Non riesco mai a sentirmi a mio agio nè con me stesso nè con nessuno... cosa posso fare?

Anonimo

Buonasera, sono un ragazzo di 17 anni ed appena di ritorno da una gita di 5 giorni che mi ha permesso di riflettere molto sulla mia persona e le mie relazione interpersonali. Anche se non posso dire di non aver avuto dei buoni genitori, mia madre da piccolo mi ha fatto sempre pesare alcuni miei comportamenti (Come la timidezza) e soprattutto pur di farmi ottenere voti alti mi ha causato una paura di commettere costantemente errori. Oggi la situazione è del tutto diversa, accetta che faccia qualche errore e continuo ad avere buone prestazioni, ma quella paura rimane e pervade ormai ogni aspetto della mia vita, spesso inconsciamente. Con l'aggiunta di pugnalate dietro la schiena da amici fidati e ad assistere ad alcuni orribili litigi tra i miei genitori (Ormai affievoliti rispetto a prima, di cui comunque rimangono le memorie...), ho perso quasi completamente la capacità di fidarmi degli altri, pensando che abbiano sempre secondi fini, di comportarmi in maniera realmente naturale e genuina con altre persone, diventando anche piuttosto cinico (anche se cerco di nasconderlo un po' a gli altri e un po' anche a me stesso), di avere sempre degli incessanti dubbi che per quanto provi a reprimere tornano sempre indietro e di provare un forte rancore ed odio nei miei confronti, sopratutto nel ripensare a come avrei potuto fare meglio delle cose nel mio passato. Insomma, sento sempre come se quando parlo con gli altri non sia realmente me stesso ma stia fingendo di essere qualcun altro, come se inconsapevolmente sdegnassi quella reale versione di "me stesso" di cui ormai non ho nemmeno più un'idea precisa di chi sia. Inutile dire che questo mi abbia causato forti problemi a relazionarmi con gli altri, in quanto non so nemmeno come comportarmi o di che cosa discutere senza risultare imbarazzante. Forse anche per questo, ho cominciato ad avere dei momenti in cui, anche se uscivo con altri, mi arrendevo completamente a socializzare e passavo lunghi periodi di tempo in silenzio, in cui nonostante volessi provare a parlare non mi viene in mente nessuna cosa di cui discutere ma solo il mio ritenermi un miserabile ed l'invidia nei confronti degli altri per poter discutere liberamente senza un costante peso addosso. Purtroppo di questo ne ho avuto riprova negli ultimi mesi con delle uscite insieme ad alcuni amici e una mia compagna di classe per cui non ero del tutto certo di provare qualcosa (Ed onestamente, ancora ora sono un po' titubante su questo). Non è una ragazza particolarmente bella di viso ma abbiamo numerosi interessi in comune e per un periodo ci stava chiaramente provando (O almeno, voleva diventare una amica più vicina) spesso parlando con me piuttosto che ad altri del gruppo. Tuttavia, forse nella paura di non apparire abbastanza interessante o dell'ansia, mi sono ridotto ad ascoltarla senza mai dare una risposta veramente concreta ed interessata a lei, finendo anche in una comicità piuttosto imbarazzante pur di forzarmi a dire qualcosa (anche se quel che diceva realmente mi divertiva e mi interessava). Fatto sta che anche con lei mi sono ritrovato in quei "momenti" di depressione, che purtroppo si sono prolungati nel tempo finendo per averli persino in classe. Purtroppo, la stessa cosa è capitata anche in gita, tanto che ogni giorno invidiavo costantemente gli altri per potersi divertire costantemente ed avere in futuro belle memorie sulle notti passate insieme, quando per me era praticamente impossibile perchè per quanto ci provassi c'era sempre quel sentimento di angoscia che mi tirava indietro. E non a caso ho cominciato a sentirmi incredibilmente male quando forse una delle poche persone in classe che ritengo un po' più fidato ha cominciato a stare sempre più vicino a lei, cosa che chiaramente ha ricambiato. Alla fine ho passato la gita a pensare constatemente a tutto quello che stavo perdendo, il tempo con gli amici e la possibilità di stare con quella. In realtà, riguardando la situazione in maniera più critica, penso di essere semplicemente ben più invidioso della loro chimica che altro, perchè so bene che per come sono fatto non avrò mai una relazione così naturale e sincera, per quanto possa piacermi l'altra persona. Sotto sotto penso di essere anche una persona realmente simpatica e dritta al punto, perchè di questo ne ho avuto riprova nei periodi in cui sono stato colpito di meno dall'ansia. Ma ogni volta che incomincio a sentirmi meglio basta una scemenza, come una brutta figura o un litigio breve in famiglia, che mi fa tornare in quello stesso stato di angoscia ed ansia. Dentro di me sento di poter avere una vita felice, ma tutto mi sembra andare contro. (Non ho abbastanza soldi per andare in palestra nè da uno psicologo, ho costantemente il pensiero dell'università alle porte e i compiti eccessivi da fare per la scuola...) Purtroppo di questi problemi non ne posso parlare con nessun'altro, in quanto non ho un amico che veramente si interessi alla mia situazione. (E ne vorrei tanto uno sinceramente) Ho costantemente pensieri di autolesionismo e talora persino suicidi, anche se riesco a reprimerli per quanto li trovo banali ed inutili. (in gita mi sono persino tagliato per la prima volta, ma dopo averlo fatto non ho potuto fare altro che provare sdegno nei miei confronti per commettere un'azione così inutile pensando di ottenerne qualcosa) Insomma, non riesco a trovarmi a mio agio nè con me stesso nè con gli altri, e ciò ha causato la mia cerchia di effettivi amici a restringersi e ad aumentare la mia preoccupazione costante per il futuro (Oltre che ripudiare ogni azione che ho fatto in passato). Non so più cosa fare, perchè (e spero di averlo reso evidente) mi rendo conto della mia situazione, dei problemi di cui soffro e degli aspetti che dovrei migliorare, ma a conti fatti non so dove iniziare e l'ansia mi trattiene sempre ad andare avanti e proseguire. Spero che possiate darmi qualche risposta per possibilmente migliorare la mia situazione. (P.S: ho selezionato la categoria "problemi relazionali" ma non so se possa andar bene anche per altre.)

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Dott. Francesco Damiano Logiudice

Dott. Francesco Damiano Logiudice

Roma

Il Dott. Francesco Damiano Logiudice offre supporto psicologico anche online