Smarrimento e senso di evasione.

Lorenzo

Buongiorno a tutti, sono un ragazzo di 23 anni, sto per concludere la laurea magistrale in economia con ottimi voti e perfettamente in tempo. Mi reputo una persona molto semplice, ma profonda (sono praticante buddista). Da quando ho iniziato la magistrale ho avuto periodi di smarrimento, domande che continuavano ad attanagliarmi, del tipo "perchè sto facendo questa magistrale?", "cosa voglio diventare poi?". Poi però ho insistito e ho continuato a studiare, non è stato facile perchè avevo molto spesso queste domande che mi ronzavano per la testa. La situazione familiare è poi precipitata, i miei sono separati e mio padre ha iniziato a fare uso di coca in modo non più sporadico e la cosa mi preoccupa moltissimo, faccio fatica a dormire pensando che lui fa quella cosa. Gli voglio bene, ma allo stesso tempo lo odio profondamente perchè è un debole e non può fare questo ai suoi figli. Ciò nonostante ho finito tutti gli esami l'8 giugno. Da allora vorrei partire e non tornare per un bel pò di tempo, vorrei scoprire maggiormente me stesso, ma il problema è che ho accettato un lavoro da settembre (che penso possa piacermi molto) e devo finire la tesi entro settembre. Per questo motivo mi sento attanagliato. Purtroppo non sono riuscito a fare un esperienza Erasums e adesso ho questa forte sensazione di evasione dalla mia città e dalla mia routine. Oltre a questo si aggiunge il fatto che con mia morosa le cose non vanno molto bene, ci vogliamo tanto bene, ma spesso ci sono litigi e lei è molto occupata con gli studi e con lo sport che pratica. Credo che la mia condizione di malessere sia determinata da una serie di aspetti esterni e conflitti psicologici che in qualche modo dovrei risolvere.

2 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Lorenzo, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Buongiorno Lorenzo, leggendo con attenzione ciò che scrive, si denota un’oscillazione tra il voler trarre da sè il meglio, con altre situazioni che purtroppo le procurano "smarrimento", come lei stesso scrive. Nel modo di vivere che ci descrive si evidenzia un "loop" con questo termine per sintetizzare, si evidenzia nella psicologia, l’essere succubi di pensieri ed emozioni molto forti, senza riuscire a disidentificarsi da essi, e pertanto sarebbe prezioso potersi fermare, ritrovare la centratura interiore e prendere un nuovo percorso, in quanto se questo non accade si diventa preda di pensieri ossessivi e senza fine, che producono appunto un loop. Nella vita di ognuno, il modo per avere relazioni felici è cercare costantemente di capirsi, ricercare il modo in cui siamo stati condizionati ed educati, nel modo di pensare e pertanto di essere al mondo,  attraverso la famiglia, la cultura, la religione ecc. Nelle relazioni con i propri genitori, con la propria compagna, con il mondo del lavoro, dello studio,  può scoprire molto di se, e tramite la consapevolezza crescente (in questo la pratica della meditazione buddista potrà aiutarla tantissimo), percepire le paure, l’ansia, lo smarrimento, i pregiudizi, le reazioni che non sono azioni, che determinano il suo malessere. Credo fortemente che in lei esista una forte energia, che le chiede di cercare la sua strada, indipendentemente dagli altri, di capire davvero cosa ama studiare, che lavoro la rende felice, che tipo di gente è giusta per la sua vita, forse per questo sente questo bisogno di non assuefarsi alla routine. In lei si evince grande motivazione, indispensabile per evolvere nella vita, e grande intelligenza. Provi a non fermare i pensieri, ma osservarli attraverso la meditazione, oppure se ne sente l’esigenza attraverso il supporto di un terapeuta, e si sposti dalla riflessione all’azione, all’amore per se stesso, il viaggio di cui parla, ha inizio dentro di se, non importa il luogo.

Per qualsiasi chiarimento, se vuole resto a sua disposizione.

Cordialmente

Dott. Francesco Garganese