Detesto il mio corpo

luna

Salve a tutti, Ho 20 anni e mi ritrovo qui a scrivere dietro un pc cosa più mi tormenta da circa 2 anni. Tutto parte durante il covid, sfocia la pandemia e io dopo continui commenti riguardanti il mio corpo, cedo e finisco per odiarlo. Mi allenavo tutti i giorni, mangiavo poco e arrivai a bloccare il mio ciclo (sempre stato super regolare). Successivamente mi sono fidanzata, e dall'ora ho smesso di essere ossessiva con me stessa. Al liceo ho sofferto molto, nonostante sia normo-peso una persona a me vicina mi suggeriva di saltare i pasti e bere frullati, affinchè potessi dimagrire, finalmente. Ho un corpo a clessidra, e ciò che mangio mi si accumula nelle cosce, e sono sempre stata presa in giro proprio per le gambe. Da quando sto con il mio attuale fidanzato mi sento meglio, ne ho parlato con lui e mi aiuta sempre, ma adesso in vista dell'estate i brutti pensieri tornano, mi sento grassa e mi vergogno a parlarne perchè tutti mi risponderebbero ''fai una dieta e starai meglio''. Il punto è che non riesco, non riesco a seguire una dieta o ad andare in palestra, so solo lamentarmi e smettere di mangiare drasticamente, promettendomi di non esagerare più. Ma ovviamente non riesco, altrimenti non sarei qui a scriverlo, ma sarei felice di me. Vorrei essere spronata, come posso fare? Mi sento a disagio, mastico il cibo e lo sputo così per gustarne i sapori liberamente e non assumere kcal. Scrivo proprio perchè non capisco, mi amo e mi odio. E oggi che vi scrivo, mi odio un po' di più.

3 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Luna,

da come scrivi mi sembra di capire che il cibo sia diventato un po' una specie di ossessione in negativo. Dove stai cercando di dire dei no ma spesso dei no drastici che forse ti portano sia a livello emotivo sia a livello fisico a star male. A livello di peso e altezza come stai? Si potrebbe anche sentire il medico di base o una nutrizionista che potrebbe anche valutare una dieta maggiormente simile a quello di solito mangi perchè non sempre selezionano totalmente il cibo. 

Un aspetto inoltre su cui mi soffermerei è anche: "Cosa mi serve il consenso e l'approvazione degli altri?" Mi sembra di capire che il suo fidanzato è attratto da lei e che la vostra storia vada bene. 

Siamo sicuri che alcune persone non la giudicano "male" per invidia?

Si potrebbe infine anche valutare un breve percorso di psicoterapia per capire insieme a un professionista cosa accade quando vede il cibo, cosa pensa e prova prima di un pasto, quando le arriva la fame, se ci sono dei momenti di noia o frustrazione e da li trovare ulteriori strategie personali per fronteggiare questo pensiero ricorrente.

Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive, eventuale consulenza o se volesse rispondere in privato alle domande poste.

Le auguro di trovare presto una soluzione al suo problema.

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta

Ricevo a Torino, Rivoli e online

Gentile Luna,

il cibo ha un forte valore relazionale. Noi entriamo in rapporto con gli altri così come le varie parti di noi comunicano tra loro. I modelli relazionali  li apprendiamo durante l'infanzia nell'interazione con i genitori.

Sarebbe molto utile comprendere in che modo le Sue emozioni stanno cercando di aiutarla a trasformare i suoi pensieri negativi.

Provi a chiedere un consulto a un professionista per comprendere meglio le Sue difficoltà approfondendo la sua storia personale e famigliare e individuare la migliore modalità di intervento. Tra le tecniche più efficaci si annoverano: la Mindfulness, l'EMDR, l'ipnosi, l'MDPAC e il training autogeno bionomico.

Resto a disposizione.

Dr. Cisternino MDPAC (ricevo a Torino e online).

Salve Luna, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL