Travestirsi da donna

tommaso

Buongiorno, sono un uomo felicemente sposato di 66 anni, amo le donne e non ho mai avuto pensieri omosessuali. Premetto che essendo un libero professionista ho un piccolo ufficio dove lavoro da solo. Tempo fa, e parlo di circa una decina di anni fa, per gioco ho indossato capi femminili, ricordo benissimo la piacevolissima sensazione provata e questo mi ha portato a volerlo rifare e rifare ancora fino al punto di avere il bisogno di indossare capi femminili non appena entro in ufficio e poi inizio il mio lavoro. Nel tempo ho acquistato tanti capi, abiti corti, lunghi, minigonne, pantacollant etc, varie scarpe con tacco alto per essere giuste con il vestito, ho persino acquistato protesi in silicone per il seno. Quando indosso capi femminili mi sento "bene", a mio agio. C'è però una cosa che mi sconvolge: ho notato che durante le attività normali che svolgo nel mio ufficio i miei movimenti, il modo di accavallare le gambe o stare seduto, il modo di chinarsi per prendere qualcosa e altro sono più "femminili", inoltre mi viene spesso, anzi molto spesso, la forte tentazione di sentirsi donna fino in fondo immaginandomi in un rapporto con un uomo. Ovviamente non l'ho mai fatto ma questo stato mentale mi fa paura! e a volte rifuggo l'idea di travestirmi per timore di quelle sensazioni! Ho letto che molti uomini provano eccitazione nel travestirsi da donna, io no! anzi il mio pene è come se si riducesse. Grazie

4 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno, il piacere da parte di uomini ad indossare abiti femminili è un aspetto molto interessante della sua personalità e non c’è nulla di cui preoccuparsi. Le sue sensazioni, il suo modo di sentirsi andrebbe ascoltato perché ha sicuramente un senso nell’evoluzione della sua vita. Un sentire che non può essere taciuto o represso, né  lasciarlo agire senza aver operato prima una ricerca di un senso. Perché farsi sommergere è altrettanto sconsigliabile quanto tacerlo. Potrei usare mille termini tecnici per definire questa sua pratica, ma resterebbe una etichetta che non servirebbe a nulla, se non a rafforzare l’agito togliendo spazio alla pensabilità.  Dovrebbe trovare dentro di sé il coraggio di affrontare un percorso terapeutico che l’aiuterebbe in un processo di comprensione e di trasformazione.

Dott. Pasquale Caulo

Dott. Pasquale Caulo

Napoli

Il Dott. Pasquale Caulo offre supporto psicologico anche online

Buongiorno Tommaso,
le rispondo in modo diretto, perché è quello di cui ha bisogno.
Non c’è nulla di “strano” nel fatto che lei stia bene quando indossa abiti femminili. Quello è un suo spazio personale che le dà una sensazione di libertà e di agio.
Il punto che la spaventa non è quello: è la sensazione di perdere il controllo di chi è, quando entra in quel ruolo.
Quella trasformazione nei gesti, nelle posture e nelle fantasie non significa che lei stia cambiando orientamento o identità. Significa che, in quel contesto, la sua mente entra in un ruolo in modo molto completo, quasi come un attore che non si limita al costume ma vive anche la parte. E quando il coinvolgimento è così forte, arrivano anche pensieri coerenti con quel ruolo, compresa l’immaginazione di un rapporto con un uomo.
Non è un obbligo né un destino: è una costruzione mentale che nasce dentro quella situazione, non fuori.
 
Il fatto che non ci sia eccitazione sessuale, anzi quasi una riduzione, è importante: indica che per lei non è principalmente una questione erotica, ma psicologica ed esperienziale. Lei non sta cercando sesso, sta cercando uno stato interno diverso.
 
La paura che sente è comprensibile: è la paura di non riconoscersi più. Ma i fatti della sua vita dicono altro. Da anni vive questa esperienza e non ha mai perso il controllo, né ha mai fatto qualcosa che non volesse davvero. Questo è un dato concreto, non un’opinione.
 
Quindi il punto non è evitare né “accettare” passivamente.
È capire che quella è una parte di sé che si attiva in un contesto preciso, e che può essere vissuta senza farla diventare più grande di quello che è.
 
Le fantasie non obbligano alle azioni.
Le sensazioni non definiscono chi è nella sua vita reale.
E soprattutto: non sta andando da nessuna parte contro la sua volontà.
 
Quello che può aiutarla davvero è fare chiarezza su cosa rappresenta per lei questa esperienza, così da viverla senza paura e senza sentirsi diviso.
Se desidera, possiamo approfondire insieme in modo serio e riservato.

Dott. Umberto De Marco

Dott. Umberto De Marco

Napoli

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Da ciò che descrivi sembra che tu stia attraversando un momento emotivamente complesso, che merita attenzione e ascolto.

Le difficoltà che riporti possono avere diverse origini e significati, e spesso rappresentano un tentativo della mente e del corpo di segnalare un bisogno non ancora pienamente riconosciuto o espresso. È importante non minimizzare ciò che stai provando, anche se può sembrarti “esagerato” o difficile da spiegare.

In questi casi può essere utile iniziare a osservare con maggiore consapevolezza quando emergono questi vissuti: in quali situazioni, con quali pensieri associati e con quali sensazioni corporee. Questo primo livello di comprensione può già offrire qualche elemento in più per orientarsi.

Allo stesso tempo, se queste difficoltà persistono o interferiscono con il tuo benessere quotidiano, potrebbe essere utile confrontarti con un professionista, che possa aiutarti a esplorare più a fondo ciò che stai vivendo in uno spazio protetto e senza giudizio.

Rimango a disposizione se vuoi approfondire meglio alcuni aspetti della tua esperienza.

Caro Tommaso, apprezzo che hai condiviso con tanta sincerità un aspetto intimo che genera inquietudine. È comprensibile che, di fronte a sensazioni che ti sembrano "sfuggire al controllo" o che contraddicono l'immagine che hai sempre avuto di sé, tu provi timore.Tu noti un dettaglio fondamentale: non provi eccitazione sessuale, anzi, riferisci una sorta di "ritiro" della sua componente genitale. Clinicamente è molto importante. Spesso il travestitismo viene confuso con il feticismo, ma nel tuo caso sembra trattarsi di una ricerca di benessere psicologico ed emotivo. Quando indossi quegli abiti, non stai cercando un piacere fisico, ma uno stato di "agio" e di armonia. È come se quella "divisa femminile" ti permettesse di accedere a una parte di sé più morbida, accogliente e rilassata che il ruolo di professionista e di uomo "tradizionale" forse non ti permette di esprimere.Il fatto che i tuoi movimenti cambino (il modo di sedersi, di chinarsi) è un fenomeno psicologico naturale. Il corpo segue l'immagine mentale che abbiamo di noi stessi. Se ti senti "donna" in quel momento, il tuo sistema motorio si adegua inconsciamente a quello schema. Non è un segnale di "follia", ma della capacità della nostra mente di immedesimarsi profondamente in un ruolo.Se in quel momento ti senti pienamente donna, la tua mente completa il "quadro" immaginando uno scenario coerente con quell'identità. In psicologia, questo non significa necessariamente che sei diventato omosessuale. Significa che, all'interno della tua fantasia di femminilità totale, il completamento logico è la relazione con l'altro (l'uomo). È un'esplorazione mentale di un ruolo opposto a quello quotidiano, un modo per vivere un'esperienza "altra" fino in fondo.La paura nasce dal conflitto. Temi che queste sensazioni possano "invalidare" la vita felice, il tuo matrimonio e la tua eterosessualità. Ma l'essere umano è complesso: la parte maschile, che ama la moglie e lavora sodo, non viene cancellata da questa parentesi privata in ufficio.Invece di rifuggire l'idea di vestirti (cosa che spesso aumenta l'ansia e il desiderio per l'effetto "frutto proibito"), prova a osservare queste fantasie come se fossero un film. Sono pensieri, non ordini d'azione. Sei sempre lo stesso Tommaso, stai solo esplorando una stanza diversa della sua mente.

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