Come faccio a non arrabbiarmi?

Vincenzo

Salve esperti
Prendo tutto sul personale, non accetto i consigli perchè li vedo come una sconfitta personale. Sono molto orgoglioso di me per cui non accetto di far vedere di avere difficoltà, soprattutto davanti ai miei genitori. I miei problemi voglio risolvermeli da solo. Mi porto dentro anche rancore nei confronti dei miei genitori che tendo a sfogare arrabbiandomi e rispondendo invece di mantenere la calma. È come se volessi che mi capissero. In più io o rispondo o sto zitto. Ma spesso non riesco a tenermele le cose perchè senò mi sento male dentro. Mi arrabbio per ogni semplice cosa, anche se mia madre mi dice di uscire perchè è come se mi sentissi oppresso. Come faccio a farmele scivolare le cose? Ho una mamma molto apprensiva e un padre più distaccato/autoritario. Ho 20 anni, sono un ragazzo  e arrivati ad una certa età, senti che i genitori cominciano a pesarti un po' quando la tua mente è affollata di pensieri come avere una ragazza, fare le prime esperienze, impegnarsi nella costruzione di relazioni ecc. Tutte cose lontane da loro perchè loro sono vissuti in un'altra epoca e determinate cose non le hanno fatte o almeno in altri modi e tempi... Tutto ciò mi fa arrabbiare perchè sembra che tutto quello che non hanno fatto o non sono riusciti a fare lo pretendono da noi figli, scaricando di conseguenze le loro preoccupazioni su di noi oppure credono che noi figli siamo come loro. Io invece faccio di tutto per non assomigliare a loro e voglio per questo evitare di raccontare magari miei problemi o difficoltà, almeno che non non riesca veramente in alcun modo a superarli, altrimenti da solo, attraverso gli errori e le esperienze imparo.

2 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Vincenzo, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL

Buongiorno Vincenzo. Ognuno di noi si coinvolge nell’interazione con gli altri basando l’interpretazione dei messaggi e degli scambi comunicativi su dei sistemi di significato che impariamo ad apprendere nel corso del tempo. Potrebbe essere utile approfondire le modalità che caratterizzano la comunicazione in famiglia anche per comprendere i significati che lei ha imparato ad attribuire ad una comunicazione volta, ad esempio, alla correzione di comportamenti, pensieri o situazioni tramite dei consigli, che dice di fare fatica ad accettare.
In pratica, l’approccio che abbiamo nei confronti dei messaggi che ci arrivano dall’esterno lo apprendiamo col tempo ed è influenzato dall’interpretazione che facciamo dei messaggi stessi.
Un primo utile passo potrebbe essere quello di avere un confronto non giudicante con i suoi genitori, per chiarire le posizioni reciproche.
Per comprendere meglio questi aspetti ed il suo funzionamento in questo ambito, nel caso in cui lo ritenesse utile e percepisse un limite alle sue relazioni, mi rendo comunque disponibile anche online per dei colloqui di confronto.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.