Disturbi della personalità

Ho un disturbo?

Giulia

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Ho 17 anni a da tre a mesi a questa parte ho iniziato a soffrire spesso di crisi d'ansia/attacchi di panico. Non saprei come chiamarli, mi parte uno stato di agitazione legato a forti mal di pancia. Ho avuto qualche episodio in precedenza nella mia vita, ma erano cose di cui non mi preoccupavo. Poi nell'estate del 2020 ho iniziato a soffrirne abbastanza spesso per circa un mese, ma una volta iniziata la scuola, sono stata sempre bene e non ho avuto più problemi. Invece quest'estate ho avuto un episodio a fine luglio e da allora non riesco più a vivere come prima perché ho sempre la costante paura di stare male quando sono con altre persone. Ho paura di stare male a scuola, ho paura di stare male se vado a mangiare con degli amici, ho paura di fare qualsiasi cosa. Per alcuni periodi mi sembra che sia finita e inizio a sentirmi meglio, poi mi viene un altro attacco e ricomincio ad essere più ansiosa e terribilmente paranoica. Ho iniziato ad andare dallo psicologo, ne ho trovato la forza nonostante aprirmi ad un'altra persona non mi sia così piacevole e ora sto continuando il mio percorso ma sono qui per chiedere un'opinione. Da quando sono più piccola mi sono sempre sentita più strana rispetto gli altri, ogni tanto faccio ricerche e cerco di capire se le sensazioni che provo hanno un senso o sono riconducibili a qualcosa e tra le mie ricerche mi sono imbattuta nel disturbo evitante di personalità. Ho letto i sintomi e mi rispecchio molto in praticamente tutto: Ipersensibilità alla critica o al rifiuto da parte degli altri; tendenza ad isolarsi; estrema timidezza; sensazione di vergogna e di imbarazzo; tendenza ad evitare le relazioni interpersonali; paura delle situazioni nuove; sensazione di inadeguatezza; diffidenza nei confronti degli altri; allontanamento dalle relazioni sentimentali; scarsa autostima; sensazione di sentirsi inferiore agli altri; creazione di un mondo di fantasia. Sono tutte cose che provo/ho provato nella mia vita. Da anni sono praticamente sicura di soffrire di ansia sociale. Inserirmi in situazioni sociali mi provoca parecchia ansia, in passato mi è capitato di bidonare ragazzi che avevo conosciuto su instagram e con cui avevo parlato per un periodo considerevole di tempo, perché il pensiero di incontrarli all'improvviso mi aveva fatto andare terribilmente in ansia che pensavo sarei morta in una situazione del genere. Molte cose banali mi danno l'ansia, come dover uscire per andare chiedere ad un fotografo di stampare delle foto. O dover andare a ritirare un pacco sapendo che dovrò parlare con il tabaccaio per ritirarlo e così via. Sono consapevole che sia impossibile fare una diagnosi da un testo del genere, ma c'è una possibilità che io soffra di questo disturbo? E potrebbe essere collegato ai miei frequenti attacchi?

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve,


La sintomatologia da te descritta mi fa pensare al disturbo di ansia sociale (fobia sociale), che è cosa differente dal Disturbo evitante di personalità. Per sciogliere eventuali dubbi è importante ottenere una buona diagnosi che farà luce sulla tua situazione, e darà modo di procedere con un progetto terapeutico che comprenderà obiettivi e strategie atte a risolvere il problema. Sarebbe desiderabile che lo psicologo che ti ha preso in carico sia anche Psicoterapeuta.


Cordiali saluti


Dr. Marco Maiani Psicoterapeuta (Roma)

Salve Giulia, Mi dispiace molto per la situazione che descrive Perché comprendo quanto disagio possa recarle nella sua vita quotidiana. Chiaramente sembra sussistere una decisa componente di disagio legata allo stare con gli altri, anche sconosciuti. Tuttavia per arrivare a una diagnosi serve effettuare una valutazione psicodiagnostica strutturata e dei colloqui, Dunque sfrutti gli incontri che sta facendo con lo psicologo per cercare insieme di capire non tanto l'etichetta diagnostica Bensì le modalità migliori per fronteggiare i momenti particolarmente problematici.


Cordialmente, dott FDL 

Cara Giulia,


al giorno d'oggi i manuali diagnostici della salute mentale sono facilmente consultabili da tutti, persino online, e questo ha delle pesanti ripercussioni sulle persone più sensibili. "Avere un disturbo" è una semplificazione spesso usata dagli specialisti per comunicare tra loro, ma non tiene conto della sofferenza e delle caratteristiche uniche in ogni persona. Sono certa che la relazione che lei sta instaurando con il suo psicologo potrà aiutarla molto di più dell'identificare il suo disagio con un nome o una lista di sintomi. Le consiglio di pensare sempre che, dietro ad ogni sintomo che lei prova e che la fa stare male, c'è la sua storia di vita, che va compresa profondamente prima di poter essere cambiata. Lei mi sembra una ragazza molto curiosa ed intelligente e non ho dubbi che potrà trarre da questa fase difficile della sua vita da adolescente una considerevole consapevolezza e la capacità di affrontare le sfide della vita adulta.


Saluti,


dott.ssa Linda Zinesi

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