Disturbi della personalità

Dalla maggior parte della mia vita ho avuto comportamenti strani

Giulia

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Buongiorno a tutti. Dalla maggior parte della mia vita, ho avuto comportamenti strani. Quando ero molto molto piccola ero già una bambina anomala; le zie raccontano che sul dondolo parlavo da sola facendo lunghi discorsi. Ovviamente non ricordo molto, ma ho vaghi flash di ciò quando ero sulle altalene, monologhi perlopiù filosofici mi pare di ricordare (non fingevo di avere amici immaginari, o almeno così mi sembra). Crescendo, la mia stranezza si è moltiplicata. Non è facile per me parlare di questa cosa.. Ora sono adolescente. Famiglia unita e numerosa, ma all’antica, bacchettona e con regole rigide. Mio padre, che io detesto ed adoro in egual misura, è un insegnante, e suo malgrado si è ritrovato 2 anni fa ad insegnare in una scuola non troppo d'élite, i cui ragazzi egli odiava cordialmente. È severo, all’antica, con regole dure e rigorose. Ebbene, questi ragazzi hanno attirato in me interesse fuori dal normale. Mi infatuavo di ognuno di loro a poco a poco, anche di quelli che inizialmente non mi piacevano. Ma non è tutto; quando sono sola e metto una particolare musica che mi piace, inizio a pensare che siano tutti attorno a me e mi guardano, mentre io chiaramente sono al centro dell’attenzione. E mi comporto, sorrido, scherzo , ballo, ho successo, sono brava in qualcosa e faccio la ragazza allegra, spiritosa, maliziosa, sexy anche attraente (il contrario della realtà, in cui abbasso gli occhi, arrossisco, divento impacciata, inciampo, sono introversa, non parlo mai ed ho paura ad aprir bocca , mi tremola la voce a volte ecc) come se fosse tutto REALE e sono davvero felice. I ragazzi “immaginari” sono attratti da me, fischiano quando passo, pendono dalle mie labbra, mi aiutano e si comportano da amici veri. A volte, rielaboro situazioni che realmente sono accadute (non con quei ragazzi però) oppure le invento io di sana pianta. Quando non ho queste fantasie ho dei sensi di colpa, me ne vergogno e non è affatto facile per me parlare di questo; non riuscirei mai a dire a voce queste cose. Anche ora me ne sto vergognando; ho 1000 paranoie che qualcuno di voi mi chiami per chiedermi se è vero, per fare esperimenti su di me oppure per ridere. (non lo fate..) A volte immagino che qualcuno, come in una telecamera, possa vedermi mentre lo faccio e mi derida, che i miei amici possano vedermi e non vogliano più essere miei amici, che Dio stesso mi derida considerandomi pazza, che i ragazzi che mi interessano provino vergogna nel conoscermi , che i miei genitori si preoccupino come un fatto gravissimo e al contempo vorrebbero avere una figlia normale, mentre altri genitori non mi vorrebbero. A volte, ho una paura tremenda che i membri della mia famiglia sappiano qualcosa nel vedermi ballare in camera oppure quando mi chiudo in bagno.. Seguo una psicologa ormai da un anno ma non ho risultati (ho paura di non “guarire” più..), desidero essere normale, ma se non attuo questa mia pratica è come se sentissi che mi manca qualcosa, che la mia vita sia vuota e che sia anomala (paradossalmente). Se non lo faccio, qualcosa mi ricorda che non lo sto facendo e quindi automaticamente mi ritrovo a farlo, cerco di resistere ma credetemi, riesco a resistere al massimo per due ore. Ormai lo sto facendo da anni e riempie ogni spazio della mia vita anche senza la musica; se salgo le scale immagino che siano lì, se entro in una stanza sono lì seduti, se mi guardo allo specchio sono dall’altra parte che mi guardano ecc. Anche in passato ho sempre immaginato di farlo con gruppi di amici di un determinato ragazzo che mi piaceva nei vari momenti della mia vita. È successo con un sacco di gruppi di ragazzi... Le persone, i luoghi e le circostanze erano diverse; immaginavo come se fosse vero, come se realmente fossero lì , converso (non pronuncio mai rumori, quelli sono nella mia testa), li fisso in faccia e loro mi rispondono. La prima volta mi successe in terza elementare, fu la prima volta che dei ragazzi avevano dichiarato attrazione (o presunta tale?!) verso di me. Mi sentii strana (magari felice?) e da allora le fantasie hanno avuto origine, privatamente, si sono evolute man mano che crescevo presentandosi diverse ma a volte con intense analogie l’una con l’altra. Perché lo faccio?Potrei guarire? Sono me stessa quando immagino oppure nella realtà vera?

