprattutto sul piano metabolico: uno stato di affaticamento generale, crampi muscolari, mestruazioni irregolari,diminuzione delle prestazioni intellettuali, lesioni dello stomaco e dell'esofago, perdita dei denti e dei capelli. E tutto questo sicuramente ti impedisce di stare in pace con te stessa. Sicuramente è importante che ne parli con la dietologa che ti può aiutare prescrivendoti una dieta corretta, ma ancora più importante è che tu ti rivolta ad uno psicologo psicoterapeuta che cerchi di capire da dove deriva questo comportamento e ti aiuta a trovare una soluzione, partendo dallo stare meglio con te stessa e più nella calma. L’agitazione e l’ansia sono, infatti, caratteristiche i questo disturbo. Buona giornata 

Gentilissima, la sua situazione è scivolata verso un disturbo alimentare e parlarne con la sua dietologa può essere utile per mettere in chiaro che non si tratta solamente di regolare in peso ma di qualcosa che ha un carattere più profondo e psicologico. In questa fase lei ha bisogno di rivolgersi ad un centro che tratti la sua problematica (a Padova e' presente). Chieda al suo medico di famiglia come muoversi e chieda al più presto un appuntamento.

Buongiorno Silvia,

penso che tu abbia bisogno di affrontare un doppio percorso:

- dietologa, nutrizionista che ti insegni a conoscere la cucina sana, quella più idonea alle tue esigenze e anche ai tuoi gusti, che ti insegni la giusta alimentazione,

- psicologo/psicoterapeuta con il quale iniziare un percorso di terapia incentrato sulla persona, sulla tua visione corporea

Pertanto, la mia risposta alla tua domanda è : Sì, parla di questo disagio con la tua dietologa, ti sei già rivolta qui ed è un enorme passo avanti rispetto a molte persone che non lo fanno. Chiedile se conosce qualche professionista, altrimenti potrai sceglierlo qui.

Per qualsiasi cosa, puoi contattarmi

Cara ragazza,

i sintomi che riferisci fanno pensare ad un disturbo dell'alimentazione, ma non credo sia questo il contesto e il caso di "etichettarlo" dando una diagnosi. Quello che è importante, e che voglio rimandarti, è che tu ti sia resa subito conto che c'è qualcosa che non va e che abbia chiesto aiuto. La cura del corpo, sia dal punto di vista della saluto che in senso estetico, è una cosa naturale e vitale, soprattutto in giovane età, quindi è comprensibile che tu ti stia impegnando il più possibile per raggiungere i tuoi obiettivi e che, in questa corsa e fatica, tu rischi di calcare un po' la mano. Credo che sia assolutamente necessario, come hai ben detto, parlarne con la dietologa che ti segue e ti consiglierei anche di fare un percorso di consulenza psicologica mirato per avere uno spazio e un tempo adeguato per poter parlare di tutto quello che può esserci dietro questo comportamento: la dietologa potrà darti una mano dal punto di vista medico/pratico ma credo che poter esprimere le tue emozioni e magari desideri e paure potrà esserti ugualmente di grande aiuto. Il nostro corpo e la nostra mente sono fortemente connessi, è bene prendersi cura di entrambi. Se tu volessi sappi che io ricevo anche a Padova.

Un caro saluto

Gentile Silvia, certamente sarebbe utile parlarne con la sua dietologa che magari ha già dei contatti di collaborazione con una/o psicologa/o psicoterapeuta a cui inviarti per introdurre, oltre al supporto dietologico, anche quello psicologico. Le condotte alimentari che descrive richiedono una presa in carico multi disciplinare e abbisognano di comprendere i significati del suo rapporto col cibo e col proprio corpo. Cordiali saluti, dott.ssa Annalisa Sammaciccio 

Psicologa psicoterapeuta a Padova 

Gentile Silvia, 

immagino che stia vivendo un notevole disagio a seguito di questo periodo della sua vita, è normale essere spaventati quando ci sembra di perdere il controllo della nostra vita e delle nostre emozioni. Sarebbe importante capire che cosa la spinga ad abbuffarsi e poi a vomitare. Che cosa accade prima e dopo? Ci sono delle emozioni che la mettono in difficoltà più di altre? Perché queste difficoltà sono accadute proprio in questo momento della sua vita? Solo rispondendo a queste e ad altre domande si potrà arrivare a dare un senso al suo malessere e a capire come risolvere questa situazione. Le consiglierei di parlarne con un collega psicologo, io ricevo a Padova ma credo di essere molto lontana da dove abita lei! Se dovesse avere bisogno, non esiti a contattarmi e vediamo insieme se posso consigliarle qualche collega che sia vicino alla sua zona. La sua difficoltà non è a livello di conoscenza di un regime alimentare sano, sono convinta che a livello razionale lei sappia già che cosa si debba mangiare e che cosa no. Parlando di emozioni, le cose si complicano e non è sempre così semplice gestirle. Capire quanto sia pericolosa questa situazione e quanto sia importante chiedere aiuto è il primo passo per uscire da questo brutto circolo vizioso. 

Un caro saluto

Carissima Silvia, sicuramente non sbaglia ad informare la sua dietologa del disordine che ultimamente accompagna le sue abitudini alimentari. Tuttavia, il fatto che lei abbia scritto qui, mostra una certa consapevolezza di un disagio che va al di là della semplice confusione delle abitudini alimentari. La sua richiesta di aiuto è un primo passo importante verso un percorso, lungo il quale un esperto psicologo può accompagnarla e sostenerla...potrà certamente affrontare meglio questo particolare momento di disagio. Nella sua zona di sicuro ci sono validi colleghi in grado di supportarla. Un caro saluto 

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