Comunicazione e Formazione

Come posso risanare il rapporto con i miei genitori quando non accettano il mio ragazzo?

Francesca

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Sono una ragazza di 22 anni, vivo con i miei genitori e sono figlia unica. Ho sempre avuto un bellissimo rapporto con la mia famiglia fin da piccola, abbiamo affrontato tutto insieme e non mi hanno mai fatto mancare niente.
Ma ora ho come la sensazione che non vogliano che io cresca o come se avessero paura di perdermi: sono fidanzata con un ragazzo da 2 anni e mezzo circa, in tutto questo tempo hanno fatto fatica ad accettare il fatto che io potessi essere di un’altra persona; hanno faticato ad esempio a lasciarmi andare in vacanza con lui, a lasciarmi andare in giro da sola con lui e ovviamente di tutto questo ne ha risentito la mia relazione. Il mio ragazzo ha sempre cercato di portare molta pazienza e piano piano è stato accettato dalla mia famiglia, che spesso lo accoglieva in casa e nei momenti di svago.
A dicembre del 2018 io il mio ragazzo abbiamo litigato pesantemente, io decisi di lasciarlo, non solo a causa della discussione ma anche per altri motivi che da tempo mi facevano soffrire. Dopo pochi giorni ci siamo sentiti per messaggio e lui, arrabbiato dalla situazione, per difendersi ha usato delle parole molto brutte nei confronti dei miei genitori, ai quali sono arrivate a causa mia, perché mi sono confidata con loro.

Da quel momento i miei genitori non hanno più voluto saperne del mio ragazzo, nonostante io decisi di dargli una seconda possibilità perché ancora lo amavo, e lo amo tuttora. In questi ultimi mesi lui mi ha dimostrato di essere migliorato in quel che mi aveva fatto soffrire prima della rottura della nostra relazione, ma i miei genitori non hanno comunque voluto avere nessun approccio con lui, nemmeno per chiarirsi e non vogliono più avere niente a che fare con lui.
Il mio ragazzo è molto amareggiato per la situazione, perché si rende conto di aver sbagliato e vorrebbe non solo chiedere scusa, ma rimediare con i miei genitori proprio come ha fatto con me, ma loro non glielo permettono.
Io vivo ormai con l’idea di deludere continuamente i miei genitori e con perenni litigate dove mi accusano di essere incoerente. Faccio fatica a vivere serenamente la mia relazione, non solo perché penso sempre che tutto quello che faccio sia sbagliato, ma perché spesso vengono messi dei paletti dalla mia famiglia, che ovviamente sono contro questa relazione.
Ogni volta che io e il mio ragazzo cerchiamo di mettere fine alla nostra storia, non ci riusciamo perché capiamo di essere veramente tanto legati l’un l’altro.

Ho provato a parlare con i miei genitori, ma loro non capiscono quanto io stia bene con lui e tendono ad essere molto chiusi sull’argomento, facendo valere soltanto le loro ragioni. Il mio più grande desiderio è quello di riuscire a fargli capire che nella vita bisogna perdonare e dare una seconda possibilità alle persone, specialmente a chi si rende conto di aver sbagliato in un momento di rabbia. Ma da quello che vedo non riesco a farlo perché non mi ascoltano.. Vedo tutto molto nero e alle volte ho dei pensieri molto cupi, visto che mi viene spesso detto che sono una delusione; non riesco a fare delle scelte, a cambiare radicalmente e a vivere serenamente la mia vita come vorrei, perché sono in mezzo alla mia famiglia alla quale tengo moltissimo e con cui sto bene, e in mezzo al mio ragazzo con cui vorrei costruire un futuro, ma con la paura di fare del male alla mia famiglia proprio per questa situazione..

Non so più cosa fare..

1 risposta degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno, Francesca.


Comprendo da quel che scrive una situazione familiare, sentimentale e, quindi, in generale affettiva difficile per lei che si sente in mezzo tra i suoi genitori da una parte e il suo fidanzato dall’altra...


Ognuno mi sembra fermo nella propria posizione e poco incline ad ascoltare e comprendere l’altra parte. Forse potrebbe essere utile che Lei possa fare dei colloqui coi suoi genitori in uno spazio e con un professionista (psicologo psicoterapeuta familiare) in modo che si possa facilitare una comunicazione empatica, che, al momento, appare invece come disfunzionale. Chissà che, magari, questa strada possa almeno aiutarvi a parlare e a capirvi, al di là delle scelte che poi Lei prenderà.

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