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Carissima Giulia, leggo che descrivi la tua vita in modo molto critico e quindi hai costruito dentro di te una visione molto distorta e conflittuale della realtà. Non so che tipo di psicoterapia tu abbia fatto, ma è certo che non ti ha portato a sviluppare delle strategie utili per trovare una soluzione ai tuoi problemi. Ricorda che tutto ciò che fai nasce, quasi interamente, da te e dalla tua personalità che però appare molto creativa e questo può giocare a tuo vantaggio. In ogni caso, senza conoscerti, non è possibile fare una diagnosi o definire delle strategie utili per aiutarti. Cordiali Saluti.
Cara ragazza, la prima cosa che noto nella sua lettera è che non c'è il suo nome, o almeno, non c'è nell'incipit, non si presenta. Sono sicura che questo è uno dei problemi che c'è alla base della sua domanda: non sa chi è, e cosa desidera. Si chiede se è lei stessa quando vive le sue fantasie, oppure se lo sia quando vive la "realtà" vera. Ma le sue fantasie sono per lei una parte della realtà vera: le permettono di sfuggire alle difficoltà che incontra nel quotidiano, e danno libera espressione ai suoi desideri. Nel suo percorso di crescita potrà far si che la sua realtà diventi più piacevole, e avrà sempre meno bisogno di rifugiarsi nelle fantasie. Lei teme di essere derisa e umiliata per quello che racconta; in realtà, sospetto che lei stessa sia quel giudice severo che si deride e si incolpa per i suoi desideri di essere ammirata, amata, al centro dell'attenzione. Lo desidera, ma pensa di dover essere punita per questo. Chissà che non c'entri la severità di suo padre, in questo, che probabilmente ha già umiliato i suoi tentativi di sbocciare come donna; e suo madre, da che parte sta? sembra infatti mancarle un sostegno materno che faccia da argine alla severità di suo padre. Lei dice che segue una psicologa da un anno, ma non le sta servendo. Non posso esprimere pareri su questo, tranne suggerirle di aprirsi completamente, e chiederle aiuto, e chiederle anche come pensa che vada la terapia, che progressi ci sono stati. Le auguro di poter prendere il volo, e far si che la sua vita diventi anche migliore delle sue fantasie. Cordiali saluti
Cara Giulia, il fatto che tu riconosca questi comportamenti come incoerenti con l'immagine e la percezione che hai di te stessa e l'aver intrapreso un percorso psicologico sono due punti di forza sul quale devi continuare a fare leva perchè sono quelli che dimostrano la tua motivazione a capirti meglio e a voler meglio gestire questa situazione. Non scoraggiarti se il lavoro che stai portando avanti con la psicologa sembra che non dia i risultati sperati! Da quello che scrivi la tua condizione è presente da tanti anni e perciò devi essere consapevole del fatto che per comprenderla e gestirla servirà molto più di un anno, è un percorso personale che piano piano devi portare avanti. I cambiamenti, soprattutto quelli più significativi e importanti della nostra vita hanno bisogno di una ristrutturazione del nostro modo di essere, percepire la realtà e rispondere ad essa. Non scoraggiarti, abbi pazienta e nei momenti di dubbio ricordati e rassicurati di aver intrapreso la giusta strada per raggiungere il tuo obiettivo.

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