Problemi relazionali

Mia madre non accetta la mia relazione sentimentale

Melissa

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Salve,

sono una ragazza di 22 anni. Sono una studentessa di mediazione linguistica e culturale e ho un'ottima media. Mi hanno sempre detto di essere una ragazza modello per i miei risultati scolastici e per l'aiuto che do in casa. Da un anno a questa parte però le cose stanno andando diversamente. La mia prima storia d'amore è inizata a 15 anni ed è terminata ai 20 per mia scelta, a causa della sua oppressione nei miei confronti. Dopo alcuni mesi ho iniziato ad uscire con un altro ragazzo con cui ho iniziato una storia. Mia mamma non ha mai approvato questa relazione, perché non lo considera il ragazzo giusto per me. Con lui le cose non andavano bene, perché non mi sono data il tempo di metabolizzare la rottura con il mio ex e quindi continuavo a sentirlo e vederlo di nascosto fino a quando ho deciso di dire la verità al ragazzo con cui stavo. Dopo una rottura durata un mese abbiamo deciso di riprovarci, ma purtroppo le cose non andavano ancora bene, perché io puntualmente continuavo a ripensare al mio ex. Mia mamma nel frattempo ha continuato a ripetermi in modo brusco e urlando, che avrei dovuto lasciarlo e che non approvava la nostra relazione. Al che una volta partita in vacanza con lei ha fatto di tutto pur di convincermi a lasciarlo e così è stato. Mi ha buttata anche nelle mani di un altro ragazzo e mi ha fatto giurare di non rivederlo e né sentirlo più, pena la chiusura del rapporto con lei. Sono arrivata ad odiarlo perché mi ero convinta di tutto ciò che mi diceva mia madre. Dopo 9 mesi l'ho rivisto ed è bastato un bacio per riaccendere il tutto. Da ormai un mese continuo a vederlo mentendo a mia mamma rispetto alle persone con cui mi trovo. Stasera credo che però abbia capito tutto e mi ha detto espressamente che con "quel mostro" non devo vedermi e che mi posso dimenticare tutto da lei. Io capisco che sia preoccupata e che lo odi, perché mi ha visto soffrire a causa sua. Ma lui non è un cattivo ragazzo. Ha 24 anni, lavora nella ditta del padre, vive da solo da ormai un anno. Non beve, non fuma e non si droga. Mi ha aiutata in passato a superare le mie paure più grandi che mi portavano ad avere persino attacchi di panico. Se litigavamo la colpa era di entrambi, ma mia mamma ha sempre giustificato i miei sbagli (compresi i tradimenti nei confronti di questo ragazzo). Io ora non so proprio come comportarmi. Io sto cercando di vivermi questa storia giorno dopo giorno, cercando di capire se possa essere una relazione stabile o se separarci per sempre. So che però in questo modo sto deludendo mia madre. Non so proprio cosa fare. Confido nel vostro aiuto.

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Melissa,


mi sembra che rispetto alla relazione con il ragazzo stia cercando di capire la solidità e le prospettive future della relazione attuale vivendola "Io sto cercando di vivermi questa storia giorno dopo giorno, cercando di capire se possa essere una relazione stabile o se separarci per sempre.", quindi non agendo impulsivamente ma stando nel presente.


La difficoltà che porta ora è soprattutto nel rapporto con sua mamma che teme di deludere e a cui mente sulla relazione ripresa con il ragazzo. I confronti con lei li racconta come molto accesi, dove non si riesce ad arrivare ad uno scambio autentico. Può provare a proporre con un collega psicoterapeuta per entrambe un percorso di coppia: mamma e figlia per migliorare il dialogo e la comunicazione fra di voi, nel caso sua mamma non aderisca, eventualmente può effettuare con un collega dei colloqui individuali per trovare il modo migliore di stare nel legame con sua mamma.


In bocca al lupo

Salve, pensi che magari sua madre vuole soltanto aiutarla e con lei trovare quello spazio di holding materno che l'aiuti a vivere meglio le sue scelte. Faccia quello che ritiene più opportuno tra l'altro al cuore non si comanda. Il disturbo da attacco di panico è un periodo di attacchi di panico inaspettati. Vi sono palpitazioni, cariopalmo, tachicardia, sudorazione, tremori fini o a grandi scosse, dispnea o sensazione di soffocamento, sensazione di asfissia e altri sintomi. Nel trattamento attraverso la psicoterapia la soluzione è di far pensare al paziente che un attacco di panico non è pericoloso per la vita, e si spiegano modalità più funzionali con cui accettare i sintomi e lasciarli andare. Bisogna capire il significato inconscio ipotizzato dall'ansia, magari la madre rappresenta una causa scatenante dell'ansia a causa del suo comportamento un pò repressivo. Bisogna parlare con la madre e spiegarle che un atteggiamento meno repressivo la può aiutare a migliorare i sintomi di panico

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