Disturbo bipolare 1 e cleptomania

marco

Da circa 35 anni soffro di disturbo bipolare 1, ho sempre avuto la tendenza già dall'adolescenza ad impossessarmi di cose non mie (chiamiamola pure cleptomania, ma io preferisco definirli piccoli furti), questo é sempre successo in modo occasionale ed alcune volte sono passati anche alcuni anni fra un furto e l'altro. Non nego che tutto ciò provocava in me un certo stato di piacere seguito poi da un periodo di forti sensi di colpa. Fino a qualche mese fa nessuno si era accorto di tutto ciò, finché un giorno andai a trovare mia figlia a casa della mia ex moglie ed ebbi la brillante idea di "prelevare" (rubare) circa 400 euro da un cassetto del quale io sapevo bene il contenuto, mia moglie quando stavamo insieme metteva li dei contanti per le piccole spese e anche dopo la nostra separazione lo usava allo stesso modo. Accortasi dell'ammanco mi ha chiamato, sapendo che ero l'unico che poteva sapere dove lei metteva i soldi, ed io non ho potuto fare a meno di confessare il gesto vergognandomi al punto che il mio unico obiettivo era quello di riparare in qualche modo sia al danno materiale che morale (cosa alquanto semplice per il danno materiale visto che gli ho restituito il giorno stesso 10 volte la somma di cui mi ero impossessato facendole un bonifico di 4000 euro). I soldi sepur restituiti nel mio caso non hanno effetto sul danno morale e le conseguenze di ciò che ho fatto circa tre mesi fa ancora oggi mi tormentano e penso lo faranno per il resto della vita, nonostante la separazione c'era ancora fra di noi una certa intesa ma ora è cambiato tutto, ho perso giustamente la poca fiducia che mi era stata accordata fino ad allora, e penso che dopo un gesto simile non mi resti che allontanarmi definitivamente da loro. Non riesco a trovare pace a tutto ciò, al punto che sono attanagliato da pensieri ossessivi ogni momento rafforzati sicuramente dal mio disturbo bipolare. Sono consapevole del fatto che ho messo in atto un gesto ignobile, ma sono anche un essere umano fallibile e per di più con una patologia cronica molto seria. Mi piacerebbe sapere il vostro parere in merito, vorrei quantomeno alleviare le mie sofferenze.

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Marco, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Dott. Francesco Damiano Logiudice

Dott. Francesco Damiano Logiudice

Roma

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