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In questa epoca digitale, dove i rapporti anche amicali spesso sono solo virtuali, è facile  credere ad amori basati su un’idealizzazione di un contatto,  che ci ha incuriosito e con il quale si è instaurato un dialogo serrato.

Proiettiamo molto ciò di cui abbiamo bisogno.

Non ci si guarda negli occhi, non si ascolta il suono della voce, la gestualità non viene presa in considerazione, tutto è racchiuso nelle nostre più intime convinzioni e credenze di un amore romantico o di un’amicizia idealizzata. Queste sono le nuove dipendenze, con tanti pericoli ed insidie ancora tutte da scoprire.

La parola catfish, come sinonimo di falsa identità è stata coniata dai conduttori di una trasmissione televisiva in onda su MTV, nello specifico da Nev e Max, i quali dopo essere stati anche loro vittime di  un catfish, vanno i giro per tutti gli Stati Uniti con la determinazione di far luce sui falsi profili.   

 In pratica si arriva anche a pensare di passare il resto della vita con questa persona, senza essersi né mai visti, né sentiti dal vivo.  Promesse di amore eterno si sprecano, tutti i problemi sembrano svanire con una tastiera sulla quale digitare dolci parole. Viviamo nella confort zone-web.

C’è chi posta foto di donne bellissime, ragazzi super palestrati quindi alle volte completamente diversi da sé, immagini che riescono a far raggiungere  il tanto desiderato contatto.    

 La crescita di falsi profii sui social, ci induce se non altro ad interrogarci sul fenomeno.

 

In Italia, non so quanti catfish,  possano essere già presenti sui social, ma certamente è un fenomeno che può aumentare notevolmente negli anni a venire.

Da una parte c’è una persona che magari insoddisfatta della sua vita reale ricerca sul web qualcosa che colmi questo vuoto esistenziale, dall’altra una persona propensa a credere all’amore a primo clic.

Può essere, anche, una  sorta di riscatto per chi ha subito in precedenza episodi di bullismo, o per chi non riesce a fare caming out  sulla propria sessualità e può quindi cercare un modo meno traumatico per  viversela.  

Può succedere ad un uomo di credere che sta parlando con una donna bellissima ed invece parlare con una persona del suo stesso sesso; oppure ad una donna sembra di parlare con un uomo, quando invece dall’altra parte c’è un’altra donna.

I motivi per cui una persona, diventi vulnerabile e quindi più facilmente influenzabile, possono essere i più diversi: uscire da una brutta relazione, avere problemi personali irrisolti.

La realtà virtuale, ha caratteristiche molto diverse, da quella con la quale ci confrontiamo quotidianamente e non è codificabile con  i consueti sistemi di percezione, che usiamo tutti i giorni nel quotidiano.

Non dimentichiamo mai, che il sistema uomo ha avuto bisogno di secoli per potersi accomodare ed adattare alla realtà. Quello che  stà succedendo alle generazioni attuali,  è del tutto diverso da quello delle generazioni passate. Già, tra chi come me, che si è  dovuta familiarizzare, in età adulta con la tecnologia e le nuove generazioni, che hanno già dopo pochi anni di vita,  una conoscenza intuitiva di essa  e   accedono ad uno schermo piatto con il semplice gesto della mano,  producendo un’interazione proficua. 

Abbiamo quindi avuto nel giro di pochi anni  un gap generazionale molto grande.   

Credo, però, che il nostro sistema interno non si sia ancora adattato completamente e quindi ci troviamo sprovvisti di tutte quelle conoscenze che i nostri geni, frutto di un’evoluzione sul campo, potrebbero trasmetterci.

Come guardare gli occhi di una persona e vedere se ci sta mentendo, guardare il colore dell’incarnato, se arrossa o prova vergogna per qualcosa che ha detto o che l’ha turbata, il sudore delle mani, del volto, il corpo che inconsciamente trasmette tutta una serie di informazioni che davanti ad un computer vengono a mancare.

Di sicuro è più facile mentire, non c’è il suono della voce a tradire un’emozione, eppure, nonostante questo, siamo disposti a credere a tutto quello che ci viene detto attraverso una tastiera.

Quindi godiamoci quello che la tecnologia ci può dare, però ricordiamoci,  delle insidie che possono celarsi dietro a questo mondo solo virtuale.

 

 

 

 

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