Problemi relazionali

Mia figlia di 3 anni e mezzo non vuole assolutamente giocare con i bambini

francesca

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Buongiorno, sono la mamma di una bambina di 3 anni e mezzo, estremamente intelligente, con una dialettica e proprietà di linguaggio di una 15 enne. E' cresciuta solo con me e con il papà che per motivi di lavoro è presente solo il fine settimana. Il problema che comincia a preoccuparmi è che non vuole assolutamente giocare con i bambini. A scuola le maestre mi dicono essere molto tranquilla, rispettosa ma che è completamente priva di quella istintività che caratterizza i bambini di questa età. Lei cerca molto le maestre con cui parlare di tutto, è molto riflessiva. Con gli amici di famiglia tende a cercare le mamme e non i figli. Gli altri bimbi giocano, si rincorrono, fanno delle attività….ma lei non ne vuole sapere. In cosa sto sbagliando? Cosa posso fare per incentivare la socializzazione? A casa giochiamo molto insieme e onestamente poco in autonomia. Preferisce i giochi in cui ci si traveste, si mette in scena qualcosa, si inventano storie. Ama disegnare, fare lavoretti ma zero costruzioni, puzzle e giochi classici. Se potete datemi un consiglio. Grazie mille

8 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Sig.ra Francesca, penso che le sue preoccupazioni siano un pò fondate, mi ha colpito la frase in cui  lei racconta che  non la lascia sua figlia giocare in autonomia..... forse è il caso di creare degli spazi in cui la piccola non ha bisgno delle  figure adulte per esistere, e per giocare. Molto probabilmente è stata adultizzata e  quindi non riesce a rapportarsi ai pari della sua età. Forse anche le assenze forzate, per lavoro di suo marito, ha incetivato tra di voi  lo sviluppo di un legame simbiotico. E' importante  che la piccola recuperi la sua istintività, non la stimoli troppo  a diventare grande, con il tempo potrebbe diventare pesante per lei..........

Se vuole ulteriori spiegazioni, non esiti a contattarmi

Cordiali saluti

Gent.le Francesca, io non mi preoccuperei per la sua bambina se non manifesta segni di disagio o di sofferenza. Culturalmente siamo abituati a confrontarci con modelli che consideriamo normativi e di conseguenza a preoccuparci se la nostra personale esperienza si discosta da essi. Ma ogni individuo è assolutamente unico e irripetibile così come il suo percorso di crescita e maturazione. Lasci pure che sua figlia - che dalla sua descrizione appare molto creativa e vivace -faccia pure i giochi che predilige come e con chi le piace. Credo che la cosa più importante per una sua crescita serena sia in primis sentire che per i suoi genitori lei è ok così com'è e che non vi è nulla di sbagliato nelle sue scelte comportamentali e relazionali. Sono certa che l'apertura all'universo dei suoi coetanei, per la sua bimba, verrà poi da sé.

Gentile utente,

dal momento che ci dice che la bambina è cresciuta solo con i genitori, è molto probabile che l'assenza di altri bambini negli anni precedenti ha un ruolo importante nella genesi del comportamento attuale. E' probabilmente il caso che voi genitori consultiate uno psicologo per modificare eventuali dinamiche familiari che possano contribuire a questo isolamento della bambina.

Nel frattempo comunque potrebbe ad esempio invitare una o più coetanei e organizzare un gioco, da fare insieme a lei genitore, del tipo inventare storie con più personaggi,  in modo da abituare gradualmente la bambina a giocare insieme ad altri bambini.

Cordiali saluti

Secondo il mio parere , sua figlia ha solo bisogno di avere un adulto che (solo inizialmente) la aiuti a giocare con gli altri bambini. Quindi ad esempio per essere più chiari potrebbe invitare qualche altra bambina a casa sua e inizialmente mettersi aa fare un gioco insieme per poi gradualmente lasciarle giocare da sole. Oppure creare più occasioni d incontro con altri bimbi. Vedrà che all inizio sarà difficile ma poi con il tempo le cose miglioreranno e la bambina comincerà ad imparare a divertirsi anche con altre bambine. Magari all inizio provi con una bambina che già conosce e sempre con quella ...poi allarghera' la sfera all asilo o a sd altra bimba. Altra cosa importante: non drammattizzi di questo con sua figlia, non lo faccia vivere come un problema. Perché non è un problema grave ,fa parte di una delle fasi di crescita di sua figlia e vedrà che tra un po passerà. Saluti.

buona sera signora 

leggendo la sua lettera , lei mi parla di una bimba di tre annni che si nuove nel mondo della socializzazione con altri bimbi all'asilo, quindi rispetti i tempi di sua figlia la qual'è ha una sua personalità , poi inizi con  cugini se ci sono in famiglia per farla giocare , usi il suo mezzo di comunicazione il teatro le storie per coinvolgere trovi una libreria dove si leggono storie per bambini l'accompagni, oppure nelle piazze di paese ci sono i burattini, non si senta in colpa poi di cosa , sua figlia dipende da come la state educando, sembra tranquilla a scuola va bene , rispetti il suo carattere la sua personalità, provi a fare queste prove se poi con il tempo ci sono dei cambiamenti in posito va bene .. se ci fossero in negativo da lei valutati si rivolga ad un psicologo ... ma lasci che sia lei a decidere avete un animale in casa questo potrebbe aiutarla nella socializzazione nel gioco ... 

Mi sembra che la risposta sia nella presentazione e nell'anamnesi della impostazione delle relazioni nella vostra famiglia. I bambini che crescono troppo insieme agli adulti incontrano difficoltà nel rapportarsi con i pari di età. Sono adultizzati,e vengono privati, anche se involontariamente, del ruolo di bambini. Forse i genitori e prarenti si rivolgono da sempre a lei con un linguaggio adulto, Forse nonostante gli adulti giochino con lei non le permettono di stare "al suo posto". Il bambino interno può diventare un tiranno se apprende le strategie di pensiero degli adulti. E' un peccato non vivere la propria infanzia quando è il tempo, perchè prima o poi la bambina interna di sua figlia emergerà (tutti abbiamo un sistema limbico affettivo e ludico) ma nel momento sbagliato. Ci sono anche dei vantaggi nel quadro descritto che rendono sua figlia dotata, sensibile, introspettiva e la faciliteranno ora ed anche più avanti, non intendo vedere la patologia. Ora però le ludoteche, le feste di compleanno, inviti a casa, anche uno/a psicomostricista in uno spazio grande che le insegni a giocare e possa osservarla potrebbero essere strategie buone. Inizialmente non le andrà a genio, ma scoprire il gioco infantile è bellissimo e non ptrà non far presa, anche se dovrà abbandonare un poco di onniipotenza. Se esistono problemi di ruolo nella coppia o nella famiglia, e questo potete saperlo sotanto voi, una valutzione delle comptenze genitoriali ed un seguente sostegno alla genitorialità potrebbero essere opportune, perchè quando un bambino manifesta problemi spesso sono gli adulti il nucleo e la causa, così come rappresentano una soluzione. Cordiali Saluti

Gentile mamma

il problema da lei posto, da come lo ha descritto, mi sembra rientrare nella normalità dei bambini di questa età.

La prima cosa quindi è sdrammatizzare e non creare agitazione attorno alla bambina. Se finora ha giocato solo con lei e ha ottenuto riconoscimenti e soddisfazione solo con gli adulti è normale che ricerchi gli adulti per avere coccole e carezze di vario genere. Potrebbe essere utile abituarla di più all'autonomia e darle il permesso di esplorare da sola le varie situazioni o attività in casa e a scuola.Chiedere poi alla bambina cosa la spinge a non giocare con gli altri bambini non per rimproverarla ma per capire qual'è il vantaggio a stare solo con gli adulti. Aiutarla ad apprendere che si può chiedere e dare qualcosa agli altri  e accettare di sbagliare o essre rifiutati senza per questo perdere l'amore di mamma e papà.

 

Buongiorno Francesca, da quanto descrive sembrerebbe che la sua bambina abbia sviluppato maggiormente le proprie competenze relazionali nel rapportarsi con gli adulti piuttosto che con i coetanei e, proprio per questo motivo, tenderebbe a privilegiare tale modalità di comunicazione, che probabilmente le è più familiare, anche nell'ambiente scolastico. Ritengo utile sicuramente favorire quanto più possibile, anche al di fuori del contesto scolastico, le interazioni con i coetanei, dandole così modo di sperimentarsi in situazioni sociali di vario genere, anche attraverso la partecipazione ad attività di guppo (per es. attività sportive, laboratori pomeridiani...). Potrebbe essere utile, inoltre, introdurre giochi da fare insieme ad altri bambini, in modo da catturare l'interesse e trovare spunti di condivisione, lasciando poi loro la libertà di continuare il gioco iniziato e cercando di limitare l'intervento da parte degli adulti.

 

 

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