Problemi relazionali

Ho bisogno di approvazione...

Giada

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Buonasera.
Alcuni mesi fa ho interrotto una relazione di 4 anni perché mi sono innamorata di un ragazzo (io 25 e lui 30) con cui sto da 5 mesi. Il ragazzo in questione lavorava nello stesso mio posto di lavoro dove abbiamo iniziato la relazione (anche un po clandestinamente) ma dopo poco ha dovuto trasferirsi in un'altra città dove starà fino al mese di aprile. Da allora ci vediamo 2 giorni a settimana, ci telefoniamo 5 volte al giorno per far sentire meno la distanza, entrambi ci vogliamo e facciamo progetti specialmente per poter avere in futuro un posto dove poter stare insieme, finalmente dopo i mesi passati lontani... Non mi posso lamentare e, dopo tanti anni dove mi sentivo un po' morta e in preda alla monotonia ora mi sento più viva, più attiva, e cresce in me la voglia di indipendenza, cosa che non avevo nella relazione precedente, relazione dove le mie uscite erano di poche ore, e i momenti di condivisione erano veramente pochi. A tutto questo si è aggiunto il fattore famiglia. La mia famiglia non accetta la mia scelta molto rischiosa a parer loro di aver lasciato una "certezza" per qualcosa di nuovo di cui "ti rovinerai la vita" ma che per me non era più una certezza ma un'abitudine, e forse una relazione iniziata in età troppo giovane. Ho voglia di crescere e avere un rapporto maturo, cosa che sto avendo ora. Pur avendo 25 anni non ho mai trascorso molte notti fuori, cosa che ora faccio sovente per poter vedere il ragazzo che vive a 2 ore di distanza da me. Loro non essendo abituati non possono che preoccuparsi e basta. Non so spiegare quello che provo ai miei genitori. Non credono alla mia storia e non vogliono conoscere questo ragazzo. Capisco sia passato poco e l'affetto che avevano per l'altro ragazzo era parecchio, ma ho bisogno di approvazione e ho bisogno di fargli capire che io ora sto bene. Ma se loro continuano così peggiorano le cose. Tanto che oltre a far sentire in difetto me, come se avessi fatto un errore madornale, anche il mio ragazzo si sente in difetto, e in cuor suo sta facendo in tutti i modi per farsi accettare. Purtroppo per poterci vedere da me dobbiamo prendere un hotel...perché non vivo ancora da sola e ovviamente qui non entrerà mai. Mi sento molto giudicata e in colpa. Come posso fare per superare tutta questa situazione scomoda?
Grazie

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Giada,


comprendo che non sia facile sentirsi nel mezzo tra ciò che si prova e la necessità di approvazione di persone per lei importanti.


Quello che mi viene in mente, leggendo le sue righe, è la metafora del viaggio dell'eroe.


Non esiste epica, leggenda, storia, favola in cui il viaggio di un eroe non venga espresso come un viaggio in cui colui che si appresta a divenire ero non abbandoni una casa, non attraversi il proprio viaggio in solitudine, non si senta incompreso, non si perda....


Il mostro che il futuro eroe affronta e sconfigge per divenire eroe non è che la rappresentazione della capacità di sopportare tutte queste difficoltà per appropriarsi della propria adultità.


L'eroe sente una strada, ma la affronta con molti dubbi, perplessità e in solitudine.


Solo quando l'eroe sconfigge il drago (metaforicamente diventa adulto) allora rientra a casa e, a quel punto, il suo "villaggio" lo riconosce per quello che é.


Le auguro un buon viaggio.

Cara Giada, in colpa perchè? A me sembra che quanto scrive esprima efficacemente ciò che prova. A 25 anni ha il diritto di fare le sue scelte di vita, quali che siano. Chieda ai suoi genitori se desiderano davvero assumersi la responsabilità della sua felicità privata. Il convincimento dei suoi genitori passa attraverso quello che lei trasmette con il suo atteggiamento, lo tenga ben presente.


Un abbraccio

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