Sto malissimo e non so cosa fare

Larson

Salve, a tutti coloro che avranno il piacere e la pazienza di leggere questo mio sfogo. Sono Larson, un ragazzo sulla soglia dei 20 anni che fin da piccolo si è sentito diverso dagli altri: più sofferente. Ho avuto un'infanzia molto complicata e piena di brutti ricordi per via del rapporto fortemente nocivo tra i miei genitori che tirava in ballo sia me che mia sorella. Ho passato questa mia piccola parte di vita a cercare di rincorrere sempre qualcosa: una personalità da mostrare per sembrare meno strano o una socialità che non mi è mai appartenuta. Dopo tanti anni di questo, al mio compleanno dei 17 anni mi fidanzo con la mia prima ragazza caratterizzata fin da subito da un rapporto fortemente immaturo e sbagliato; problema di cui mi ritengo il principale responsabile. Dopo un mese di tira e molla, questa ragazza si prende una pausa di un paio di settimane (che ho passato piangendo e scrivendole di continuo cercando di farla tornare) lei decide di chiudere definitivamente la storia. Resto aggrappato per mesi in cui rovino il suo rapporto e quello con tutti i miei amici. è stato il periodo più brutto della mia vita ed ero completamente solo (non avevo più dialoghi neanche con i miei genitori). dopo qualche mese, con dura fatica riprendo piano piano a mangiare e a stare un po meglio, "guarisco" dopo oltre un anno. Nel 2020 conosco un'altra ragazza con la quale si forma un legame di dipendenza da parte sua nella quale rimango intrappolando (volevo lasciarla ma avevo paura di rimanere solo); il rapporto dura 8 mesi quando finalmente riesco a lasciarla con l'aiuto psicologico di mia madre. Dopo circa un paio di mesi conosco un'altra ragazza: amore a prima vista e dopo pochissima conoscenza decidiamo di provarci nonostante dovessi partire per 4 mesi a berlino. il rapporto regge per tutta la durata della lontananza senza mai subire forti incrinamenti, anzi, lei innamorata piu che mai e io pure. Torno a casa e dopo neanche un mese dal mio ritorno decide di lasciarmi dicendo che non mi amava piu, non era sicura di averlo mai fatto e che aveva bisogno di un periodo per stare da sola, decidiamo di rimanere amici (io sono ancora innamorato) e iniziamo a sentirci ogni giorno (ero io a premerla) finche dopo numerose liti per via della differenza d'impegno fra noi 2 (io sempre presente mentre lei quasi del tutto assente) lei decide di interrompere del tutto il rapporto ma dopo un paio di giorni mi scrive e li (analizzandomi probabilmente ho avvertito il "permesso" di tornare a scriverci ogni giorno) ma la situazione non è affatto cambiata anzi. Io ci soffro molto e vorrei capire lei se effettivamente non mi ama piu e quindi devo sparire dalla sua vita oppure starle accanto in questo periodo per poi tornare ad essere come prima. Inevitabilmente l'intero manoscritto si è basato su di lei ma vabbe. Vorrei capire come mai soffro cosi tanto per una relazione poco importante e guardandomi nel passato e nel presente dopo la fine di una storia inizio a diventare un maniaco del controllo (cerco di capire cosa fa, con chi è, accessi ai vari social, se entra su un social senza rispondermi ci soffro molto) mentre durante la relazione non ho affatto questi problemi, Vorrei poter stare meglio con me stesso e imparare a stare da solo ma non riesco. Mi sento inconcludente, paragonabile ad uno dei personaggi delle storie narrate da Svevo nonostante a livello professionale e culturale sia abbastanza avanti per la mia eta. Scusate la pesantezza di quanto scritto e saluti!

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Larson, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL