Suggestione o effetto collaterale?

Fabi

Salve, Volevo chiedere informazioni riguardo a quanto mi è accaduto, purtroppo non mi è chiaro. Premetto che sto prendendo un psico farmaco per il tono dell'umore e vedere la suscettibilità ad altro. Vengo da un periodo in cui ormai da tempo l'umore era giù, appiattito e con poca voglia di fare, ma mi sono sempre imposta e ho fatto tutte le mie cose anche se con grande fatica. Ieri mi sono svegliata che stavo meglio, non ero euforica, ma stavo decisamente bene, tranquilla, ho fatto più cose del solito e mi sono data da fare e rimodellato alcune cose in casa che volevo cambiare, mobili ecc... Tutto normale finché non arriva la sera e prendo le gocce prescritte. Sono uscita con le amiche, serata piacevole e poi al momento di coricarmi nel letto mi è successo qualcosa di insolito e fastidioso. Ero assonata, tuttavia con difficoltà ad addormentarmi. Sono stata travolta da tantissimi pensieri, uno dietro l'altro, veramente troppo veloci da non riuscire a starci dietro (tutt'ora neanche me li ricordo) che mi hanno reso difficile dormire. Fortunatamente poi il sonno è prevalso. Non vorrei che fosse un effetto collaterale o magari semplice suggestione essendo una delle prime volte che prendo un medicinale di questo tipo..,non mi andrebbe di riferire cose che magari non sono per niente collegate. Grazie

2 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Fabi, è molto positivo che abbia deciso di prendersi cura di sé e farsi aiutare per stabilizzare l'umore. I farmaci, uniti a psicoterapia, hanno senz'altro un effetto di maggior efficacia. Per capire meglio se i fastidi che avverte siano collegabili all'assunzione del nuovo medicinale, dovrebbe segnalarli al medico che glielo ha prescritto. E' molto importante che lo faccia, anche se di per sé, una sensazione di pensiero accelerato prima di dormire può anche non avere a che fare con il farmaco, ma essere collegato ad ansia e anche a motivi esterni (stress e preoccupazioni del momento).

Molti auguri

Salve Fabi, ritengo utile esporre la questione al medico che ha prescritto i farmaci, figura professionale più competente in materia.
Tenga presente che la letteratura scientifica è concorde nel sostenere l'efficacia dell'intervento combinato ossia costituito da farmaco più psicoterapia dunque la invito, qualora non lo avesse fatto, a richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL