Disturbi dell'alimentazione

Quando dico che sto male nessuno mi prende molto sul serio

Giorgia

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Buongiorno, ho una domanda un pò complicata spero che qualcuno riesca a rispondermi.. e cioè, quando dico che sto male nessuno mi prende molto sul serio, nella mia famiglia ad esempio ma non solo. Se poi in breve tempo perdo molto peso, o mi taglio, quindi mostro problemi “fisici“, le persone intorno a me si preoccupano. Penso che questo mi spinga di più all'autolesionismo. Ad esempio voglio dimagrire molto, non perchè non mi va bene il mio fisico ma perchè vorrei che gli altri si preoccupassero per me. Che tipo di malattia è, è comunque anoressia? Sono alta 1.79 e peso dai 54 ai 56 kg a seconda del giorno. O sono semplicemente molto egoista? Perché non mi sento mai abbastanza al centro dell'attenzione.. Nell'ultimo mese ho cominciato a causarmi sempre più frquentemente il vomito. Quello che mi preoccupa è che mi sento dire “attenta, il disturbo alimentare è solo la manifestazione di un altro problema, ma può diventare IL problema“ da mia mamma, ma non si preoccupa del problema che può esserci sotto, perché non è fisico. Vorrei spiegare questa cosa a chi mi sta intorno ma si preoccupano tutti solo del lato “fisico“ della cosa, che a me non interessa molto perché finchè sto male dentro il mio corpo è l'ultimo dei miei pensieri. Persino la mia psicologa mi ha detto “si, ma se non mangi muori“ e non ha capito che il problema è che di morire non me ne frega molto. Vorrei chiede aiuto, parlarne ai miei genitori, ma non so spiegare che problema ho evidentemente. Depressione? Anoressia? Bulimia? Egocentrismo e basta?A volte mangio un sacco e non vomito, allora penso di agire da obesa. Ora ho paura perchè ho smesso di perdere peso e quindi temo che nessuno si preoccuperà più di come sto... Ho davvero bisogno di un consiglio.. Grazie mille

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Ciao Giorgia, immagino solo la sofferenza che si possa provare nel sentirsi "invisibili" agli occhi delle persone che contano. è triste che tu debba "inventarti" un disturbo nuovo ogni giorno per attirare l'attenzione della tua famiglia. Leggo che sei già seguita da una psicologa e mi chiedo se sia stato fatto un intervento di tipo familiare.


Io ricevo ad Agrigento, se ti può essere utile resto a tua disposizione.

Buongiorno Giorgia, sei molto giovane e quindi sono dispiaciuta che tu debba vivere questo periodo della tua vita nella continua ricerca di amore e di attenzioni da parte di chi dovrebbe darteli sempre e comunque. a 19 anni dovresti pensare al tuo futuro, ai tuoi progetti, ai tuoi amici, ma per potere fare ciò è necessario potere aver contato sull'amore dei genitori. Il problema non consiste nel capire se i tuoi genitori ti amino o no, siano interessati a te o no, anche perchè come genitori così voglio pensare che sia, ma il punto è capire  perchè tu non ne sia convinta e perchè loro non riescono a renderti sicuro di ciò. Da quello che scrivi , credo di avere capito che vai già da uno psicologo, e allora non capisco perchè non sia stato programmato un incontro con i tuoi genitori per affrontare insieme questo problema. Tale problema non puoi affrontarlo da sola, ma è assolutamente necessario farlo insieme ai tuoi genitori. Da quanto dici tu hai fatto di tutto per fare comprendere il tuo malessere, e da quello che racconti tua madre nonostante sia consapevole del tuo malessere sembra non trovare la strada giusta per aiutarti e capirti. In questo caso è proprio lo psicologo che deve aiutarvi in  questo senso. Se lo psicologo non ti aiuterà in questo allora cambia. IO vivo e lavoro a Gela, non troppo distante da te, quindi se non trovi vicino casa un collega che affronti i problemi familiari , puoi rivolgerti a me. Tanti auguri di vero cuore. 

cara Giorgia,

spesso avere un ruolo significativo nella vita di chi ci circonda è un obiettivo appetibile, ma non sempre è possibile.

Essendo "animali sociali" ogni essere umano ne sente la necessità e quando questa necessità viene meno troviamo meccanismi di difesa che ci aiutano a sopravvivere anche se questo potrebbe non essere il nostro obiettivo primario!!!

importante secondo me potrebbe essere iniziare a " Sentirsi" come individuo unico e specifico, dopo di che sarebbe bene lavorare sul significato dell'essere riconosciuta e sul perchè questo è così importante per noi, e sul significato che diamo al giudizio che noi diamo a noi stessi( cosa sono: anoressica, bulimica, egoista........)

spero di esserle stata d'aiuto!!!

Salve gentile ragazza, sembra che lei si sta attivando molto sia per il  dolore relativo al sentimento di invisibilità che prova all' interno della sua famiglia, sia rispetto l' attenzione che deve attrarre a se quasi per tenere unita la sua  famiglia. 

Ora non è importante l' etichetta diagnostica che lei sia data quanto il fattro che lei sta soffrendo e molto, e questo è sufficiante per chiedere aiuto ad un professionista. 

Potrebbe quindi  richiedere una terapia familiare ad un terapeuta familiare, in questo modo potrà portare la sua famiglia in terapia e il professionista potrà comprendere l' origine del suo disturbo e trattarlo adeguatamente. 

Restando disponibile
le progo i miei

Cara Giorgia, 

complimenti per la consapevolezza rispetto al fatto che le tue reazioni e conseguenze fisiche non sono il problema centrale, ma solo un ombra dietro la quale si nasconde il bisogno di avere maggiori attenzioni.

Questo di per se non è sbagliato, siamo esseri sociali! Tuttavia io mi concentrerei sulla possibilità di richiedere attenzioni in un modo più maturo, che non necessariamente comporti che l'altro debba preoccuparsi.

provi ad esempio a comprendere quali sono i suoi bisogni, cosa può fare l'altro per aiutarla (non credo solo che sia preoccupato perché lei sta male) e magari iniziare a condividerli pensando che anche lei può fare qualcosa per prendersi cura di se stessa e migliorare la qualità delle sue relazioni.

un caro saluto

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