Disturbi dell'alimentazione

Mia figlia mi ha confessato di vomitare dopo ogni pasto per non ingrasare

Laura Adriana

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Sono una mamma disperata di una ragazza di 17 anni, che mi ha confessato da poco che deve vomitare dopo ogni pasto per non ingrasare. Credo che si tratti della bulimia nervosa. Ha perso più di 15 Kg in meno di un anno e perché ha fatto parecchie diete e tantissima attività fisica, non me ne sono accorta che la causa del suo dimagrimento e il vomito giornaliero. Sono disperata!! Ho bisogno di aiuto, non so come aiutare mia figlia!Sì, ho preso già un appuntamento in un centro di disturbi alimentari, ma leggendo su tema mi spaventa da morire tutto. Grazie per il ascolto e a ricevere una risposta per me sarebbe un aiuto enorme.

9 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara Laura usa il ritardo. Intanto mi dispiace per questa situazione che stai vivendo come mamma di questo tempo. Proprio pochi giorni fa il Tg ha parlato di una situazione uguale alla tua. Sono spesso belle ragazze , intelligenti, come credo sia anche tua figlia , che si vedono deformate e spesso non si riconoscono nello specchio. 

Spesso si dice è colpa della famiglia , ma permettimi di dissentire , purtroppo è la mancanza di punti d'appoggio per questi giovani. Magari è un gruppo di amici che ti prende in giro o il voler diventar come qualcun altro non conoscendo la ricchezza interiore che abbiamo dentro.

Il consiglio che ti do è di non perdere mai  d'occhio tua figlia, e di non soffocarla perché unigenito,  sano, è l'unica ancora di salvezza in questa società fondata sulla superficialità . Sii sempre presente ed amala,  perché l'amore è una grande medicina se sappiamo amarla con pazienza e costanza.

Un abbraccio 

Gentile signora Laura,

lei ha già fatto la cosa più importante e cioè rivolgersi ad un centro che si occupa di disturbi alimentari. Non si spaventi, le terapie adatte esistono e funzionano nella maggior parte dei casi; anche se è una situazione che la allarma e preoccupa cerchi il più èpossibile di restare tranquilla, fiduciosa e presente. Questo atteggiamento le permetterà di fare ciò che è meglio per aiutare sua figlia.

Un caro saluto

Gentile signora, rivolgendosi ad un Centro specializzato nei disturbi alimentari lei ha fatto la scelta giusta. La malattia di sua figlia necessita infatti di un trattamento sinergico e multidisciplinare, che veda la collaborazione di psicologi, medici e professionisti di educazione alimentare. Ritengo sia positivo che sua figlia le abbia chiesto aiuto e che lei abbia immediatamente raccolto questa sua richiesta. Si appoggi con fiducia ai professionisti consultati e non tema nel richiedere anche per sé un aiuto sul piano educativo ed un sostegno personale. Il processo di guarigione, infatti, potrebbe essere complesso e credo sia importante che anche lei come genitore possa fruire di un adeguato supporto. Faccio i migliori auguri a lei e a sua figlia.  

Salve se ha preso appuntamento presso un centro per i disturbi alimentari, sapranno rispondere alle sue domande riguardo a come gestire la relazione con sua figlia, e le daranno maggiori informazioni sui disturbi alimentari. I centri specializzati sono molto efficienti ed efficaci. I disturbi alimentari possono essere passeggeri, nel senso che possono essere vissuti in una fase della vita della persona che cresce e cambia, e risolversi con la maturità ed il cambiamento fisico. Possono essere una fase adolescenziale, una fase post partum, un periodo di forte stress lavorativo, per il quale il cibo diventa un problema e si vive in un periodo nel quale si sviluppa un disturbo alimentare transitorio della fase che si vive in quel momento. Il problema è quando si vive il disagio per un anno e più, perchè si cronicizza, ma anche il quel caso, se riconosciuto e scoperto, si può intervenire e risolvere. A volte capita anche che un disturbo alimentare è un problema di gestione del cibo per "ignoranza" culinaria ossia non conoscere i cibi, i suoi benefici e le quantità da assumere, a volte è pigrizia e si mangiano le "schifezze" che poi si vomitano e si entra nel circolo vizioso dei problemi alimentari. Bisogna tener presente che hanno diversi livelli di gravità e severità del problema e che è importante farsi seguire da persone competenti in materia, data la complessità del problema, senza allarmismi e paure che non le serviranno per aiutare sua figlia. Spero di esserle stata di aiuto, cordiali saluti.

Salve Laura,

che sua figlia le abbia comunicato il suo problema è molto positivo. Vuol dire che è consapevole del cattivo rapporto che ha con il cibo e quindi, incapace di uscirne da sola, ha chiesto di essere aiutata.

Di solito quando c'è carenza di alimenti indispensabili al nutrimento del corpo e del cervello, la mente, in maniera ossessiva, si fissa su alcuni pensieri e non riesce a modificarli. Siamo noi che dobbiamo provare a cambiarli, ma da soli non ci si riesce: è difficile.

Capisco la sua preoccupazione e angoscia, ma mi pare che lei si sia mossa nel modo migliore. Di solito in questi centri si occupano a 360° del problema e sua figlia appare molto disponibile e motivata ad essere aiutata.

La saluto

Buonasera Signora,

chiamare il disturbo di sua figlia "bulimia nervosa" potrebbe essere riduttivo. Per alcuni psicoterapeuti infatti, questo disturbo fa riferimento al "Vomiting". Il Vomiting è una particolare variante della bulimia che si può presentare su base anoressica come nel caso di sua figlia. Per un approfondimento accurato sul tema io le consiglio di visionare i lavori del professor Giorgio Nardone, in particolare il testo "Al di là dell'amore e dell'odio per il cibo".

A presto.

15 Kg sono già un segnale d’allarme importante e da considerare rispetto al disagio che tende ad esprimere sua figlia. Tutta la psicopatologia adolescenziale si esprime attraverso il conflitto mente-corpo. Capisco e comprendo il suo essere spaventata come mamma e il senso di impotenza enorme che si prova di fronte alla propria creatura che si rifiuta di nutrirsi o di tenere il nutrimento necessario alla vita. Sono atteggiamenti, questi, definiti passivo-aggressivi, che vanno oltre la determinazione cosciente, la travalicano, urlando una difficoltà psicologica non altrimenti dicibile, ovvero che non ha parole per essere comunicata. Sua figlia si è confidata con lei, questo è fondamentale, vuole essere aiutata, perché da sola non ce la fa più. Gli aiuti possono essere molteplici: si può agire sul comportamento alimentare, come si fa nei centri di cui lei fa riferimento nella sua lettera,  o scegliere una strada più complessa, che prenda in carico l’intero sistema familiare, ma che ha lo scopo di raggiungere il cuore vero del problema di cui il rapporto con il cibo è solo la punta dell’iceberg. In base alla mia esperienza professionale le consiglierei di rivolgersi ad uno psicoterapeuta di fiducia, che insieme al suo medico di base, ad uno psichiatra ed un nutrizionista, possa aiutare lei, sua figlia e di conseguenza tutta la sua famiglia ad affrontare una fase di crescita così delicata, dove viene messa in gioco l’intera identità, la difficoltà di esistere e di essere/diventare ciò che si è. Le invio un simbolico caldo abbraccio…

Buongiorno sig.ra Laura

è normale essere agitati e farsi prendere dall'ansia per un argomento simile, così delicato e importante che coinvolge la vita dei nostri cari, sopratutto se si è poco esperti e si hanno a disposizione poche conoscenze.

tuttavia le posso dire che le cose si stanno muovendo nel verso giusto, già il fatto che sua figlia sia stata in grado di confessarle ciò che sta facendo, cioè vomitare per dimagrire, è un passo verso la guarigione. Probabilmente ha capito che ha bisogno di aiuto e lo ha ricercato in lei, lei da parte sua si sta muovendo nel migliore dei modi, contattare il centro di disturbi alimentari è buona cosa, lì sicuramente troverà un equipe di esperti tra psicologi, nutrizionisti, dietologi e psichiatri in grado di supportare lei e sua figlia.

comunque un mio consiglio è di non costringerla a mangiare,ma di rispettare i suoi tempi, non farsi prendere dall'ansia di controllare le quantità di cibo che ingerisce e se poi vomita tutto. 

il primo passo è proprio quello di comportarsi come se il problema non esistesse, tratti sua figlia come se non fosse "malata", ma semplicemente la ragazza che conosce, il non parlare del problema ne abbassa l'importanza. le stia vicina ascoltandola e non punendola, capire insieme da dove sia nato questo disagio, quali emozioni suscita in entrambe, quale significato attribuire potrà aiutarvi.

resto a disposizione 

Saluti

Cara Laura Adriana,

comprendo assolutamente la sua grande preoccupazione per sua figlia. Direi che se si è già rivolta ad un centro specializzato con cui ha un appuntamento è già un inizio, sicuramente le sapranno indicare il percorso più idoneo per sua figlia. 

E' vero che i disturbi alimentari spaventano molto ed è necessario prendersene cura prontamente, però il fatto che sua figlia si sia confidata con lei è un segnale molto positivo. Solitamente le persone che soffrono questi disturbi tendono a negare il problema e non chiedono aiuto. 

Quando sua figlia inizierà il percorso pensi anche alla possibilità di fare anche lei stessa qualche seduta per essere supportata in questo momento così delicato per lei e per tutta la famiglia. Rimango a disposizione. A presto. 

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