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La maggior parte degli atleti che ho seguito in questi 10 anni di attività mi hanno riportato come primo aspetto critico della propria prestazione un’inefficace gestione emotiva legata soprattutto alle competizioni.

Durante il percorso di mental training che hanno intrapreso con sorpresa hanno potuto apprezzare e sperimentare come l’ansia in realtà, se letta come manifestazione dell’attivazione fisiologica, non è sempre un fenomeno negativo, tutt’altro!

Se gestita efficacemente, può addirittura stimolare il miglioramento della performance, incrementando la propria efficienza, il livello di attenzione e la capacità di concentrazione. Questa ansia positiva viene definita eustress, dal greco “stress buono” ed è da considerarsi una valida alleata della nostra prestazione.

Conoscere il proprio livello di attivazione ottimale e apprendere con il supporto di un preparatore mentale tecniche di rilassamento che ci permettano di non superarlo, consente all’atleta a tutti i livelli di preservare quella tensione positiva e stimolante che porta un aumento di efficacia dell’esecuzione del gesto e un miglioramento della performance.

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