Problemi relazionali

Cosa posso fare io, oltre che attendere la sua crescita e la sua naturale maturazione?

Maria

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Salve. Sono la mamma di 2 bambini, il primo di 5 anni e mezzo il secondo 3. Il primo è sempre stato un bambino calmo, buono, molto timido e pochi capricci. Il secondo l'opposto fin dalla nascita. Ma ho scoperto che ciò avviene solo in famiglia, le educatrici del nido mi dicono che anche lui in realtà al di fuori della famiglia è timido e calmo. Ma per il momento chi mi preme di più è il primogenito. La sua “ timidezza“ senz'altro è ereditaria, lo è mio marito e anche io, anche se ormai ho imparato a celarla. Le maestre mi dicono che il bambino difficilmente gioca con i compagni, predilige i piccolissimi gruppi, tende a stare sempre vicino a loro; non vuole andare alle feste di compleanno dei compagni, ha paura dei luoghi molto rumorosi e affollati. Ho provato a farmi dire perché non gioca con i compagni e mi ha risposto perché alcuni di loro gli danno botte e che non lo vogliono, questa cosa mi distrugge, perché so cosa significa e cosa si prova. Vorrei che per lui la vita fosse diversa dalla mia, vorrei risparmiargli tutti le cose brutte, le umiliazioni che ho provato io da piccola. A lavoro ho chiesto il part- time per seguirlo di più, portarlo in palestra, all'uscita di scuola farlo intrattenere con qualche compagnetto nella speranza che la loro amicizia possa rafforzarsi, ma non vedo grossi progressi. E per finire, l'anno prossimo inizierà la scuola elementare, altro ambiente, altri compagni, altre maestre, credo che ciò peggiorerà quell'equilibrio precario che si era venuto a creare. Cosa posso fare io, oltre che attendere la sua crescita e la sua naturale maturazione? 1000 grazie per un gentile riscontro.

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

La domanda che li ci pone Maria, può essere letta con duplice sguardo. Certamente é la preoccupazione di una mamma che vorrebbe preservare ed aiutare il figlio a vivere al meglio le relazioni. Un aspetto é come aiutare suo figlio e lei da mamma ne sta provando alcune, l´altro aspetto é come rassicurare se stessa dal timore che anche suo figlio potrebbe "provare le stesse umiliazioni che ha provato lei da piccola". Molto spesso i bambini cosi piccoli risentono delle ansie dei grandi. Allo stesso modo beneficiano del benessere e dell´equilibrio dei grandi. A volte per prendersi cura dei figli occorre prendersi cura prima di tutto di se stessi. Se lo desidera puó valutare di chiedere una consulenza psicologica al fine di capire su quale dei due aspetti é meglio concentrarsi in questo momento.

Buon tutto

Cara Mamma,

io capisco che lei voglia proteggere il suo bambino ma ahimè lui anche se piccolo deve poter fare le sue esperienze e fare in modo che anche le esperienze negativi lo facciano crescere, la timidezza e una questione come leggo sia familiare che caratteriale, non gli faccia pesare la sua timidezza lo coinvolga insieme al fratello e ai cugini in attività, gli faccia fare uno sport, gli faccia capire che lei c'è ma non lo faccia sentire diverso non gli faccia capire che lei e preoccupata per questo se aggiungiamo ansia a questo comportamento.

cerchi di parlare con i piccolo si faccia spiegare come si sente, come sta, di che circostanze si sente timido, se questa cosa le crea problemi forse chiederei un supporto psicologico per il piccolo e per lei .

 

Carissima amica, la situazione è difficile, perché il bimbo probabilmente, da quello che ho capito, non è che trovi difficoltà a trovare amici, lui trova difficolta a relazionarsi con loro, che e diverso. Ciò sarà dovuto alla sua insicurezza. dunque, sarebbe il caso che facesse qualche seduta da uno psicologo che si occupi d'infanzia e che sappia mettere il bimbo a suo agio fino ad aiutarlo a conquistare la fiducia in se. Certo sarà sempre un po insicuro e il cammino sarà lungo, poiché per il bambino ci vorrà coraggio e voglia di superare il problema. Però io sarei ottimista. Sono a vostra disposizione anche on linea.

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