Problemi relazionali

Se ne può fare a meno?

Gianluca

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Salve a tutte/i,

chi vi scrive non ha mai avuto una vera relazione sentimentale (e non ho più 20 anni). Qualche amico mi ha detto che se ci sono riuscito finora, significa che per natura sono in grado di farne a meno, perché loro non ci riuscirebbero.

Ma è davvero così?

O forse la verità è che si può fare a meno più facilmente di ciò che non si conosce?

Ma (s)fortunatamente ci sono cose che sappiamo già, dalla nascita. E credo che su questo si sbaglino, che la voglia di una relazione appartenga proprio a tutti. Mai avuta relazione, ci ho provato qualche rara volta, ma finiva sempre presto e male. I primi giorni però, quando le cose andavano meglio, mi sentivo stranamente normale ed è come se avessi tirato via la testa fuori dall'acqua, tornando a respirare dopo tanto tempo. E poi di nuovo giù, con tanta sofferenza. La frase più bella che mi abbia mai detto una ragazza è stata "non c'è motivo per cui questa relazione non debba funzionare", ho la pelle d'oca ogni volta che ci ripenso (e poco importa che avesse torto). La verità è che non mi sento all'altezza di poter avere una relazione, troppi difetti, ereditati e non (timidezza, insicurezza, ansia, introversione, disagio sociale, pessimo senso dell'orientamento e altre prelibatezze affini).

Il partner domanda e io non ho gli strumenti per dare molto di ciò che mi viene richiesto. Questo è ciò che vedo e rivedo quando mi trovo ad affrontare qualche situazione sentimentale, insomma so già di partire sconfitto e questo mi demoralizza subito e da solo è sufficiente ad immettermi nella strada della sconfitta. D'altronde anche l'idea di mettere al mondo dei figli (un domani) ed imporgli questa pesante eredità genetica, mi disgusta. Quindi probabilmente è giusto così. Difetti, come ad esempio, l'essere insicuri ed ansiogeni si possono battere solo impedendogli di trasmettersi di padre in figlio (i farmaci sono solo un palliativo), è l'unico modo di fargli un dispetto.

La domanda vera pero è che fare per alleviare un po' una voglia che non è giusto accontentare?


E poi, una calda sera d'estate, cerchi su Google problemi relazionali/sentimentali, t'imbatti in un sito di psicologi e ti viene l'irrefrenabile voglia di scrivere cose che, probabilmente, non verranno mai lette...

4 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentle Gianluca,


non ci sono cose che sappiamo già fin dalla nascita, semmai quello che crediamo di sapere spesso finisce con il condizionarci e dare alla nostra vita una direzione che non è quella che avremmo voluto. Per ottenere dei cambiamenti, a volte bisogna sfidare queste "certezze" che ci bloccano e ci impediscono di vivere pienamente.


Provi a modificare la domanda e a chiedersi cosa può fare per accontentare quello che non è semplicemente una "voglia" ma un bisogno fondamentale di tutti gli esseri umani, quello di amare e di essere amati.  


Quelli che lei considera difetti possono essere migliorati o trasformati in punti di forza o anche di fascino per la sua persona (come del resto mi sembra che sia già successo), nessuno è perfetto e la perfezione non è nemmeno poi così interessante; provi a prenderli meno sul serio e a viverli con più ironia, si metta in gioco e vedrà che i risultati arriveranno. 


In questo può anche decidere di farsi accompagnare da un supporto psicologico.


Un caro saluto e un grande in bocca al lupo!

Buongiorno Gianluca, mi sembra di capire che lei ha passato tanti anni in solitudine alternando brevi storie a lunghi periodi di isolamento. Parla di difetti ereditati da un padre e della paura di trasmetterli ad un eventuale figlio. Sembra che lei sia il suo principale nemico, è distruttivo verso se stesso e verso tutte le relazioni che crea. È diffidente e la sua diffidenza diventa una sorta di profezia che si autoavvera sistematicamente. Per affrontare tutto ciò è intraprendere una psicoterapia che la aiuti a mettere in discussione la sua diffidenza alimentando ironia e competenza a saper pensare alle proprie emozioni uscendo da questa autoreferenzialita’ che la contraddistingue. 


Spero che lei possa utilizzare questa email per farsi carico di questi cambiamenti. 


Un cordiale saluto.

BUona sera


Cara ragazza non più 20 enne, la tua email è stata letta, non racconti quello che c'è dietro questa lettera quindi posso rispondere per ipotesi, la pelle d'oca perchè non vuoi ho vuoi una storia ma sei troppo impaurita per viverla veramente, non so che rapporti ai con i tuoi genitori con le sorelle o fratelli non so se ti hanno mai abbbarcciata fatto capire quanto ti amano. Non sei sbagliata , sei solo insicura cerca un terapeuta nella tua città fai un percorso per capire cosa vuoi, non sprecare troppe energie per fare domande ma vivi la vita, sarei lai ha darti le risposte. I fiigli accettano i loro genitori cosi come sono loro vogliono essere amati ascoltati ...


 


 


 


 


 


Dottoressa filomena lopez psicoterapeuta ti ha letto , vivvi la vita non aver paura di vivere con tutte le sue sfumatura,

Buongiorno Gianluca,


benvenuto in questo sito! Come vede ci sono tanti utenti che ogni giorno ci affidano i loro affanni e disorientamenti. Noi, nei limiti in cui possiamo, cerchiamo di offrire orientamenti, informazioni e spunti di riflessione. Insomma, per come ci è possibile online, cerchiamo di esserVi utili.


... ... ...


Lei nella descrizione che fa di sè manifesta un pensiero di tipo piuttosto catastrofico! E se invece smettesse di prendersi meno sul serio e imparasse a "giocare" con i suoi limiti? 


Mi sembra, infatti, di capire che le sue scarse relazioni sentimentali siano dovute più che altro a dei blocchi che Lei frappone con una donna che la interessa, persino quando questo interesse le viene ricambiato. Si è mai chiesto a cosa le serve fare ciò? Cosa prova quando scopre che il suo interesse è ricambiato? 


 

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