Rapporto madre-figlia, come posso smetterla di intristirmi?

Ilenia

Salve, mi chiamo Ilenia ho quasi 30 anni, vivo ancora con i miei e mi risulta sempre più difficile passare del tempo "tranquillo" con loro, soprattutto con mia madre, ogni volta che siamo da sole mi racconta tutto quello che è andato storto nella sua vita, me compresa. Ultimamente le è tornato a galla il trauma di aver avuto un'interruzione volontaria di gravidanza prima di avere me, la figlia perfetta che disgraziatamente non ha mai avuto, io penso una povera infelice in meno sotto le sue grinfie, ma sono punti di vista. Ora, l'ho sentita mille volte questa storia, io mi sento triste, ogni volta che resto da sola con lei mi riduce così, perché non riesce ad amarmi? O almeno a lasciarmi in pace? Ho curato ogni ferita dovuta a nei sospettiche le hanno tolto sul suo corpo ingrato, eppure non sono mai abbastanza, sono sempre la stronza che non passa mai abbastanza tempo con lei con la "scusa" dell'università e del lavoro, perché per lei sono scuse, se non fosse sempre emotivamente stancante parlare con lei forse sarei più invogliata a fare due chiacchiere no? Invece c'è sempre qualcosa che non va, io riuscirei a farmi bastare quello che ho, ma per lei è sempre tutto sbagliato, non ho preso una sola decisione giusta nella vita, e sono sinceramente stanca di sentirmi così, ed è inutile arrabbiarmi, impossibile sfogarmi o farle cambiare idea, semplicemente sento l'apatia che sta galoppando per venire a salvarmi da questo schifo di vita che faccio. Passerà? Lo spero sempre, ma finora è sempre stato un sollievo temporaneo, questa settimana si è fissata con questo, la settimana prossima è il gatto che le è accidentalmente caduto dal primo piano, non l'ho conosciuto quel gatto ma vorrei che non lo avesse mai avuto, e poi qualcos'altro, c'è sempre qualcosa, vorrei che i suoi traumi non avessero così tanto peso su di me

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Ilenia, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL