Ho 23 anni e ho perso me stesso.

Michele

Salve a tutti, ho 23 anni e sono all’incirca 2 mesi che noto in me dei cambiamenti comportamentali inspiegabili. Sono sempre stato un ragazzo solare, estroverso, perennemente positivo, amavo il divertimento, leggero, altruista, ironico e scherzoso, forte, senza tante paure, realista, con grande capacità di trovare il lato positivo nelle cose, e sono sempre stato tanto sensibile ed empatico. Ho avuto sempre grande riscontro in ambito relazionale, sia in amicizia che in amore. Ho un gruppo di 15 amici con cui sono cresciuto e con cui ho passato (e continuo a passare) tanto tempo e ho costruito nel tempo tante altre amicizie e piacevoli conoscenze. Ho avuto tante relazioni amorose, e tra queste 2 importanti di 2 anni circa ciascuna. Non ho mai avuto problemi in famiglia, mia madre mi ha sempre dato tanto amore, non mi ha mai fatto mancare nulla, mi ha sempre spronata e supportata e allo stesso tempo mi ha dato molta severità e regole da rispettare (tipo orario di rientro che non sempre rispettavo, ma nulla di grave) e solite raccomandazioni da mamma che molto spesso mi infastidivano perché reputavo inutili e scontate. Molte volte mi sono sentito a disagio con amici o con ragazze perché mia madre si preoccupava troppo e mi impediva di fare determinate cose che a volte facevo lo stesso. Mio padre, vecchio stampo, lavora h24, chiuso mentalmente e molte volte ci siamo sanamente scontrati, ma anche lui non mi ha mai fatto mancare nulla e a modo suo (molto raramente e a piccolissime dosi) mi ha mostrato il suo affetto. A differenza di mia madre è sempre stato molto esterno alle mie cose. Dopo il liceo ho iniziato l’università, studio economia e sono al primo anno fuoricorso. L’ho vissuta sempre bene, non mi sono mai impegnato più di tanto e me la sono goduta a volte irresponsabilmente, insomma ero rimasto il ragazzo del liceo. Molto spesso se qualcuno dei miei coinquilini o amici non mi spronava a fare qualcosa di utile io non la facevo e rimandavo. Sono sempre stato un po' pigro e tendente a procrastinare. I miei anche qui non mi hanno mai fatto mancare nulla e non mi hanno mai fatto sentire pressioni nonostante studiassi poco dicevo che ce l’avrei fatta. Non ho mai avuto dipendenze oltre alle sigarette, da quando andavo al liceo però qualche serata dove abbiamo esagerato con l’alcool o con la marijuana c’è stata. Nell’ultimo anno all’università c’è stato un leggero incremento della frequenza con cui assumevo alcool o marijuana ma nulla di eccessivo o preoccupante da determinarlo come dipendenza, sempre in compagnia e potevo tranquillamente farne a meno, anche se i problemi di cui sto per parlarvi sembrano intensificarsi quando ne faccio uso. Ed ecco che Negli ultimi 2/3 mesi ho avuto tante difficoltà, le caratteristiche del ragazzo di cui ho parlato prima si sono totalmente ribaltate. Ho cominciato ad essere spesso triste, irritabile, suscettibile, stanco anche senza aver fatto granché, demotivato, forse depresso, ho vuoti di memoria e ho perso la voglia di prendermi cura di me (sono sempre stato super attento a look e outfit). Ho perso autostima, non mi sento più bello e forte quanto prima. Mi rendo conto che trasmetto negatività anche alle persone che mi circondano perché mi si vede proprio chiaramente che sto molto giù. In quanto grande sensibile, sono sempre stato un grande pensatore e in quest’ultimo periodo sento che la mia mente sta bruciando perché continua a pensare senza freni, soprattutto a cose brutte. Sono diventato negativo, pessimista, vedo il marcio in tutto, mi sento sempre sotto accusa, mi sento giudicato, mi vengono paranoie che non riesco a smontare, sono diventato molto più permaloso e ciò mi ha portato ad avere comportamenti sbagliati con i miei amici e conoscenti perché pensavo ce l’avessero con me oppure che si prendessero gioco di me, provocandomi così ancora maggiore infelicità. Non riesco più a capire il tono delle persone, se sono ironiche, se sono serie, se stanno scherzando o se mi prendono in giro e per questo motivo sto sempre sull’attenti cercando di ascoltare e capire ciò che dicono, magari anche facendo domande, insomma non sto mai rilassato e sereno. Ho perso la voglia verso TUTTO, dall’uscire con gli amici, al conoscere una ragazza, allo studiare, al fare attività sportiva, a fare qualsiasi cosa; o meglio, vorrei e mi piacerebbe tantissimo tornare a fare tutto questo ma ogni volta che ci provo alla minima parola fuori posto o sguardo di qualcuno comincio a farmi assalire dai pensieri “si vede che sto male e sono depresso?”, “non voglio farmi vedere così giù”, e mi rovino le serate e le rovino anche agli altri perché poi non riesco più a dire una parola e interagire con gli altri, mi chiudo e non mi riprendo fin quando non torno a casa che sembra essere diventato l’unico posto in cui sto bene. Qualche spiegazione a tutto questo malessere me la sono data, come ad esempio l’essere rimasto relativamente indietro con l’università (3 esami) che mi ha portato a sentirmi inferiore, insoddisfatto, non all’altezza. Per ora con qualche difficoltà mi sto focalizzando solo su questo in quanto è la priorità come scelta di vita, ma vorrei sapere se per superare ed affrontare il periodo non basti la mia forza di volontà ma sia necessario una figura professionale. Grazie mille per l’attenzione.

3 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Giancarlo, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Gentile Giancarlo,

riconosci tu stesso che dentro di te è subentrato un malessere sia nel rapporto con te stesso che nel rapporto con gli altri.
Quindi è senz'altro utile fare luce su quanto stai vivendo con l'aiuto di uno psicologo psicoterapeuta (pubblico o privato), per comprendere insieme le cause che stanno determinando questo malessere. Questo ti permetterà di focalizzarti successivamente sulle soluzioni. Ok?

Cordiali saluti 

Maria Greco

 

 

 

Gentile Giancarlo mi dispiace che lei stia passando questo periodo caratterizzato da forte sofferenza e incomprensione. Il  sintomo di qualsiasi natura sia rappresenta un campanello d'allarme, le risposte emotive e comportamentali che lei non riesce a comprendere, in realtà sottendono dei bisogni più profondi che in alcuni momenti della nostra vita non riusciamo ad identificare e soddisfare.

Se è motivato a capire, a comprendersi sicuramente un percorso di psicoterapia può aiutarla in questo viaggio conoscitivo e soprattutto ad alleggerire la sua mente di tutti quei pensieri che ha scritto.

Ricevo a Roma, se ha bisogno sono disponibile per qualsiasi chiarimento.

Un caro saluto,

Dr.ssa Antonella Cirafici