Paura delle reazioni di mio padre

Mary

Avrei bisogno di un consulto, un suggerimento, delle dritte su come comportarmi con mio padre, spesso le sue reazioni mi provocano ansia. Parto col dire che mio padre, al quale sono chiaramente molto legata, ha un carattere molto particolare. Provo a spiegarmi meglio. Parto col dire che è una persona molto sensibile, non ci ha mai fatto mancare nulla, è una persona spesso molto empatica e credo proprio di aver ereditato da lui questo mio lato, lato che tra l’altro non mi dispiace affatto, tuttavia forse tende ad essere più empatico con persone esterne alla famiglia che con il nostro nucleo familiare. Provo a fare un esempio, magari inquadra meglio la situazione. Lui è molto molto irascibile. Diciamo che si spazientisce facilmente, anche per delle cose che magari agli occhi degli altri sono delle piccolezze, ecco per lui anche non trovare le chiavi di casa è un motivo per arrabbiarsi, accusare a volte gli altri e non darsi pace finché non le trova. Spesso pecca nei modi ed è uno dei lati che purtroppo a me non piace, sbraitare, urlare, dare qualche schiaffo anche in presenza di altri, andarci sul pesante con le parole sono atteggiamenti che accostati alla figura di mio padre mi creano dispiacere, disagio, ansia. Nonostante spesso gli facciamo notare questo suo modo spesso esagerato non cambia, lui stesso ne è consapevole, ma come dice lui è un suo difetto, “ma tanto poi mi passa subito”. Questo è vero. Chiaramente quando si tratta di sciocchezze. Altre volte l’arrabbiatura dura un po’ di più. Il fatto che lui abbia questo modo mi ha portata nel corso degli anni ad adottare come delle “strategie” nei suoi confronti, non so se faccia bene o meno, provo a spiegarmi. Se ad esempio so che una situazione come venire a prendermi da un posto in mezzo al traffico sia motivo per il quale lui si inalbererebbe, magari provo a trovare delle soluzioni alternative o magari non so, provo ad andargli incontro io per evitare una sua reazione esagerata. La cosa che mi fa stare più male non è tanto questa, quanto il fatto che spesso i suoi scleri non si limitano quando c’è altra gente. Preferirei a volte che rimproverasse i suoi figli in privato, anziché sbraitare davanti agli altri. È come se la percepissi come una umiliazione. È per questo che parlavo di minore empatia verso i componenti dalla famiglia. Per esempio qualche settimana fa ha sbraitato contro mia sorella davanti ad una sua amica, magari avrebbe potuto evitare di farlo davanti la sua amica e invece no, in quei momenti non si controlla. Mi son troppo dispiaciuta per mia sorella per il disagio che avrà provato in quel momento, per non parlare di ciocche avrà pensato la sua amica che ha assistito a tutto ciò, le sue urla, i suoi modi bruschi. Sì, mi preoccupo di ciò che gli altri possano pensare di mio padre e ciò mi fa stare ancora più male. Lui invece non si fa problemi a rimproverare o semplicemente urlare davanti agli altri. Chiaramente sono delle reazioni spontanee e non è semplice evitare di essere spontanei e lo capisco. Però mi dispiace tanto. Dovrei parlare o “anticipare” agli altri questo difetto di mio padre come per metterli al corrente nell’eventualità in cui avesse reazioni spropositate? Anche l’idea ad esempio di avere un ragazzo, l’idea di presentarlo a lui mi creerebbe un po’ d’ansia. E qui mi collego al secondo punto che vorrei chiedervi. Mio padre ad esempio ha un disprezzo verso i fumatori e l’idea di trovare un ragazzo che magari fuma mi creerebbe ansia se penso ad un incontro, una cena, un qualsiasi momento in cui magari il mio ragazzo ha l’esigenza di fumare e magari questo a mio padre darebbe fastidio, dovrei seguire lui? Andare fuori con lui? Spiegare a lui dell’ essere contrariato al fumo da parte di mio padre? Vorrei tanto sapere come comportarmi. Pensare a tutti questi episodi mi crea solo ansia. Dovrei pensarci? Mio padre ha dei difetti come dei pregi, è una persona molto scherzosa, spesso abbiamo lo stesso modo di scherzare, ci son lati che adoro di lui, come ad esempio il suo lato sensibile. Spesso ci emozioniamo insieme anche davanti a un film e mi rendo conto di come abbia “ereditato” da lui questo suo lato. Questo come molti altri. Non ama le situazioni in cui un gruppo si scaglia verso il singolo, non riderebbe mai di una persona balbuziente, non si permetterebbe mai di far rimanere male una persona solo perché magari ha fatto una battuta già sentita, piuttosto ride di gusto per evitare di far sentirla sentire a disagio, è sensibile, empatico, buono. Se ritiene scorretto un atteggiamento di qualcuno verso noi della famiglia è pronto a difenderci o a correggerci se invece siamo stati noi a sbagliare. Spesso come dicevo prima la sua empatia viene meno verso noi familiari, ma semplicemente perché come dire, ci conosce meglio, ha una confidenza maggiore con noi che con un amico, un cugino, un fratello. Ha tanti di quei pregi che però spesso vengono oscurati dai suoi modi bruschi, dal suo spazientirsi. Penso che mi creerebbe ansia anche il fatto di vedermi accanto a qualcuno che magari sta fumando. Immagino la scena in cui lui magari passa e dovesse assistere a ciò. Diciamo che immagino spesso tante situazioni che potrebbero portarlo ad arrabbiarsi e automaticamente vado in ansia. È forse poco salutare? Magari potrei anticipare agli altri questo lato di mio padre. Quando si arrabbia non ce n’è per nessuno. È molto brusco e seppur mi fa star male questo suo lato io lo accetto, tutti abbiamo dei difetti. Però a volte vorrei essere più libera di fare delle cose senza dover pensare “ah ma magari poi mio padre si arrabbia” “magari mio padre sclera davanti ai miei amici, al mio ragazzo, alla gente” “magari mi farà fare una figuraccia arrabbiandosi in un negozio” vorrei “sclerasse” con figli e moglie solo in privato e non “umiliandoci” davanti agli altri, ma so che ciò non è possibile, per questo mi chiedo cosa dovrei fare. Litigo spesso con lui, lo riprendo spesso sul suo modo a volte sbagliato anche con gli altri, forse ad oggi ci litigo un po’ di meno, sono cresciuta e ho imparato a conoscerlo, le mie “strategie” derivano proprio da questo forse. Sono suggerimenti che cerco di dare anche a mia sorella minore a volte. Tuttavia se inizio a pensare a dover affrontare situazioni nuove che potrebbero urtarlo, ecco vado un po’ in ansia. Non ho mai portato “in casa” ufficialmente nessun ragazzo che frequentavo forse proprio per questo motivo. Ho iniziato a pensare sia così. Vorrei capire cosa sbaglio, se agisco bene, come potrei affrontare le varie situazioni elencate. Grazie. In particolare vorrei riportare un fatto accaduto proprio oggi. Io ero in salone, lui e mia madre in cucina a parlare. Ad un certo punto sento lui che dice che semmai avesse dei nipoti non tollererebbe che questi fumassero davanti a lui e che sicuramente non avrebbero rapporto con lui (si ricollegava al fatto di aver visto poco prima un signore anziano nostro vicino di casa con il nipote accanto che fumava una sigaretta mentre era con lui). Spesso cerco di fargli capire come lui non accetti determinate semplicemente perché non fuma, chi fuma ha semplicemente delle abitudini diverse dalle sue che magari lui non condivide, però non dovrebbe sindacare a riguardo, anche perché facendolo con noi forse non si rende conto di come noi possiamo assorbire ciò che dice. Ho colto la palla al balzo per dirgli che allora semmai avessi un ragazzo che fuma non potrei mai presentarglielo? Gli ho fatto capire quanto una situazione del genere potesse crearmi ansia. Gli ho detto che non posso mica mettermi a cercare un ragazzo che non fuma solo perché “mio padre odia chi fuma”. Lui mi ha detto che sicuramente non avrebbe un rapporto con lui o per lo mano non avrebbe un rapporto tale da uscirci insieme, che molto probabilmente preferirebbe non farlo venire a casa, mia madre, invece, diceva che anche se fosse potrebbe comunque venire da noi. Ho anche detto che nel caso si potrebbero trovare dei compromessi, ho provato ad andare incitato a mio padre dicendo che potrei chiedere al mio eventuale ragazzo di non fumare quando siamo con mio padre. Sarebbe adatta come proposta secondo voi? Tutto ciò in realtà, nonostante io non sia al momento fidanzata e nonostante non abbia mai portato nessun ragazzo in casa forse proprio per evitare situazioni ansiogene con mio padre, mi causa forte ansia e agitazione al solo pensiero. In verità al momento sto frequentando un ragazzo, i miei non lo sanno, ci vediamo da poco in realtà, ma se penso che mai dovessi presentarlo ai miei vado in ansia già da ora. Dovrei, eventualmente, riferire al mio ragazzo questo lato di mio padre rispetto ai fumatori, il suo essere spesso rigido e il suo inalberarsi facilmente? A volte penso che chi mi sta vicino possa allontanarsi da me proprio a causa di mio padre, perché magari mi limita dal fare delle cose e in questo modo spaventa anche gli altri che a loro volta preferiscono lasciarmi perdere piuttosto che incastrarsi in una situazione simile. Inizio a pensare di non aver mai coinvolto i miei nelle mie frequentazioni, non aver mai detto quando frequentavi qualcuno proprio per paura di tutto questo, delle reazioni di mio padre, delle sue urla e per paura di sentirmi umiliata davanti a gli altri. (In caso ricevessi una risposta da parte vostra posso rispondere via email o devo formulare una nuova domanda per rispondere a voi? C’è la possibilità di commentare una vostra risposta? Grazie in anticipo)

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Mary, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL