Non riesco a provare sentimenti veri

Alessia

Salve, sono una ragazza di 25 anni e ho paura di non essere capace ad amare, a provare sentimenti veri. Nella mia vita ho avuto 2 storie serie passate, in cui dopo qualche mese il sentimento è svanito, e la terza che sto vivendo adesso: all'inizio tutto perfetto, sentimento molto forte, ero innamorata... Poi arrivano i dubbi, e ora, dopo 9 mesi non so cosa provo e se provo ancora qualcosa. Premetto che io soffro d'ansia, disturbi ossessivi-intrusivi e pstd, e un possibile doc da relazione a questo punto. Sono distrutta, perché in amore io non sono mai stata felice nella mia vita, perché il mio sentimento dopo poco tempo sembra svanire, nonostante non ci siano motivi validi o gravi. Mi viene da pensare che forse l'unica soluzione per non soffrire e non far soffrire altri ragazzi sia quella di stare da sola, almeno senza partner non posso più avere pensieri intrusivi/non rischio più che i miei sentimenti svaniscano dopo poco facendomi stare malissimo... Anche se mi dispiace dovermi condannare ad una vita da sola senza nessuno vicino. Vedo tante persone che anche dopo anni provano sentimenti veri, intensi, forti... E io no, non riesco, nonostante il ragazzo con cui sto sia fantastico e pensavo che fosse perfetto per me, e ci sto bene. Ovviamente vado da una psicoterapeuta, da due anni, ma su questo lato dei dubbi verso i miei sentimenti non riesco a trovare supporto da parte sua, infatti sto valutando di sentire un altro parere.
Grazie.

4 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Alessia, 

da come scrive questa mancanza può essere dovuta da più aspetti il pensiero ricorsivo su parole o eventi vissuti nella sua quotidianeità che la portano a dubitare del suo sentire e delle sue emozioni come anche una sua paura persoanle nel riuscire ad affidarsi all'altro o un bisogno di "novità" e cambiamenti repentini. 

Come conduce lei la sua vita quotidiana?

Da un breve scritto non è facile dare indicazioni ma in primis può provare a riparlarne con la terapeuta, cercando proprio di aprirsi e spiegarle la sua necessità il suo bisogno magari anche proponendo per un periodo un cambio di obiettivo sentendo lei la necessità urgente di indagare maggiormente questo aspetto. Mi sembra di capire che per il resto la terapia sta proseguendo bene, lei si sente accolta e riesce ad aprirsi. 

Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive, eventuale consulenza o se volesse rispondere in privato alle domande poste.

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta

Ricevo a Torino, provincia e online

Salve Alessia, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Gentile Alessia, noi entriamo in rapporto con gli altri così come le varie parti di noi entrano in relazione tra loro e la noia può avere tanti significati a seconda della propria storia personale e familiare.

Spesso le emozioni sono percepite come un problema da risolvere mentre vogliono migliorare la qualità dei nostri pensieri e dei nostri istinti. È importante imparare a sostare nei propri vissuti perché questo determina come SO-STARE nella relazione.

Leggendo quanto ha scritto mi sono chiesto se anche con la terapeuta dopo i 9 mesi sia calata l'intesa. Secondo me potrebbe parlare di tutti i suoi dubbi circa la terapia con la professionista che la sta seguendo.

Tra gli interventi più adeguati per lavorare sulle sue difficoltà ci sono: l'MDPAC, la mindfulness, l'ipnosi, l'EMDR, il training autogeno bionomico.

Buona fortuna.

Dr. Cisternino MDPAC (ricevo a Torino e online).

Buongiorno Alessia. Come prima cosa dovrebbe parlare delle sue sensazioni circa l’andamento della terapia con la sua terapeuta, in modo da portare alla luce una crisi nel rapporto terapeuta-paziente: queste crisi spesso aiutano a provocare dei miglioramenti nella qualità del percorso, in quanto portano ad un rafforzamento del rapporto tra i protagonisti e ad un cambio di visione sulla situazione.
In linea generale sul disagio che riporta, potrebbe essere utile esplorare più a fondo la sua storia relazionale e cercare di individuare eventuali criticità che si ripetono nelle sue relazioni che potrebbero scatenare in lei il calo del sentimento; inoltre, individuando i significati che attribuisce alle relazioni a lungo termine, si potrebbe arrivare ad una comprensione maggiore del suo approccio e funzionamento in ambito sentimentale. In questo modo sarebbe in grado di acquisire strumenti adatti a far fronte alle crisi che vive e guardare da un’altra prospettiva la situazione.
Le auguro un buon proseguimento di percorso con la collega e, se dovesse essere necessario, mi rendo disponibile anche online nel caso in cui decidesse di cambiare.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.