Ipersessualità

Nicola

Da diverso tempo ho impulsi sessuali che non riesco a controllare che mi stanno portando ad avere atteggiamenti rischiosi, dopo provo un senso di inquietudine paura e frustrazione inimmaginabili, come posso uscire da questa brutta situazione? Sono disperato.

9 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno Nicola, capisco la tua disperazione, ed è importante dirlo subito: non sei sbagliato né fuori controllo. Quello che vivi è un ciclo doloroso fatto di impulsi forti, azioni rischiose e poi paura, vergogna e frustrazione. A volte queste sensazioni non sono soltanto legate al sesso, ma rappresentano un tentativo di placare un vuoto interiore, l'ansia o la sensazione di solitudine. Il momento di sollievo che ne deriva dura solamente per un breve periodo, dopodiché subentra inevitabilmente il crollo. Reprimere questi sentimenti con la forza non rappresenta generalmente una soluzione efficace.

Uscirne significa capire cosa accende quegli impulsi, non combatterli da solo. Parlare con uno psicologo o psicoterapeuta è un passo fondamentale, soprattutto se i comportamenti diventano rischiosi.

Dott. Fabiano Foschini

Dott. Fabiano Foschini

Milano

Il Dott. Fabiano Foschini offre supporto psicologico anche online

Carissimo,

ti ringrazio per aver trovato il coraggio di scrivere queste parole. Leggo la tua disperazione e sento tutto il peso del senso di inquietudine che stai portando sulle spalle. Voglio che tu faccia un respiro profondo: il fatto che tu sia qui a chiedere aiuto, che tu riesca a guardare con onestà a ciò che ti sta accadendo e a provare quel dolore, è il primo, fondamentale segnale che in te c’è una parte che vuole prendersi cura di te.

Sentirsi "ostaggio" dei propri impulsi è un'esperienza che toglie il fiato. Ma voglio dirti una cosa importante: quella frustrazione e quella paura che provi dopo, per quanto dolorose, possono avere un significato. cando di gestire un vuoto, un’ansia o un dolore che ancora non riusciamo a nominare.

Comprendere, migliorare o addirittura uscire da questa situazione non solo è possibile, ma è un percorso che si può fare. Non si tratta di "riparare" forzatamente qualcosa, ma di capire cosa quegli impulsi stiano cercando di dirti nel linguaggio del corpo e del desiderio. 

Se senti che è arrivato il momento di riprendere in mano il timone della tua vita, non esitare a contattarmi. Possiamo parlarne con calma, rispettando i tuoi tempi. Coraggio.

Dott. Francesco Pellino

Dott. Francesco Pellino

Milano

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Ti ringrazio per aver condiviso questo momento di profonda vulnerabilità. Leggo nelle tue parole una sofferenza autentica e un senso di spossatezza che merita, prima di tutto, di essere ascoltato senza alcun giudizio.
Voglio dirti subito una cosa importante: non sei 'sbagliato' e non sei solo. Quello che stai descrivendo è un ciclo reattivo molto comune in chi vive una forma di impulsività o dipendenza comportamentale: l'impulso agito come 'scarica', seguito da quel terribile 'crash' emotivo fatto di vergogna e paura. È proprio quel senso di inquietudine che provi dopo a dirti che quei comportamenti non rispecchiano chi sei veramente, ma sono diventati un automatismo che la tua mente usa, probabilmente, per gestire un disagio più profondo. Tuttavia, uscire da questa situazione è possibile, ma richiede di passare dalla 'disperazione' alla 'comprensione' nel giusto tempo necessario. Ecco come potremmo iniziare a lavorare insieme:

  • Sospendere il giudizio: La frustrazione e la vergogna sono 'benzina' per il prossimo impulso. Dobbiamo iniziare a guardare a questi impulsi non come a un nemico da abbattere, ma come a un segnale di una parte di te che sta cercando disperatamente di gestire qualcosa (stress, solitudine, ansia). Chissà, magari è semplicemente un bisogno biochimico del tuo organismo (e di questo ne potremmo parlare in maniera approfondita in colloquio e imparare e nutrire il nostro corpo di quelle tensioni di cui tanto necessita.))

  • Mappare il processo: Insieme andremo a vedere cosa succede un istante prima dell'impulso. Quali sono le immagini, le sensazioni o i pensieri che 'accendono' il comportamento? Capire la 'strategia' della tua mente ci permette di inserire delle interruzioni di schema. Aiutandoti così a prendere consapevolezza prima di essere trascinato nel vortice senza controllo.

  • Creare alternative sicure: Lavoreremo per dare al tuo sistema nervoso nuovi modi per trovare calma o gratificazione, che non comportino rischi per la tua salute o la tua serenità.

    Tu non sei i tuoi impulsi. Sei la persona che, nonostante il dolore, ha avuto il coraggio di chiedere aiuto oggi e questa è la tua parte migliore che sta chiedendo il cambio di rotta. Se ti senti pronto, possiamo fare il primo passo insieme per riprendere il timone della tua vita.

    Dott. Arcangelo Tavarilli, Bari

Caro Nicola, prima di tutto mi sento di dirti che riconoscere una difficoltà e cercare aiuto è un passo importante e coraggioso. Quello che stai vivendo, ovvero l’incapacità di gestire impulsi sessuali che ti portano a comportamenti rischiosi, è qualcosa che può accadere a molte persone, e non sei solo in questa situazione. È naturale sentirsi sopraffatti da emozioni come paura, frustrazione e inquietudine, ma ti assicuro che esistono delle vie per affrontare e risolvere questo tipo di disagio. Come psicologo con un orientamento strategico breve, il mio approccio si concentra sul trovare soluzioni pratiche e concrete, partendo dalla comprensione delle dinamiche che stanno alla base dei tuoi impulsi. L'obiettivo è sviluppare nuovi modi di pensare e comportarsi, che ti permettano di sentirti più in controllo e di ridurre il senso di frustrazione e impotenza. Non è mai troppo tardi per fare un cambiamento, e attraverso un percorso di supporto, è possibile esplorare e comprendere meglio le cause di questi impulsi e, soprattutto, imparare a gestirli. Il mio consiglio è di non affrontare questa situazione da solo, ma di fissare un incontro per approfondire meglio il tuo vissuto e lavorare insieme su un piano di intervento che ti aiuti a ritrovare serenità e controllo. Sono a tua disposizione per un colloquio iniziale, dove potremo esplorare insieme come orientarti verso un benessere maggiore e una gestione più equilibrata di queste emozioni. Non esitare a prendere contatto per fissare un incontro. Sarà un piacere aiutarti a trovare la soluzione che meglio risponde alle tue esigenze.

Dott. Giuseppe Zucaro

Dott. Giuseppe Zucaro

Bari

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Capisco quanto tu sia stanco e spaventato. Quello che descrivi è un circolo che si autoalimenta: l’impulso prende il controllo, l’agire dà un sollievo momentaneo e subito dopo arrivano paura, inquietudine e frustrazione. Non è una questione di forza di volontà né di colpa.

Per uscirne serve lavorare sul meccanismo che mantiene il problema, non reprimere l’impulso. Questo tipo di difficoltà può essere affrontato efficacemente in un percorso terapeutico mirato, dove imparare a recuperare controllo e sicurezza senza giudizio.

Se senti che è arrivato il momento di scegliere per te stesso, puoi contattarmi.
Sono la dott.ssa C. Rita Labriola, psicologa e 

specializzanda in psicoterapia.
I miei riferimenti sono disponibili online cercando il mio nome.

Non devi farcela da solo. La terapia è il primo passo.

Ciao Nicola, mi arriva forte tutto il peso e la solitudine che stai provando. Quello che descrivi — questo corto circuito tra l'impulso che sembra travolgerti e il baratro di colpa che arriva subito dopo — è un’esperienza terribile, ma voglio che tu sappia che se ne può uscire.

​Spesso questi comportamenti diventano una sorta di "anestetico" per gestire un dolore o un'ansia che non sappiamo come affrontare altrimenti. Il problema è che l'anestesia dura poco e lascia ferite ancora più profonde.

​Ecco come puoi iniziare a muoverti per riprendere il controllo:

  • Non colpevolizzarti troppo: La vergogna e la frustrazione che provi ora sono i tuoi peggiori nemici. Più ti senti "sbagliato", più cercherai sollievo nell'impulso. Prova a guardarti come una persona che sta soffrendo e che ha bisogno di cure, non di condanne.
  • Interrompi il pilota automatico: Quando senti l'impulso salire, prova a "prendere tempo". Anche solo dieci minuti di distrazione o un cambio di ambiente possono aiutare l'ondata emotiva a scendere un minimo prima di agire.
  • Chiedi aiuto a un esperto: Da soli è difficilissimo spezzare queste catene. Uno percorso psicoterapico può aiutarti a capire cosa c'è dietro questo bisogno e darti strumenti pratici per gestire i momenti critici. Esistono anche gruppi di supporto dove il confronto con chi vive lo stesso problema toglie il potere alla vergogna.

​Sei stato molto coraggioso a scrivere qui. Questo è il primo passo per smettere di essere schiavo di questi impulsi e tornare a respirare.

Caro Nicola, da ciò che descrivi emerge una sofferenza reale e intensa, e il fatto che tu ne parli apertamente è già un segnale importante di consapevolezza e richiesta di aiuto. Gli impulsi sessuali che senti come incontrollabili, seguiti da inquietudine, paura e frustrazione, non indicano “mancanza di volontà” o un difetto personale, ma spesso sono il segnale di un meccanismo compulsivo che si è strutturato nel tempo per regolare tensioni emotive profonde, come ansia, vuoto, stress, solitudine o emozioni difficili da sostenere.

In questi casi l’impulso non riguarda solo il desiderio sessuale in sé, ma diventa un modo rapido per scaricare o anestetizzare uno stato interno che altrimenti sarebbe troppo doloroso. Il problema è che il sollievo dura poco e viene subito sostituito da vergogna, paura e frustrazione, creando un circolo vizioso che tende a rinforzarsi. Questo spiega perché “sapere che è rischioso” o “promettersi di smettere” spesso non basta.

Uscire da questa situazione è possibile, ma richiede di spostare il lavoro dall’impulso al suo significato: capire cosa lo attiva, quali emozioni lo precedono, che funzione ha per te in quel momento. Un percorso psicologico mirato può aiutarti a ricostruire questo legame, a imparare strategie di regolazione emotiva più sicure e a ridurre gradualmente la spinta compulsiva, senza giudizio né colpevolizzazione.

Se senti di essere arrivato a un punto di disperazione o di perdita di controllo, è importante non restare solo. Rivolgersi a un professionista non significa essere “fuori controllo”, ma prendersi sul serio. In alcuni casi può essere utile anche una valutazione integrata (psicologica e, se necessario, medica) per capire se ci sono fattori che amplificano l’impulsività.

Non sei la tua compulsione. Il fatto che tu stia soffrendo per ciò che accade indica che una parte di te desidera stare meglio e vivere in modo più sicuro e coerente con i tuoi valori. Con il giusto supporto, questo cambiamento è possibile.

 

Un caro saluto,

Dott.ssa Valeria Di Stasi
Psicologa clinica
Ricevo anche online

Capisco quanto possa essere angosciante vivere questa sensazione di perdita di controllo, seguita poi da paura, inquietudine e vergogna. La disperazione che esprime merita di essere presa molto sul serio, senza giudizio.

Quello che descrive accade spesso quando la sessualità diventa un modo per regolare emozioni difficili (ansia, vuoto, tensione), più che una scelta consapevole. In quei momenti l’impulso sembra irresistibile, ma subito dopo arriva un forte contraccolpo emotivo. Questo non significa che Lei “sia sbagliato” o “fuori controllo”, ma che qualcosa dentro di Lei sta cercando sollievo nel modo che in quel momento le è più accessibile.

Uscirne non passa dalla forza di volontà o dall’autocontrollo rigido — che spesso peggiorano il ciclo — ma dal capire che funzione hanno quegli impulsi: da cosa la stanno proteggendo, cosa stanno calmando, cosa stanno evitando. È un lavoro che difficilmente si può fare da soli.

Come primo passo concreto e importante, le suggerisco di rivolgersi a uno/una psicologo/a o sessuologo/a clinico/a, abituato a lavorare con comportamenti sessuali impulsivi o compulsivi. Non per “reprimere” la sessualità, ma per riportarla dentro confini sicuri e scelti, e soprattutto per lavorare sulle emozioni che precedono e seguono l’impulso.

Nel frattempo, un’indicazione gentile ma utile: quando sente arrivare l’impulso, provi — se possibile — a non agire subito, ma a spostarsi fisicamente (uscire, muoversi, respirare lentamente) e a chiedersi:
“Cosa sto provando adesso, prima del comportamento?”
Anche pochi minuti possono fare la differenza nel rompere l’automatismo.

Lei non è definito dai suoi impulsi. Il fatto che ne soffra e chieda aiuto è già un segnale di grande lucidità e desiderio di stare meglio. Questa situazione può cambiare, ma non deve affrontarla da solo. Rimango a disposizione, un saluto.

 Gloria Simoni

Gloria Simoni

Pistoia

Gloria Simoni offre supporto psicologico anche online

Capisco profondamente la tua disperazione e il peso che porti. Quello che senti — quel ciclo di impulso incontrollabile seguito da un "vuoto" fatto di paura e inquietudine — è un’esperienza terribile, ma voglio che tu sappia una cosa con assoluta chiarezza: non sei rotto, non sei una cattiva persona e c'è assolutamente un modo per uscirne.

Non sarebbe corretto deontologicamente , da parte mia , dirti con assoluta certezza che ciò  he stai descrivendo ha un nome e una natura precisa: si tratta di una disregolazione profonda, dove il comportamento sessuale diventa un meccanismo (rischioso e disfunzionale) per gestire un dolore o un'ansia che la mente non riesce a elaborare in altro modo, ma potrebbe . Sarebbe più corretto , capire di cosa stiamo parlando, perchè li ritieni rischiosi, che impulsi e verso chi o cosa, da quanto tempo e se c'è un pre ed un post.

Se hai voglia di parlarne con me , contattami.

cari saluti 

dott.ssa Giusi Vicino 

Dott.ssa Giusi Vicino

Dott.ssa Giusi Vicino

Catania

La Dott.ssa Giusi Vicino offre supporto psicologico anche online