Problemi relazionali

Rapporto irrecuperabile con figlio 17enne

Michele

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Buonasera. Mio figlio ha appena compiuto 17 anni e tra di noi all'ordine del giorno ci sono dei litigi per il suo rendimento scolastico, in quanto mette al primo posto lo svago (calcio, bisboccia con gli amici), anziché lo studio (frequenta un istituto professionale regionale, il primo scalino dell'istruzione superiore, mica il liceo), chiede sempre soldi per questo o quel motivo senza mai rendicontare e risponde sempre malamente sia a me che alla madre. Il nostro rapporto è logoro da due anni almeno, da quando ha iniziato ad alzare la cosiddetta "cresta". Non tollero le mancanze di rispetto sia nei miei confronti che verso la madre. E' arrivato a bestemmiarci addosso di recente. Da parte mia non riesco, a volte, a trattenermi, e sottolineo "non riesco a trattenermi", dall'apostrofarlo con epiteti tipo "disadattato" o "fannullone". In passato è volato anche qualche schiaffo. In casa neanche ci parliamo e appena succede scatta il litigio. Sensi di colpa sempre presenti e non so che fare. Penso che tutto questo dipenda da me e questo mi pesa come un macigno ma la rabbia per come mio figlio "gestisce" la sua vita è troppo grande, non so come tenerla a bada e per un nonnulla esplode. Grazie fin d'ora a chi riuscirà a darmi supporto

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Michele buongiorno.


Sono Roberta Maieli e mi occupo di genitorialità da anni. Posso dirle che il periodo di adolescenza dei figli mette sempre a dura prova qualsiasi genitore. Detto questo, quello che state vivendo voi a casa è sicuramente frutto di anni di difficoltà comunicative, di situazioni che vi portano ad un discontrollo emotivo che non sta facendo altro che caricarvi e armarvi gli uni contro gli altri, con risultati di allontanamento reciproco. Vi consiglio un percorso di genitorialità per fare focus in modo specifico rispetto alla vostra situazione, e nel contempo, apprendere delle strategie di intervento che possano aiutarvi i a regolare le emozioni e a migliorare la comunicazione in maniera concreta.


Se vuole, sono disponibile ad un primo incontro.


Mi può contattare telefonicamente o robertamaieli@gmail.com


Un cordiale saluto


Dott.ssa Roberta Maieli

Buongiorno, la situazione che descrive è piuttosto diffusa ultimamente. La cosa principale da evitare è perdere il contatto, cioè chiudere i rapporti. sicuramente suo figlio sta cercando una strada per costruirsi una identità e spesso ciò avviene attraverso conflitti con le persone che durante l'infanzia e preadolescenza costituivano dei riferimenti per questo processo. Chiaro che ci vogliono dei limiti ma sarebbe interessante e utile per suo figlio avere una persona adulta (non familiare stretto) con la quale cercare di ragionare un po su chi vuole diventare e aiutarlo a capire che non basta distruggere per costruire cose nuove...


un saluto


Daniele Cason

Buonasera, mi rendo conto perfettamente quanto possa essere difficile rapportarsi con suo figlio e quanto l'equilibrio familiare possa venire turbato in maniera pesante da questo problema.


Posso darle un paio di indicazioni personali, fermo restando che gestire la rabbia e l'aggressività di un figlio sia tutt'altro che semplice per un genitore, in cui confluiscono sentimenti anche ambivalenti tra loro, rabbia, impotenza, sconforto, ma anche amore, sensi di colpa e scrupoli.


Anzitutto, bisogna chiarire che nulla gli è dovuto e che suo figlio fa parte di un nucleo familiare dal quale dipende, suo malgrado, con regole e limiti che solo voi genitori avete il diritto di decidere se merita, oltre al necessario mantenimento, anche il resto. Purtroppo l'essere dentro questa brutta dinamica non vi aiuta come genitori a tenere un atteggiamento fermo e deciso.


Una terapia familiare che coinvolga voi genitori e vs figlio sarebbe auspicabile, ma dubito che sia realizzabile. Però potreste trarre giovamento da un supporto genitoriale di tipo psicologico dove mettere a fuoco ii problema e superare le indubbie ambivalenze emotive che vi impediscono di gestire la situazione.


Resto a disposizione se volete


Ricevo a Padova, Feltre e in modalità online

Buonasera,


capisco che sia una situazione difficile per lei e sua moglie da vivere quotidianamente, un primo passo da fare potrebbe essere chiedere una consulenza psicologica per gestire la rabbia che prova, lavorare sul senso di colpa che sente. Potrebbe essere altrettanto auspicabile una consulenza familiare coinvolgere tutti i componenti per capire cosa porta suo figlio a comportarsi così, cosa vivete voi genitori nel vederlo "gestire" la sua vita in un modo che voi non considerate idoneo. Penso sia importante cercare di "capire" le motivazioni di tali gesta.


Spero di averle dato qualche indicazione utile. 


Cordiali saluti.


Dott.ssa Verena Elisa Gomiero 

Salve Michele, mi dispiace molto per la situazione che descrive e comprendo il disagio connesso.


Come giustamente scrive, è importante cercare di capire cosa sente e cosa prova in determinate situazioni, cosa rivive e trovare un modo per identificare, discriminare e gestire questo stato emotivo.


Il ragazzo, essendo adolescente, sta imparando anch'egli a gestire e discriminare i suoi stati emotivi: è chiaro che aggressività generi altra aggressitivà, impulsività generi altra impulsività. Serve dunque cercare di interrompere tale circolo e in questo voi genitori, più adulti e strutturati, avete un ruolo chiave.


Sarebbe opportuno, inoltre, cercare di capire cosa vostro figlio senta e cosa provi quando si innescano tali dinamiche: immagino che questa situazione, oltre naturalmente che per voi, sia pesante anche per lui.


Comunque, ritengo che un consulto psicologico possa essere per voi utile al fine di approfondire la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e soprattutto trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.


Resto a disposizione, anche online.


Cordialmente, dott FDL

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